Tutte le sante domeniche e le altre feste comandate, dalla vicina chiesa degli Agostiniani alle sette del mattino (e poi ogni mezz’ora, sino ad una sorta di incongrua apoteosi a mezzogiorno) si leva un festoso e rumorosissimo scampanìo, insistito, lungo, fastidioso soprattutto perché la chiesa non ha campanile e perciò non ha campane. L’invadente buongiorno è infatti orchestrato da un aggeggio ad orologeria collegato a due grandi altoparlanti. Specialmente d’estate, a finestre aperte, il suono è così forte che addirittura occorre sospendere la conversazione altrimenti si dovrebbe, letteralmente, urlare per farsi sentire anche da un interlocutore molto vicino.

La cosa mi è tornata alla mente sabato scorso leggendo l’articolo de La Stampa di Torino Poletto: “Niente minareti in città“. In sostanza, l’ottimo Poletto dice: “poiché a Torino i battezzati sono tra l’80 e l’85% della popolazione non sarebbe giusto che la maggioranza fosse disturbata dal richiamo alla preghiera del muezzin, solo per rispettare il diritto di una minoranza”. Però in certi quartieri di Torino le percentuali sono molto diverse, la maggioranza non è più cristiana ma islamica: certamente Poletto avrà già zittito le campane delle chiese in quelle zone.

PS: lo yatagan è una sorta di corta scimitarra ricurva tristemente famosa sulle coste del Tirreno sottoposte alle scorrerie dei Saraceni