L’ovra inconsummabile


Ecco la seconda puntata de L’ovra inconsummabile. Potete trovare qui la prima

(A cura di Cibì)

INFERNO

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Canto 12

L’infamia di Creti era distesa

[tra i più efficaci “mostri” di Dante; sul loro significato cfr. G. Pascoli, Sotto il velame]

Canto 13

… in vece
D’alcuna ammenda, tua fama rinfreschi

[Dante e Virgilio si impegnano a onorare la memoria di un suicida, Pier delle Vigne]

Canto 14

E rende’le [le spoglie] a colui ch’era già fioco

[là dove] Si vede di giustizia orribil arte

[dove la Giustizia produce orrori, Dante compie un gesto di misericordia verso un dannato]

Canto 15

“Dato t’avrei all’opera conforto”

[Brunetto Latini, antico maestro di Dante, se non fosse morto troppo presto avrebbe fatto di tutto per aiutarlo a volare]

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Dalla fervida inventiva di Cibì ancora una novità per il blog della Stella: la Divina Commedia vista, o sbirciata, attraverso alcuni versi -uno per canto, o quasi- seguiti da una traccia e raggruppati ogni volta da un’immagine.

L’ovra inconsummabile

(A cura di Cibì)

Perché, grazie al cielo, la Divina Commedia non si esaurisce in invettive e definizioni dogmatiche.
I versetti che presentiamo sono simultaneamente
A) da apprezzare decontestualizzati, e
B) da apprezzare inserendoli nel contesto tramite una lettura diretta dei Canti, urca ullallà.

INFERNO

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Canto 1

Aiutami da lei, famoso saggio!

[Dante lo grida a Virgilio nella selva oscura, riferendosi alla lupa – cupidigia – brama – desiderio]

Canto 3

Che balenò una luce vermiglia

[tra gli ignavi Dante disprezza Ponzio Pilato, “colui che fece per viltade il gran rifiuto”, ma poi, per contrappasso, si ritrova lui stesso ad assistere alla risurrezione di Gesù stando dalla parte dei soldati, cioè dei “cattivi”. Qui si segue l’ipotesi esegetica per cui “colui che fece ecc.” sia Pilato]

Canto 4

Oscura, profond’era e nebulosa

Democrito che il mondo a caso pone

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