Mi si può obbiettare che è facile vedere che ci sono persone buone che soffrono.

Questo è vero, ma io non sto dicendo che il mio mantenermi nel bene o che il nostro mantenerci nel bene elimini tutto il male del mondo.

Sto dicendo che la mia parte è non aumentare il male.
Anzi, la mia parte è aumentare la proporzione di bene con cui viene costruita la vita.
Che è vita collettiva come è possibile vedere in ogni circostanza.

Per esempio:
voi in questo momento potete essere nella miglior disposizione d’animo, buoni come non lo siete mai stati, ma se comincio ad insultarvi, oppure se tiro fuori un’arma e comincio a sparare, il male che metto nella mia vita finisce per essere lo stesso male che vi trovate a vivere voi.

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Penso che ora comprendiate facilmente perché dicevo che qualsiasi comportamento, come la caccia, che sia un’aggressione nei confronti dell’ambiente, ovvero della mia vita intesa in senso più ampio, è un comportamento pazzesco, inconcepibile.Perché equivale, dal punto di vista della costruzione della qualità della vita ad un atto di autolesionismo, ed è contemporaneamente un torto nei confronti tutti gli altri esseri.

Come è un atto di autolesionismo buttare in terra una cartaccia o inquinare un fiume.

Con la differenza, banalmente tragica, che, a mano a mano che passiamo dalla cartaccia allo sporcare, avvelenare un fiume, l’aria e la terra, sino allo sparare per uccidere, il numero degli esseri viventi e il numero delle persone coinvolte aumenta, e aumentano gli effetti che il nostro atto di male provoca nel mondo, che è la nostra vita.

Non c’è un fuori.
Così come la strada su cui cammino non è solo fuori di me ma nel momento in cui la cammino è parte di quella cosa che io chiamo vita, così pure tutto il mondo è un insieme unico, come un grande secchio, in cui troviamo quello che ci mettiamo noi o che ci hanno messo gli altri.

Non c’è un fuori in cui si possano gettare le cartacce, ovvero tutto il male.
Non c’è una vita privata al punto che possa, da sola, essere al sicuro dal male.

Questo tipo di cultura, che è anche un tipo di intelligenza è sottesa a tutto il buddismo.

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Per esempio è uno dei motivi per cui questa, che è una delle religioni universali più antiche, se non la più antica tra le religioni universali, non ha mai fatto una guerra.Oppure – ed è lo stesso – in 2500 anni di storia nelle decine di Paesi in cui è fiorito il buddismo nessuno ha mai fatto una guerra in suo nome o per suo conto.

È un caso unico, ma così esteso nelle spazio e durevole nel tempo che dovrebbe far riflettere.

La guerra, non è mai inutile dirlo, è la più grave forma di aggressione ambientale, di aggressione nei confronti della nostra vita in senso globale, ossia della vita di tutti.

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