E’ frutto di una collaborazione tra la Sanofi Aventis e Msf
Il medicinale non ha alcun brevetto, chiunque lo può produrre

di Carlo Toscan – da Repubblica

Distribuzione della Malaria

GINEVRA – Il primo marzo verrà lanciato un farmaco contro la malaria che si può definire rivoluzionario: non è coperto da brevetto, può essere copiato da chiunque e, più semplicemente, non ha come scopo il profitto. L’Asaq, questo il suo nome, è frutto di una collaborazione tra “Drugs for Neglected Diseases Initiative” (Dndi), ente non profit di ricerca e sviluppo fondato nel 2003 da Medici Senza Frontiere, e il laboratorio farmaceutico francese Sanofi-Aventis. E’ il primo farmaco prodotto secondo i criteri del Dndi che rappresentano novità assolute, tanto che il supplemento economico del quotidiano francese “Le Monde” gli ha dedicato la sua prima pagina, definendolo nel titolo “Il farmaco che sconvolge l’industria farmaceutica”.

Il prezzo di un trattamento intero non dovrebbe superare 1 dollaro per un adulto e la metà per un bambino. Il farmaco deve il nome alla sua combinazione a dosaggio fisso di Artesunate (AS) e Amodiaquine (AQ) ed è il primo nato da una collaborazione tra il settore pubblico e privato. La semplice esistenza dell’Asaq testimonia sopratutto della nascita di un nuovo modo, ancora sperimentale, di proggettare, sviluppare e produrre farmaci.

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MASSIMILIANO FINAZZER FLORY presenta

RAIMON PANIKKAR

a colloquio con il suo pensiero Filosofia, Religione, Mistica

MARTEDÌ 6 MARZO 2007 ORE 18.00
Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”
Sala Puccini via Conservatorio, 12 – Milano

Ingresso libero fino ad esaurimento posti – Info. 349.0908883

Kannon

Come un seme che cade fuori dall’orto

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Se troverà le condizioni minime germoglierà
E non potrà che germogliare ciò che è
Non avrà le cure dell’ortolano
Non sarà “riconosciuto”
Non avrà un nome
Non sarà colto per farne pietanza
Ma anch’esso canterà la verità.

Non farò voti, non scioglierò voti

6045

Come l’albero non fa il voto di fare ombra
Come chi cerca il cuscino nella notte
Così con ogni mio respiro risveglierò ogni essere
Come non potrebbe essere altrimenti?

01.03. 07
h. 6.26

sc

Questo articolo riassume la conferenza tenuta il 1° febbraio 2007 al Liceo scientifico “Galileo Galilei” di Perugia nell’ambito del seminario di studio “Dante tra poesia e scienza”, organizzato dai docenti del triennio Ilva Simoncini (Italiano) e Gildo Castellini (Scienze). Il secondo incontro del seminario si terrà al Liceo Galilei di Perugia il 1° marzo, sui canti VIII e XI del Paradiso, con conferenza dal titolo “La provvidenza: la complessa matematica della storia”.

1) L’universo di Dante (che lui a sua volta riprende da Tolomeo), visto con gli occhi di oggi, ha parecchi problemi.

La Terra si trova al centro dell’universo, e intorno le ruota la Luna, e fin qui il modello è comprensibile. Dopo la Luna ci aspetteremmo Marte, e invece c’è Mercurio: in pratica è come se l’uomo, dopo aver raggiunto la Luna, dovesse mirare a Mercurio; progetto che la NASA non ha mai accarezzato. Quanto a Marte, secondo Dante si troverebbe più lontano del Sole, perciò dovrebbe essere più facile inviare una sonda sul Sole che su Marte. Le stelle si trovano tutte sulla stessa superficie, come quelle di un presepe, ecc.

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Eppure, in mezzo a questa cosmologia un po’ sorpassata, spunta qualche idea moderna. Per esempio il nono cielo, detto Primo Mobile (non previsto da Tolomeo), è invisibile ma trasmette il movimento al cosmo intero. In fondo, anche adesso la Fisica afferma l’esistenza di realtà che non si vedono: buchi neri, materia oscura… e che sono fondamentali per il funzionamento dell’universo. Quanto al fatto che la Terra sia collocata al centro, di per sé non è un errore: Einstein insegna che nessun osservatore ha un punto di vista privilegiato, quindi va altrettanto bene prendere come punto fisso la Terra o il Sole, con buona pace di Galileo.

