Sab, 22 Set 2007
Sab, 22 Set 2007
Mer, 19 Set 2007
INFERNO
Canto 23
… con cappucci bassi
Dinnanzi agli occhi…
[di nuovo l’invidia, cioè visione ristretta della realtà (dal latino in-video)]
Canto 24
Più lunga scala convien che si saglia
[Non progredi est regredi. Chi non si trasforma mai, si fossilizza, come il dannato che va in cenere come la fenice e… rinasce non migliore, ma tristemente identico a prima:]
E in quel medesimo tornò di butto
Canto 25
Ed avvenga che gli occhi miei confusi
Fossero alquanto, e l’animo smagato
[la confusione di Dante non avviene di fronte a uno spettacolo qualsiasi: davanti agli occhi ha il simbolo per eccellenza della tragica condizione umana. Avere la pazienza di leggere il Canto 25 per intero, oltre alla poesia Il vischio di G. Pascoli, ammiratissima da P. P. Pasolini]
Canto 26
“Prima che sì Enea la nomasse”
[interrogato cortesemente da Virgilio, Ulisse contraccambia citando l’Eneide. E sarà lo stesso Virgilio, salendo fino in cima alla montagna del Purgatorio, a portare a termine la missione interrotta di Ulisse]
Lun, 17 Set 2007
Raimon Panikkar, La porta stretta della conoscenza. Sensi, ragione e fede, Rizzoli, 2005.
Ma 9×9 farà 81?
Ho riportato la battuta di Massimo Troisi in un suo celebre film per sintetizzare uno dei significati di questo libro di Panikkar.
Vorrei spiegare il motivo di questa scelta: quella domanda divertente sottintende l’ipotesi di una logica diversa. Ovviamente se non per Troisi, almeno per tutti noi 9×9 fa 81, ma ne siamo proprio certi?
La scienza ha un proprio linguaggio che la rende una cosmovisione, come sostiene Panikkar, questa cosmovisione deve misurarsi e confrontarsi con la cosmovisione religiosa. Questo dialogo è il nucleo del libro.
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Lun, 10 Set 2007
INFERNO
Canto 12
L’infamia di Creti era distesa
[tra i più efficaci “mostri” di Dante; sul loro significato cfr. G. Pascoli, Sotto il velame]
Canto 13
… in vece
D’alcuna ammenda, tua fama rinfreschi
[Dante e Virgilio si impegnano a onorare la memoria di un suicida, Pier delle Vigne]
Canto 14
E rende’le [le spoglie] a colui ch’era già fioco
—
[là dove] Si vede di giustizia orribil arte
[dove la Giustizia produce orrori, Dante compie un gesto di misericordia verso un dannato]
Canto 15
“Dato t’avrei all’opera conforto”
[Brunetto Latini, antico maestro di Dante, se non fosse morto troppo presto avrebbe fatto di tutto per aiutarlo a volare]
Mer, 5 Set 2007
— Monsieur Redon, siamo qui per acquistare un quadro.
— Ottimo. Li dipingo proprio per venderli.
— Un quadro molto particolare, su un tema di cui lei è specialista.
— Oh-la-la, sentiamo.
— Vorremmo (mio marito ed io: le presento mio marito, Auguste) che lei ci facesse un quadro da appendere in camera da letto, esattamente sopra il letto, per benedire il nostro riposo.
— Beh, se per voi il letto è un luogo di riposo…
— La facevo una persona più seria. Vorremmo che lei ci dipingesse Dio.
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Lun, 3 Set 2007
Dalla fervida inventiva di Cibì ancora una novità per il blog della Stella: la Divina Commedia vista, o sbirciata, attraverso alcuni versi -uno per canto, o quasi- seguiti da una traccia e raggruppati ogni volta da un’immagine.

L’ovra inconsummabile
(A cura di Cibì)
Perché, grazie al cielo, la Divina Commedia non si esaurisce in invettive e definizioni dogmatiche.
I versetti che presentiamo sono simultaneamente
A) da apprezzare decontestualizzati, e
B) da apprezzare inserendoli nel contesto tramite una lettura diretta dei Canti, urca ullallà.
INFERNO
Canto 1
Aiutami da lei, famoso saggio!
[Dante lo grida a Virgilio nella selva oscura, riferendosi alla lupa – cupidigia – brama – desiderio]
Canto 3
Che balenò una luce vermiglia
[tra gli ignavi Dante disprezza Ponzio Pilato, “colui che fece per viltade il gran rifiuto”, ma poi, per contrappasso, si ritrova lui stesso ad assistere alla risurrezione di Gesù stando dalla parte dei soldati, cioè dei “cattivi”. Qui si segue l’ipotesi esegetica per cui “colui che fece ecc.” sia Pilato]
Canto 4
Oscura, profond’era e nebulosa
—
Democrito che il mondo a caso pone
Sab, 1 Set 2007
* UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “CARLO BO” – URBINO
Il Corso di Laurea Specialistica in Antropologia ed Epistemologia delle Religioni, istituito presso la Facoltà di Sociologia in collaborazione con la Facoltà di Lettere, Classe 72/S (Scienze delle Religioni),
a partire dall’A.A. 2006/2007 si trasforma in:
Corso di Laurea Specialistica in
Sociologia della multiculturalità.
Il secondo anno del nuovo Corso sarà articolato in due curricula: Politiche dell’integrazione sociale e Antropologia delle RELIGIONI.
Quest’ultimo recepirà quasi per intero gli insegnamenti di cristianesimo, buddismo, induismo e islamologia già presenti nell’attuale Corso di Laurea Specialistica in Antropologia ed Epistemologia delle Religioni.