Quando il potere politico va a braccetto con quello economico la miscela è molto pericolosa, ne va a rischio davvero la democrazia. L’ultima trovata del Consiglio Europeo è che le registrazioni video delle sedute e delle conferenze stampa sono acessibili solo a chi ha windows, cioè a chi ha comprato il sistema operativo di Bill Gates. La questione, molto grave, è illustrata da Punto Informatico. C’è anche una petizione online da firmare per chi vuole dire la sua.

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Roma – Che Linux incorra in ostacoli nel farsi accettare come piattaforma ideale per le infrastrutture informatiche delle istituzioni del vecchio continente è cosa nota. Ma una discriminazione ad alto livello suscita invece scalpore. Lo segnala ZDNet UK: il portale predisposto a fungere da collettore dei documenti video estratti dalle sedute e dalle conferenze stampa del Consiglio Europeo è precluso alla possibilità di fruizione da parte degli utenti del Pinguino. I video sono distribuiti in formato Windows Media (.wmv), e sono quindi disponibili per la visione solo a quei sistemi (Windows e Mac) in grado di gestire opportunamente lo standard Microsoft. “Il servizio di streaming live del Consiglio dell’Unione Europea può essere visualizzato sulle piattaforme Microsoft Windows e Macintosh”, è scritto in bella mostra sul sito. Nessun supporto per Linux dunque, in nessun modo.

da Punto Informatico.

Ungan, mani e occhi
Hekiganroku – Caso 89: Ungan’s “Hands and Eyes”

Ungan chiese a Dogo,
” Per che cosa usa così molte mani ed occhi il Bodhisattva della Grande Misericordia? ”
Dogo rispose,
“È come una persona nel mezzo della notte che cerca a tentoni con la mano dietro la testa il suo guanciale.”

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Disse Ungan,
“Ho capito.”
Disse Dogo,
“Come lo hai capito? ”
Disse Ungan,
“Tutto il corpo è mani ed occhi.”
Disse Dogo,
“Lo hai detto molto bene. Ma lo hai espresso solamente per otto-decimi.”
Disse Ungan,
“Come lo diresti, Vecchio Fratello? ”
Disse Dogo, “Il corpo intero è mani ed occhi.”

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Sei salito in auto con una smorfia di dolore, eravamo andati alla discarica. Al ritorno sei sceso, hai preso il bidone vuoto dell’immondizia.
Un Buddha dolorante col bidone.

L’anno del cinghiale, 3 Genn. h. 13,21
sc
2361

Un Grande ci scrive, operoso già nelle prime ore dell’anno che verrà: “L’anno è iniziato padano: nebbia, piovviginosa foschia, sfiatato silenzio. Ma noi sappiamo che il buon giorno non si vede dal mattino, bensì la sera (se ci si arriva) – e fiduciosi guardiamo oltre le nubi. Buon tutto a voi tutti”

Così, perbacco!!!

By Ricky

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“Ci sono due tipi di dittatori: quelli che ostacolano il business, e quelli che non lo ostacolano. Noi ci occupiamo dei primi, e lasciamo stare i secondi.”

Edward Luttwak, 2003

[Fonte: http://petrolio.blogosfere.it]

Anche il blog di Beppe Grillo ha un post sull’argomento.

Questo posto non so cosa sia

1823

Questo posto non so cosa sia
Ora che è morto ogni ricordo
Le stesse parole si rivelano nuove
Ora tediose, ora elevate, ora stupide e altro ancora
Questo posto non so cosa sia
Non manca più nulla
Non c’è nostalgia
È già tutto perfetto, completo
Sconosciuto.
Tutto presente.

E io dove sono?

SC

17 Dic. 2006 h. 22,26

Le Quattro porte di Joshu

1999

Dalla porta orientale
Vedi un deserto.
Da quella d’Occidente
Un campo di grano.
A nord
Montagne affilate, immote.
A sud
Il fondo sconfinato del mare.
Chi può dire dov’è Joshu?
In questo cortile
Solo galline ignare.

(Da Blue Cliff by Richard von Sturmer. Libera traduzione di SC)

Uno più uno uguale uno?
Marito e monaco

Di G. Jiso Forzani

(Pubblicato sul supplemento Donna del quotidiano La Repubblica, 9 dicembre 2006).

“Tuo padre, che lavoro fa?”. La domanda curiosa da parte di un compagno di classe (indelicata quando è in bocca a un insegnante), prima o poi se la sentono rivolgere quasi tutti i bambini della scuola primaria. Qualcuno risponde con orgoglio, qualcuno con imbarazzo: c’è chi non lo sa, cosa fa il padre, chi il padre non l’ha più o non l’ha mai avuto, e chi lo va ogni tanto a trovare in luoghi che non vuole nominare.

2203

Lo squinternamento delle società contemporanee, o la loro complessità, se preferiamo, fa sì che una domanda in altri tempi più o meno innocua sia diventata, non di rado, fonte di grave imbarazzo. Fra le varie categorie di bambini disturbati dal quesito, ce n’è una, da noi quantitativamente marginale, che va però poco a poco prendendo consistenza di minoranza sociale: si tratta dei figli di religiosi. Intendo qui, con religioso, non il laico che per sensibilità, scelta e convinzione ispira il proprio comportamento di vita al sentimento religioso, ma il cosiddetto ministro religioso: preti, monaci, sacerdoti, ministri di culto delle varie confessioni religiose.

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