Sab, 19 Set 2026
Buongiorno,
Dopo avervi scritto via email ed aver pubblicato un post chiedendo il vostro parere riguardo alla diffusione, anche su carta, del testo Jijuyū Zanmai, La Pratica dell’Auto-beneficiare del monaco giapponese Menzan Zuihō, abbiamo ricevuto numerosi messaggi e frasi
di incoraggiamento affinché la pubblicazione passasse dal progetto alla realtà. Grazie per aver reso possibile, con la vostra partecipazione, questa nuova avventura editoriale. Abbiamo provveduto alla stampa ed è nato un bel libretto di 130 pagine. Un congruo numero di copie si trova già presso Maurizio, incaricato delle delicate e indaffarate operazioni di spedizione. Cortesemente chiediamo, anche a chi ci ha già scritto, di riscrivere, questa volta però indirizzandovi solamente a: servizio@lastelladelmattino.org dove troverete accoglienza e tutte le indicazioni necessarie per ricevere le copie che desiderate, a fronte di una donazione o gratuitamente, secondo le vostre possibilità e volontà.
4 Commenti a “Siamo pronti!”
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25 Settembre 2026 alle 3:22 pm
Letto con molto interesse due volte.
L’ ho trovato un testo molto didattico su vari piani e con una terminologia che risponde alle indicazioni di Menzan e quindi fruibile da tutti.
Ho trovato molto appropriata la resa di concetti che escono dall’approccio metafisico per abitare nel fisico.
Mi è piaciuta molto la resa di:
Shiryo: pensiero/pensare,
Fushiryio: non è pensiero,
Hishiryo: non con il pensiero.
Ho avuto un dubbio sulla resa di fushiryio quale “non è pensiero”, mi ci è voluto un po’ per digerire il verbo “È”, poi ho (spero) realizzato la esplicitazione verbale che vuole essere compassionevole e aperta, sarei rimasto al letterale “non pensiero” che non è così chiaro come “non è pensiero”.
Termino con il lodare la resa di hishiryo determinata con “non con il pensiero”, molto geniale, che supera o integra la resa dello stesso difficile concetto elaborata in uno scritto precedente da Jiso con “impensiero”.
Grazie a Yushin per l’eccellente lavoro.
Grazie alla Stella sempre puntuale🙏
25 Settembre 2026 alle 3:42 pm
Huuuu … Nello, ciao, siamo tutti arrossiti e gongolanti!
Grazie da parte di tutta la squadra: è veramente un piacere quando il proprio lavoro viene capito e apprezzato.
Aggiungerei un bravo anche al nostro capo redattore: i font scelti, l’impaginazione, la copertina, dal punto di vista editoriale ne fanno un’opera di grande classe.
27 Settembre 2026 alle 3:56 pm
Buonasera,
Torno nuovamente per aggiungere un paio di considerazioni al commento di Nello ed alla mia risposta.
Dogen è Dogen, per carità; un anziano della Stella una volta disse (in modo apparentemente irriguardoso): “Dogen è come il maiale: non si butta niente”.
Tuttavia, in questo caso, vi invito a focalizzare l’attenzione più su Menzan che su Dogen: per quello che mi risulta, negli ultimi svariati secoli, solo due Anziani hanno dato indicazioni chiare, precise ed esplicite su che cosa fare/non fare una volta ben seduti, solidi, con le gambe incrociate e la schiena dritta: Menzan e Uchiyama. E, a mio parere, pur apprezzando le indicazioni di Uchiyama (di Uchiyama non si butta nulla …) quelle di Menzan son di qualità migliore. Pur sapendo che in “questo ambito” non c’è migliore o peggiore. Penso perciò che il testo di Menzan abbia un valore particolare.
29 Settembre 2026 alle 11:29 am
Buongiorno,
Mi è stato chiesto di chiarire quanto affermato nel commento precedente, in particolare di mostrare che cos’ha di così prezioso Menzan; lo farò lasciando a Menzan l’ultima parola.
L’indicazione che ho definito “migliore” ha due caratteristiche che la fanno tale:
– Se la seguiamo ci pone in uno stato positivo o, con i limiti del caso: attivo. Questo porta ad evitare la passività e il suo figlio prediletto: il torpore.
– Questo atteggiamento positivo, o attivo che dir si voglia, non ha alcuna relazione col pensiero. E questo rende meno difficile non occuparsi del passaggio dei pensieri.