gennaio 2011


Da alcuni giorni si è concretizzato (si fa per dire: concretezza digitale è) un progetto che Pierinux, il “nostro” grande webmaster, accarezzava da lungo tempo. Si tratta di un nuovo blog collettivo, ovvero interamente composto da segnalazioni di amici, collaboratori, gente di passaggio, di notizie legate all’etica. Ogni tipo di etica. Il blog si chiama Etico News e si presenta così: “Etico News è un progetto nato e gestito su base volontaria che mette a disposizione un canale di notizie di carattere “etico”, selezionate, filtrate e votate dai suoi iscritti secondo la loro sensibilità”.

Il payoff, ovvero la sintesi con cui si presenta anche su FaceBook è: “Il mondo come lo vorrei vedere”. Follia? Sì, santa follia direi, ce n’è un gran bisogno. Causa persa? Sì, causa persa, come ogni causa valga la pena sostenere “da buddisti”. A sostenere le cause vincenti o quelle che, si sa, si potrebbero anche vincere, ci pensano già… gli altri. Ma non solo: una volta si diceva “guadagno è perdita, perdita è guadagno”. Cosa c’è di meglio di una bella causa persa? Quando tutto va davvero a rotoli, quando pare che non vi sia via di scampo, quando è certo che il punto di non ritorno sia abbondantemente passato arrivano loro (noi?): i difensori delle cause perse…
Chissà, hai visto mai che che tante gocce formino un oceano?

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Da un paio d’anni la Stella del Mattino mette in palio una somma tra i laureati presso l’Università Carlo Bo di Urbino, per premiare la miglior tesi di laurea (triennale, specialistica, magistrale o vecchio ordinamento) redatta su un argomento attinente al buddismo. Tra le tesi che hanno partecipato per l’anno accademico 2009/2010 il premio è stato vinto dalla tesi intitolata Mistica cristiana e mistica buddista: una conoscenza che prefigura una possibile unione redatta dalla dott.ssa Oriella Orazi.
Il premio sarà consegnato giovedì 27 gennaio alle ore 17, in Sala Tesi, a Sociologia-Magistero in via Saffi 15, Urbino.

Siete invitati alla cerimonia di premiazione.
Da più parti ci hanno proposto di estendere la possibilità di partecipare al premio anche a studenti laureati in altre Università. Non abbiamo seguito la proposta e non la seguiremo almeno per l’immediato futuro. Il motivo risiede nel fatto che allargando il bando a tutte le Università d’Italia presumibilmente ci troveremmo sommersi da una quantità di tesi tale da impedirci un vaglio serio dei lavori presentati.

Nuove policy di registrazione degli utenti

Per iniziare bene l’anno, in questo 2011 abbiamo dato un impulso alla manutenzione del sito cercando di colmare le lacune del passato.

Considerando che la comunità di lettori (un paio di centinaia di visitatori ogni giorno) è piuttosto esigente, stiamo facendo molti sforzi per mantenere uno standard qualitativo elevato. Non è facile perché questo blog contiene circa un migliaio fra articoli e pagine, piu’ di 5000 link che vanno mantenuti aggiornati, ci sono 300 commentatori iscritti che hanno scritto più di 3000 commenti. Sul nostro blog vige la regola che chi vuole commentare deve iscriversi. Ogni giorno se ne iscrivono parecchi, la maggior parte dei quali tuttavia non lo fa per commentare seriamente, ma solo per inserire links di carattere discutibile o per tentare (inutilmente finora) di compromettere la sicurezza di casa nostra. I nostri sistemi antispam in genere fanno un buon lavoro, ma poco possono fare con coloro che sono seriamente intenzionati a farci perdere del tempo. Questi ultimi visitatori non sono i benvenuti. Ci rendono necessario il lavoro manuale (un po’ fastidioso) di cancellarli dall’archivio degli utenti.
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Come certamente avrete notato, terminato il mese di Tinapec, il sito si è rinnovato nell’aspetto e in alcuni contenuti. Anche dove non si vede. Sino a poco tempo addietro tutte le nostre carabattole erano ospitate in un server (la scatola dentro la quale sono riposti gli ordini cifrati che fanno sì che sullo schermo del vostro PC appaiano queste parole) che gratuitamente si prestava alla bisogna. A causa di un increscioso incidente, i padroni di quel server si sono improvvisamente negati a quel generoso compito mettendo i nostri circuiti elettrici in mezzo ad una strada.
Pierinux, il nostro incomparabile Webmaster, nel mezzo della notte si precipitò,

