Tutela e responsabilità ambientale nella visione buddista: Una proposta educativa di base a partire da una visuale transreligiosa

Il buddismo è relativamente poco noto in Italia e in Occidente, anche per questo, sovente, se ne hanno delle idee del tutto arbitrarie, direi quasi fantasiose. Quindi distorte. Inizierò allora con una brevissima presentazione di alcuni aspetti del buddismo, in particolare quelli legati al tema di oggi, per dare un terreno comune di comprensione sul quale sviluppare il discorso. Il buddismo è una religione, anche se noi quando usiamo il termine religione di solito intendiamo qualche cosa a cui il buddismo non può essere omologato perché in quella definizione si trova stretto. Questo vuol dire che l’accezione comune del termine religione è inadeguata a rappresentare, contenere tutte le religioni come è particolarmente evidente nel caso del Jaina e il Buddismo. Questo avviene perché tali dinamiche spirituali formatesi fuori dalla nostra cultura non rientrano in un termine il cui significato, invece, si è formato nella cultura greco-giudaica prima e latina poi, e che è stato cucito su misura per le religioni abramitiche, inadatto a rappresentare ciò che è nato e si è sviluppato altrove.

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Vediamo allora che tipo di religione sia il buddismo. Spesso si sente dire che si tratta di una dottrina atea. Questo non è vero se con ateismo si intende la negazione di Dio, oppure l’affermazione della sua assenza.Piuttosto, è corretto dire che ci troviamo di fronte ad una religione non teista. Una religione il cui fondatore, Sakyamuni, detto il Buddha ossia il risvegliato, vissuto 2500 anni fa in India non ha mai parlato, né in positivo né in negativo, dell’esistenza di Dio. E questo silenzio è motivato dall’unico scopo di impedire che l’uomo con la fantasia, con la teoresi, con la metafisica, rappresenti dio uccidendo la sua divinità, trasformandolo in un pupazzo antropomorfo. Questo atteggiamento, o scelta di campo, ha una grandissima forza anti-idolatra. Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, nell’introduzione a un mio recente libro ha scritto: «La vera alternativa nel cammino di sequela dietro a Cristo – secondo l’interezza del messaggio biblico – non è tra fede e ateismo, bensì tra fede e idolatria» (Cfr. Intelligenza volse a Settentrione, Marietti 2002, p.IX).

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