In quel di Pesaro si è svolto l’incontro annunciato nel post precedente. Bravi tutti, molto interessanti 4

interventi: naturalmente quello di Jiso Forzani, ma anche quelli dei proff. Luigi Alfieri, Cristiano Bellei e della professoressa Antonella Fucecchi sono stati piacevoli e di alto livello. L’Università per la Pace, ente organizzatore, ha in programma altri incontri che non mancheremo di segnalarvi.
Vi offriamo ora il testo dell’intervento di Jiso Forzani: Le radici e le fronde: un’ipotesi buddista per un ruolo non conflittuale delle religioni nell’edificazione di un’Europa di tutti, 5 cartelle in pdf.

Vedi anche: Quale buddismo? Per chi?,40 years of Soto Zen in Europe,Maggio 2006,Auguri 2008,Discours introductif,...

Sabato 14, c.m., a Pesaro un’occasione di riflessione tra diverse culture e religioni.

Ci sarà anche Jiso Forzani. Che, nel tempo essente, dirige l’ufficio europeo Soto Zen, a Paris. Organizza l’Università della Pace, di Ancona. Oltre a quella di Jiso segnalo due presenze interessanti: quella del professor Luigi Alfieri che parlerà del pluralismo religioso e quella del professor Cristiano Bellei che parlerà dei fondamenti del pensare religioso. Avvisando gli organizzatori della propria intenzione di partecipare l’ingresso è libero ed il pranzo gratuito.

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Forse son prevenuto, tuttavia ogni anno trovo che le parole associate alla Pasqua, il “passaggio” secondo il suo senso etimo, mettano poco l’accento sulla morte e molto sulla resurrezione. Si festeggia la seconda e si dimentica (esorcizza?) la prima. Come non fossero indispensabili una all’altra,

come se non fossero la stessa cosa. Il “Buona Pasqua di resurrezione” che circola di solito mi appare allora marketing di bassa lega. Come a voler dire “sì, c’è anche la morte, ma poco poco, poi scompare ed ecco di nuovo la vita”. Se così fosse allora non ci potrebbe essere resurrezione, che non è la vita “di prima”, quella se la prende la morte. Che non dura poco poco, se c’è resurrezione. Se invece dura poco poco: poca resurrezione. Allora, cheffamo? Buona Pasqua di morte? No, ci mancherebbe altro. Ma occorre andare molto cauti nel dire “resurrezione”. Pensiamoci bene, insomma. Non vogliamo morire? E allora niente resurrezione.
Buona Pasqua!
Grazie a dhr per l’immagine nel post: “il santo Sepolcro è il cranio di un dinosauro (Deinonychus)”

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Conosco la Val di Susa, la Sacra di San Michele, i boschi, i massi erratici. Anche per questo, ma non solo, il/la TAV non ha mai avuto le mie simpatie. Poi l’altro ieri il signor Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ha dichiarato a Skytg24 che procedere con il/la TAV è un dovere morale. No, non mi sta bene,

mi son detto. Non riconosco a questo (né ad altro) governo alcuna autorità morale sufficiente a prendere decisioni che dovrebbero essere, invece, elaborate sul piano puramente tecnico politico economico. Non penso si tratti di una questione da trattare secondo un principio astratto di morale (nel caso, allora, preferirei di gran lunga la morale di chi difende la Valle dal business). Penso invece sia opportuno dar voce a chi ha opinioni tecniche, articolate, motivate e fondate su competenza. Per esempio un gruppo di 356 (!) professori universitari, tecnici, professionisti del settore trasporti che chiedono al governo di ripensare la cosa. Così, se vorrà, il signor Catricalà (che spero ferratissimo sull’argomento TAV non solo dal punto di vista morale) possa esprimere una motivazione meno ridicola e convincerci.

