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Non puoi mai dire se le ore del giorno sono corte o sono lunghe, sono vicine o sono distanti, eppure le chiami “dodici ore”. I segni del tempo che passa sono evidenti, e perciò la gente non ne dubita. Può anche non dubitarne, ma questo non vuol dire che lo capisca. Oppure, come succede a tutti noi, qualsiasi sia la cosa di cui dubitiamo, i nostri dubbi non sono solidi e non durano a lungo. Perciò la storia dei nostri dubbi passati non prefigura esattamente i nostri dubbi di oggi. Eppure il nostro dubbio di oggi non è altro che tempo.(10)

3

Torniamo in noi stessi e vediamo tutto l’universo. Ogni individuo e ogni oggetto in questo universo dovrebbero essere percepiti come singoli istanti di tempo.(11) Le cose non si intralciano l’un l’altra come gli istanti non si intralciano l’un l’altro.(12) La mente alla ricerca della via sorge in questo momento. Un momento di ricerca della via sorge in questa mente. E’ lo stesso che succede con la pratica e con il raggiungere la via. Perciò, ci sono menti che sono formate nello stesso momento e ci sono momenti in cui la stessa mente è formata. Anche la pratica e la comprensione della verità sono così. Quando metti ordine in te stesso vedi che cosa sei veramente. La stessa cosa è la verità che la mente (self) è tempo.(13)

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Ci sono miriadi di forme e centinaia di fili d’erba in tutta la terra. Eppure ogni filo d’erba è tutta la terra e ogni forma è tutta la terra. Lo studio di questo fatto è l’inizio della pratica. Quando tu sei qui, esiste un solo filo d’erba, esiste una sola forma; c’è comprensione della forma e una non-comprensione della forma; c’è una comprensione del filo d’erba e una non-comprensione del filo d’erba. Visto che non esiste niente oltre questo istante, l’essere tempo è tutto il tempo che esiste. Essere-erba e essere-forma sono tutt’e due tempo. Ogni istante è tutto essere, è tutto il mondo. Dai, rifletti se un qualsiasi essere o un qualsiasi mondo può restare fuori dall’istante presente.

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Eppure una persona ordinaria, che non capisce il buddha-dharma, può usare le parole “essere tempo” in questo contesto: “Per un po’ sono stato uno con tre teste e otto braccia e per un altro po’ sono stato uno con un corpo di otto o sedici piedi di altezza. Questo é come aver attraversato fiumi e scalato montagne. Anche se fiumi e montagne continuano a essere lì, io li ho già attraversati. Vivo nel palazzo del gioiello e nella torre vermiglia, e fiumi e montagne distano da me come il cielo dista dalla terra”. Momento! Le cose non sono così semplici! Quando tu scalavi quella montagna o attraversavi quel fiume, eri lì in quel tempo. Ci doveva essere tempo in te. E visto che tu esisti adesso, il tempo non può essere andato via. Se il trascorrere non é una proprietà del tempo, il tempo durante il quale tu stavi scalando quella montagna é l’essere tempo declinato al presente in questo preciso istante. Se il trascorrere é una proprietà del tempo, tu sei questo preciso istante di essere tempo. Questo é il significato di tempo-essere. Questo essere tempo non ingoia e non vomita forse il momento in cui scalavi quella montagna e il momento in cui risiedevi nel palazzo gioiello dalle torri vermiglie?(14)

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Le tre teste e otto braccia erano il tempo ieri. Il corpo d’oro di sedici o di otto piedi è il tempo oggi. Eppure ieri e oggi sono tutt’e due compresi nell’istante in cui dalla cima delle montagne che abbiamo scalato vediamo all’orizzonte mille o diecimila vette. Non si tratta di cose passate.(15) Le tre teste e le otto braccia sono l’istante presente. [Perciò] anche se sembrano lontani, sono istanti del presente. Il corpo di sedici piedi o di otto piedi è l’essere tempo. Anche se sembra situarsi vicino, è proprio sotto i nostri piedi [sono io, è me]. Perciò un pino è tempo, il bambù è tempo.

