dicembre 2014


(Continua)

C
ome lo scorso anno BZ è “il tremendo”. Un’immagine, a specchio, del criceto che ha paura di uscire dalla ruota. Il tutto condito con l’umorismo che porta allo stallo (ma il bicchiere che cade fa pensare ad uno scacco): tragedia in salsa italiana.
Filosofando un po’, per un tempo che inizia un altro è finito, chiuso, andato. Si sa. Succede continuamente, ma a volte vorremmo il nuovo tentando di tenerci stretto il cadaverino del vecchio. Vorremmo che rimanesse tutto qui, per non perdere nulla delle nostre carabattole.
Dicono che il rimedio, la cura di questa coazione consista nel vedere, capire e considerare che perdita è guadagno, e poi, alé, si accetterà la perdita come se fosse una festa.
Secondo me è un’ottica un filino troppo buonista; mi ricorda affermazioni tipo “la vita è comunque bella”, “il mondo è meraviglioso”…

Perdita è perdita.
Libertà è perdita totale.

zot-vignetta-natale-2014

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zot-auguri-natale-2014

Qualcuno, senza riflettere, potrebbe pensare dissacranti, o addirittura offensivi, gli auguri di BZ. Sottilmente, si agganciano solo alle nostre fantasie. Ci mostrano più sciocchi i nostri sogni e ci invitano a tornare dove siamo: a un passo da eternità.
In quel passo c’è un Natale, e non si può immaginare.
Non perché non si debba o sia proibito.

PS: È aperto “Occhio di Lince”, il concorso della Stella.