raccolse amorevolmente i pezzi del nostro sito mentre stavano per finire in un tombino, li scaldò e riversò piano piano tuttecose in un nuovo server, acquistato per la bisogna. Che, come si sa, ha sempre fame: di energia elettrica, di spazio dove esser conservato, di manutenzione e disinfestazione dai virus e dagli hacker… Insomma, come dicono a Roma: costa ‘na cifra. È così che il sito si è arricchito di tre finestre: due nella colonna di destra ed una sotto ai commenti ad ogni post. Finestre dalle quali appaiono in successione le réclames che Google “spara” nella pancia del sito secondo affinità. Ciò significa che le pubblicità che appaiono non sono scelte da noi come le spigole al mercato, ma siete voi, siamo noi con i nostri commenti e, naturalmente, con ciò che viene pubblicato, a determinare, per affinità, il tipo di pubblicità che vedete. In questo modo contiamo di guadagnare alcune centinaia di migliaia di millesimi di euro e di far fronte alle faraoniche spese di cui sopra.
Ma le novità non terminano qui. Dal top sono scomparsi due vecchi compagni di strada: il link a La Rivista ed il link alla Casa di Galgagnano. Ambedue defunti, abbiamo pensato fosse terminato il giusto lutto e li abbiamo rimandati alla casa del padre. Chi volesse fare un tuffo nei ricordi trova qui e qui molto materiale nel quale, volendo, rinvangare e meditare…
Least and last, in alto a dex trovate la barra di ricerca rinnovata: basta scrivere una mezza parola, cliccare “cerca nel sito” e ve ne trova qualunque accenno, per tutto il sito, anche se la mezza parola compare in un pdf: miracoli della tecnica, regalo del grande Pierinux.

Buon anno a tutti.
Più delle altre volte transitare per il primo gennaio mi ha fatto sentire intenso l’esser vivo. Il sentimento associato a questa consapevolezza non è stato di gratitudine, come a volte si dice dovrebbe essere, ma di … scuse. La pulsione a scusarmi d’esser vivo.
Dopo questo simpatico siparietto personale che va ad incrementare il già corposo capitolo Checceneimportannoi, iniziamo da dove ci eravamo lasciati. Se seguo il buddismo, gli insegnamenti del buddha per dirigere la mia vita, dovrei farlo anche (soprattutto?) in senso etico. In termini pratici concreti, che cosa significa? Dovrei seguire i 5, gli 8 o i 10 precetti? Conosco i precetti? Posso prescindere dai precetti? Se sì, perché? Se no, perché?

L’argomento, mi pare, riguarda i buddisti e tutti, non lascia fuori nessuno, anche chi non ha alcun legame con la religione: chiunque compie scelte probonus.
Un’occasione per proseguire la riflessione ce la offre un articolo comparso il 23 dicembre sulla prima pagina di La Repubblica col titolo Società plurale e morale comune che trovate qui in fondo. Era firmato “Angelo Scola, Patriarca di Venezia”. Ora, ho molto rispetto per i patriarchi in generale ma in questo caso penso valga la pena cercare il pelo nell’uovo, anche perché -a me pare- uovo pelosissimo è. Tralasciando i vagheggiamenti del Patriarca su un tempo in cui pare fosse possibile una “morale comune” o in cui fosse possibile parlare di una “percezione morale” (moral insight) per sua natura universale e propria di ogni uomo in quanto uomo, mi sembra degna di un buon cercatore di verità la frase: Importanti correnti del pensiero morale concordano nell’affermare che per cogliere l’autentica natura della morale si debba partire dalla esperienza elementare del bene che ogni uomo vive. Notiamo che se per sondare l’autentica natura della morale partiamo dall’esperienza dell’uomo, il bene in sé (e perciò il male in sé) cui dice di richiamarsi il Patriarca, subisce ontologicamente un duro colpo. Ma, soprattutto, da qui in poi cominciano i problemi…

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