Tutto mi era capitato di sentire, ma alla “giornata mondiale dell’orgoglio pedofilo” fissata anche quest’anno il 23 giugno non ero preparato…

da http://www.icn-news.com/?do=news&id=680

Il 23 Giugno 2007, la comunità pedofila internazionale, celebrerà un altro Boyloveday International, cioè la Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo.

sconcertati ? si, capisco, anch’io nutro questo sentimento, eppure è così

In concomitanza a questa “vergogna”, contro la quale nessuna istituzione ha preso ancora un provvedimento serio, l’Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus, anche quest’anno, organizzerà una fiaccolata silenziosa per ricordare le vittime di pedofilia.

Chiediamo che le autorità considerino reato la promozione della pedofilia online e che vengano oscurati i siti che danno voce ai pedofili

Già in passato sono state fatti vari tentativi per legalizzare la pedofilia come ad esempio la nascita del partito dei pedofili in Olanda. Affinché queste oscenità non accadano e per far uscire le troppe vittime dal silenzio è indispensabile che ognuno di noi prenda una posizione chiara e decisa contro la pedofilia, perché spesso dimentichiamo che il nostro silenzio diventa complice di questi crimini.

(altro…)

BAMBINI VENITE PARVULOS

[…]
Bambini venite parvulos
Vale un occhio il vostro cuore
Mille dollari i vostri occhi
I vostri occhi senza dolore
Bambini venite parvulos
Sangue sotto il sole.

(Da “Miramare, 19.4.89”, F. de Gregori)

In Italia calcolando esclusivamente i dati delle denunce effettuate dall’anno 2004 fino a marzo 2007, si scopre che i minori scomparsi e non ancora ritrovati sono ben 3.399. Da “Viaggio nelle tenebre” www.beppegrillo.it.

[jLanguage default=”italian”][italian][/italian][british][/british]

SHANGRI-LA (a c. di DR)
6710

[italian]C’è un luogo in cui qualcosa è nella misura in cui è qualcos’altro.
C’è una terra dove Dio ha nome Non-Qui.
C’è un uomo il cui ritratto è l’opposto di sé.[/italian]
[british]There is a place where a thing is insofar
as it is otherwise.
There is a land where God’s name sounds like “Not-Here”.
There is a man whose picture is the opposite as his picture.[/british]

(altro…)

Che succede se due realtà enormi si incontrano? O che nasce un’aquila bicipite, o che si fa una frittata. Pare purtroppo questo il caso del libro Bioetica e religioni, di Michele Aramini dell’Università Cattolica di Milano (edito da Paoline, 2007, pagg. 178, euro 11). Aramini è un esperto di bioetica, e la Cattolica non è l’ultimo buco dell’universo didattico; e tuttavia…

Lo scrivente non ha nessuna autorità per decidere che cosa è buddista e cosa no, quindi mi limiterò poco più che a selezionare alcuni testi esemplificativi.

Per introdurre il tema “Bioetica e Buddhismo” (pagg. 105-112), l’autore parte da un capitoletto dal titolo impegnativo: “La concezione buddhista della vita”. E vede subito l’impasse: “Non è facile offrire in pochi tratti un quadro esauriente della dottrina contenuta nell’enorme massa della letteratura nata alla scuola del Buddha”. Del resto, con quali fonti? A naso, a giudicare dai nomi indicati in nota, tutti studiosi cristiani o perlomeno di formazione occidentale: P. Desai, D. Keown, e soprattutto J. Martin, autore del saggio Il Buddismo e il diritto al rispetto della persona di fronte ai rischi legati al progresso delle biotecnologie.