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Non pensare che il tempo voli via solamente. Non pensare che la sola cosa che sa fare il tempo è volar via. Se questa fosse la sola cosa che fa, tu e il tempo sareste separati. La ragione per cui non capisci l’essere tempo è che pensi al tempo solo come qualcosa che scorre.(16) In essenza, tutte le cose nell’intero mondo sono allineate l’una dietro l’altra in una serie infinita di momenti, e insieme sono istanti di tempo individuali.(17) Poiché il tempo è essere tempo, è il tempo della mia esistenza.

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L’essere tempo ha la proprietà dello scorrere in una serie di istanti.(18) Cioè l’oggi scorre nel domani e l’oggi nello ieri (19)…, lo ieri scorre nell’oggi, l’oggi scorre nell’oggi e il domani scorre nel domaniPoiché [ossia: facciamo l’ipotesi che..] lo scorrere di istanti individuali l’uno nell’altro è la caratteristica del tempo, [allora] i momenti [che costituiscono] passato e presente non si accatastano uno sull’altro e non si allineano uno fianco all’altro. Perciò Seigan è tempo. E Kozei e Sekito sono tempo. Poiché l’io-e-l’universo sono tempo, la pratica–e-il risveglio siamo tempo. Tempo è anche l’impiastricciarsi di fango [sporcarsi le mani] e il bagnarsi d’acqua.

Note:
10) Y: Anche i nostri pensieri, l’interrogarci di questo momento sulla natura del tempo, sul senso della vita, è vita è tempo.
11) Y: Qui il senso coincide con il Genjōkōan, Dōgen è sempre giocherellone e mostra le cose al rovescio. Sta dicendo: accorgiti del miracolo continuo nel fatto che in ogni istante ci sono queste cose/esseri intorno a te, il loro apparire ad ogni istante è un prodigio continuo.
12) Y: Vuol anche dire che i presenti [il presente di adesso è un altro rispetto a quello di prima, te ne accorgi perché tutto è cambiato] pur essendo innumerevoli, velocissimi nell’apparire e scomparire non fanno succedere il caos. Così pure tutte le cose, gli esseri: il loro esserci nell’istante è un fatto estremamente complesso [non fosse altro perché in ogni istante tutto muta e si ridefiniscono istantaneamente le relazioni di ciascuna cosa con le altre] ma questo non crea alcun problema, né tra un istante e l’altro, né tra un oggetto e “l’altro”, quello dell’istante successivo, che gli assomiglia.
13) Y: A mio avviso qui vuol dire: quando io smetto di correr dietro a mille sciocchezze e sono me stesso, contemporaneamente so chi/cosa sono. Ovvero che io stesso sono tempo: ciò che ho visto, detto per tutti gli oggetti, lo posso vedere meglio dal di dentro riferito al mio esistere. In pratica “svela” quello che ha detto all’inizio della frase: tornare in me, in noi.
14) Y: Questa si ricollega alla tua considerazione iniziale: “La memoria…”. L’interpretazione solita di questo brano è che il risveglio -abitare nel palazzo ecc.- non è l’effetto o il risultato dei tuoi sforzi passati -“scalar montagne o attraversare fiumi”, ma è la tua vita, il tuo modo di essere in questo istante. Gli istanti passati, cioè quelli che non stai vivendo in questo momento -cioè “Questo essere tempo”- non appartengono, non attengono -cioè “non ingoia e non vomita”- alla realtà, buoni o cattivi che siano.
15) Y: Ora guarda dal punto di vista opposto: se l’unico tempo reale è il presente anche l’eternità è tutta nel presente, tutto il futuro e tutto il passato sono qui ora. Ciò che ci appare e noi chiamiamo passato -ricordi, reperti, cause, effetti- avviene ad ogni presente.
16) Y: cioè: separato, altro da te.

17) Y: Qui è più interessante se immagini una sola cosa che ri appare, benché sempre diversa, ad ogni istante formando una serie infinita, e poi ci aggiungi tutte le altre infinite cose che “fanno” lo stesso. Però questa è la fuffa che Dōgen offre per depistare, in realtà la “cosa” è una sola ma non c’è, appaiono le sole cose/forme vivificate da quella, tempo, vita, essere, uji ecc..
18) Y: questo è verosimile ma non è “vero” e lui lo sa.
19) Y: Anche questa è fuffa, a partire dalla frase seguente rompe la logica che lui stesso ha costruito per cui se usi il pensiero non capisci più di cosa parla.

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