Blogliedrico, citando il Corriere della Sera, si sofferma su una notizia che, a mio parere, non ha avuto sufficiente risalto tra le porcherie che giornalmente siamo abituati a conoscere sull’operato dei governanti:
«George Bush ha negato ieri l’assistenza medica gratuita a quasi quattro milioni di bambini americani, le cui famiglie non sono in grado di pagare le costose polizze assicurative private […]» Corriere della Sera, 04-10-07.
La motivazione ufficiale del veto è riportare sotto controllo il bilancio finanziario degli USA: concedere assistenza medica gratuita a quattro milioni di bambini costerebbe troppo (60 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni)… invece chiedere contemporaneamente al Congresso di approvare un rifinanziamento di 45 miliardi di dollari per la guerra in Iraq, per i prossimi due mesi, è normale amministrazione…

Seriamente, non per demagogia o antiamericanismo: quando Bush e quegli americani che si sentono rappresentati dal loro presidente parlano di democrazia, oppure addirittura di “esportare” la democrazia, intendono dire che propongono al mondo, anche con la forza, di anteporre la guerra (per di più dichiarata su presupposti falsi) all’assistenza sanitaria ai bambini?

Oppure, in termini più disincantati: propongono di anteporre gli incassi delle compagnie di assicurazione, delle industrie che producono armi e di coloro che vi lavorano all’assistenza sanitaria ai bambini? E noi (europei, italiani, democratici, religiosi, buddisti o come vi pare) siamo d’accordo?
Esiste una risposta non banale a queste domande?

mym

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Pierinux