2361

L’autore introduce quindi il discorso in modo sostanzialmente onesto: “Nella sua vita Buddha insegnò una sola cosa: come riconoscere la sofferenza per liberarsene. Ciò che noi chiamiamo Buddhismo è la via spirituale che egli ha insegnato con la sua dottrina” (pag. 105). In altri casi, il tentativo di esplicitare dà adito a espressioni imprecise (“illuminazione” è termine spurio per “risveglio”) e dualistiche (la pratica non ha uno scopo esterno ad essa): p.es. lo scopo delle pratiche buddiste sarebbe “trasformare l’uomo illuminandolo e pacificandone lo spirito, ed eliminando gradualmente le tendenze negative che scaturiscono dal credere in un io permanente e sostanziale” (pag. 107). Più si vuole specificare, più ci si impegola: “Il sistema di pensiero buddhista è privo di dogmi. La dottrina buddhista si può comparare, secondo una notissima metafora, a una nave che si usa per passare da una riva all’altra, ovvero dalla confusione alla lucidità trascendente, e che va abbandonata all’arrivo” (pag. 107).

(altro…)

Ebbene sì, questa ve la voglio, ve la devo proprio raccontare.

Annibale, un gaudente inveterato, dedito da sempre alla ormai banale e fatua pratica di SDR&R(1) ancora nel pieno della sua attività debosciata, muore. Come vuole la prassi, appena riavutosi della cosa, si guarda attorno per capire quale destinazione gli sia riservata e vede un diavolo, dotato di coda corna e tutto, che gli si avvicina chiamandolo per nome e lo invita a seguirlo. Giungono così ad una villa con ampio giardino sulla soglia della quale il diavolo comunica al neodefunto che, se gli aggrada, quella sarà la sua nuova residenza e che è ha disposizione per mostrargli il suo nuovo mondo. Entrano e appare subito chiaro che si tratta di una residenza elegante, dotata di ogni lusso e confort,

2079

anzi, dice, il diavolo accompagnatore, mostrandogli un bar fornito di ogni ben di… diavolo: “Vicino al telefono vi è un’agenda con i nomi di alcune signorine disponibili a qualche serata movimentata…”. Insomma, il pover’uomo comincia a temere si tratti di un trucco, una messa in scena che nasconda chissà quale tranello e inizia a guardarsi attorno preoccupato quando, in fondo ad un salone in penombra, nota un pesante tendaggio, una cortina che gli pare nascondere qualche cosa. Chiede così al suo gentile accompagnatore di mostrargli che cosa ci sia oltre quella tenda, ma il diavolo nicchia: “Non si preoccupi, non sono cose che la riguardano, guardi piuttosto che succulento programma per la notte le abbiamo preparato…”. Ancora più allarmato Annibale insiste per scostare quella tenda e vedere finalmente che cosa celi sino a che, finalmente, il diavolo acconsente. E che cosa si para d’innanzi agli occhi dei due? Un inferno in piena regola con dannati urlanti, torturati in mezzo alle fiamme ed alla pece bollente. “E questo che cos’è?” chiede temendo una ferale notizia, “Ooh non si preoccupi -risponde serafico (!) il suo accompagnatore- quello è per i cristiani: sa, a loro piace proprio così….”.

1) Acronimo in voga tra gli anni ’60 e ’70 che sta per “sex, drug and rock and roll”, divenuto poi titolo di una canzone inglese del ’77.

PS: a scanso di equivoci: NON è una storiella buddista.

E’ uscito il nuovo Buddazot, il fumetto di Paolo Sacchi, arrivato ormai al n.8.
Su queste pagine…

Ma-che-angelo?

Le spine e’ chiodi e l’una e l’altra palma
col tuo benigno umil pietoso volto

Questi due versi sono tra i testi più belli in assoluto che siano stati dedicati alla Sindone.

6628

Ogni tanto in questa rubrica torniamo sul tema (magari in modo un po’ “velato”). Il motivo è che nel Sacro Lino custodito a Torino, oltre a un pizzico di orgoglio campanilista, è racchiuso in sintesi tutto ciò che vorremmo dire, e tutto ciò che non riusciremmo mai a dire, con queste riflessioni dedicate alla sottile linea di confine tra immagine e irrapresentabilità.

(altro…)

« Pagina precedentePagina successiva »