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Anche quest’anno la Stella bandisce una borsa per una tesi di laurea per gli studenti dell’Università di Urbino. Rispetto all’anno scorso sarà un poco più poverella: 1000 € invece di 1500. Il fatto è che avevamo

bandito un altro concorso per premiare un film sul buddismo perciò avevamo suddiviso le risorse. Però quest’ultimo concorso si è rivelato un… flop: nessuno ha partecipato. Forse abbiamo mal pubblicizzato l’iniziativa, forse nessuno ha pensato che il proprio film potesse partecipare, forse…
Quando, all’inizio dell’estate, si riunirà il Consiglio della Stella valuteremo se parte o tutte le risorse inutilizzate potranno essere convogliate nella borsa per la tesi oppure se provare nuovamente, con una diversa pubblicizzazione, a bandire un concorso per un film buddista. Oppure ancora, come suggerito nei commenti qui sotto, se indire un concorso per la miglior illustrazione buddista. Speriamo bene.

Vedi anche: Film sul buddismo? Bandito!,La borsa della Stella,Bandito!,Il premio della Stella,Raccontare la mistica,...

Buongiorno. È stata assegnata la borsa di studio messa in palio dalla Stella del Mattino per l’anno accademico 2010-2011. Dopo un testa a testa sul filo di lana, il Comitato Tesi, composto dai

Fila i suoi giorni

Chiarissimi proff. Luigi Alfieri e Cristiano Bellei della Università di Urbino, nonché dal Consiglio Direttivo della Stella, ha proclamato vincente la tesi di laurea dal titolo L’etica ambientale nel buddhismo. Dalla scuola di Kyoto ad Arne Naess, Gary Snyder e Thich Nath Hanh. Ce ne congratuliamo con l’autore, Fabrizio Di Berardino, che ha discusso questa tesi laureandosi magna cum laude nel corso di laurea magistrale Sociologia della Multiculturalità.
Pubblichiamo qui l’indice e l’introduzione e qui le conclusioni della tesi.
PS: la stampa indiana qui sopra riprodotta è di epoca incerta. Non siamo in grado di stabilirne il secolo per una datazione accurata.

Vedi anche: La borsa della Stella,Raccontare la mistica,Il premio della Stella,Film sul buddismo? Bandito!,La tesi del futuro,...

Torniamo a parlare, dopo i due precedenti post, del libro di Paul Knitter Senza Buddha non potrei essere cristiano. Lo facciamo questa volta per interposta persona. Sul sito internazionale del DIM, Dialogo Interreligioso Monastico, ne compare una nuova recensione ad opera del professor Robert Magliola. Una recensione, a mio modesto avviso, ben centrata. Tra l’altro,

il prof. Robert Magliola (che in realtà si chiama Roberto Rino perché è di origine italiana), nel sito è descritto come: «Specialista in ermeneutica, filosofia comparata e dialogo cattolico-buddista. Formato dai gesuiti e terziario laico carmelitano dal 1982, si è addestrato (“he has trained”) nella meditazione vipassana-satipatthana al Wat (scuola, monastero, tempio, dal pali vatthu-ārāma. mym) Mahathat, Tailandia, e nel Chan con monache buddiste taiwanesi. Ha diretto un gruppo di cattolici tailandesi e studiosi buddisti alle conferenze internazionali quadriennali (1996, 2000) della Society of Buddhist-Christian Studies; al Consiglio Pontificio della Cultura del 1999 ha discettato (“presented on”) sulla meditazione cattolica in forma vajrayana. Seppure in pensione, ha continuato il suo lavoro letterario e interfede diventando “consulente interfede” per il Ling Jiou Shan’s Buddhist Center di New York e editor per il Concilio di Ricerca nei Valori e nella Filosofia (RVP) dell’Università Cattolica Americana».
E dico poco se dico poco.
Una frase di questa recensione sul libro di Knitter mi pare significativa e riassuntiva: «In short, Knitter is not Catholic enough because he is not Buddhist enough and vice versa».

Vedi anche: Buddha al servizio di Gesù?,By the way of introduction…,Mio e io,Buddhist mandarins,Buddha ingombrante non è buddha,...

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