1 bis) Che però l’universo di Dante sia più complesso del previsto lo dimostra il canto 22 del Paradiso, quando il poeta osserva sotto di sé tutti i pianeti e rimane stupito dai loro movimenti e rapporti reciproci. In teoria dovrebbe essere tutto assai lineare, con la Terra immobile al centro e i cieli che le ruotano intorno seguendo orbite regolarissime, e invece Dante si accorge che la faccenda è più intricata. Come se non corrispondesse all’ipotesi di partenza.

2) Soprattutto, Dante rivela la sua modernità scientifica quando parla degli angeli. O che c’entrano con la scienza? C’entrano, perché per Dante gli angeli sono i motori dell’universo; sono loro stessi a costituire le leggi fondamentali dell’universo, svolgendo il ruolo che oggi noi assegneremmo al Big Bang, alla luce, alla teoria della relatività.

Tre punti, riscontrabili in Paradiso, canti 28 e seguenti:

* Il numero degli angeli è incalcolabile, supera le nostre capacità matematiche. Lo stesso vale per il cosmo, secondo la scienza del XX-XXI secolo.

* La disposizione degli angeli in paradiso costituisce il modello dell’universo, ma modello e universo non combaciano, anzi sembrano opporsi: i cerchi angelici hanno una forma, l’universo ne ha un’altra, così che la corrispondenza va trovata con il ragionamento. Allo stesso modo, tutta la Fisica attuale è altamente speculativa, non immediata. Esempio: quando Newton diceva che le mele cadono a terra, è una cosa che possiamo constatare con i nostri occhi. Quando invece l’attuale teoria delle “corde” o “stringhe” sostiene che nello spazio esistono una decina di dimensioni, si tratta di pura matematica astratta: noi di fatto vediamo solo tre dimensioni, le altre sono “arrotolate”, eppure la loro presenza impercettibile renderebbe ragione dei macro-fenomeni del cosmo.

* Dante inoltre dice che l’universo fu sconvolto meno di 20 secondi dopo la creazione, a causa della caduta di Lucifero, la quale ebbe anche conseguenze fisiche, non solo morali. Così, con un linguaggio medievale spontaneo, Dante anticipa la teoria del Big Bang, secondo cui tutto si è giocato nei primi tre minuti, che hanno condizionato ogni sviluppo successivo.

3) Due passi nella fantascienza.

* A ben pensarci, il Paradiso dantesco è rivoluzionario: non è un “al di là” ma coincide con il cosmo fisico. Dante visita la luna, i pianeti, le stelle e vi trova… forme di vita intelligente (che per lui sono le anime dei beati), esseri luminosi come gli alieni di Incontri ravvicinati o Cocoon.

* E ancora, arrivato all’Empireo, vede tutti i beati radunati in una sorta di mega-stadio. Questo oggetto è creato dalla luce di Dio che si riflette sulla superficie del Primo Mobile. Ma un’immagine tridimensionale prodotta da un raggio riflesso si chiama “ologramma”: è senza dubbio il primo ologramma della storia.

4) Nella visione finale di Paradiso 33, Dante vede tutte le cose “conflate”, concentrate all’interno di Dio stesso. Con un passo ulteriore, negli ultimissimi versi, contemplando il mistero di Cristo Dio-Uomo, dice che in lui i confini di Dio coincidono con quelli della materia, “si convenne l’Imago al Cerchio”. Sì, la materia è infinita, è un attributo di Dio stesso – e qui ci sta bene un parallelo con la filosofia di Baruch Spinoza.

Riassumendo: si parte da un modello del mondo che sembra riduttivo, poi invece ci si allarga sempre di più, fino a concepire un universo infinito.

… E chiamatelo “medievale”!

dr

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…

Il sito ha una nuova collaboratrice, Cristina, ed una nuova pagina: All’ombra del Partenone dedicata interamente alla cultura greca antica.

Forse vi sarà chi si chiede che rapporto abbia la cultura greca antica con il buddismo.

È una buona domanda, anche se sarebbe bene chiedersi prima che cosa c’entri tutto il resto, con il buddismo. In senso per nulla pessimistico, penso che the show must go on nel modo meno smandrappato (1) possibile.

Senza arrivare ad estremi al limite della neurodeliri quali: “Non ti lamentare, crepa in silenzio e sii un bel cadavere” vorrei ricordare che sono almeno 30 secondi che state leggendo queste righe.

mym

(1) Smandrappato: (gerg.) scamiciato, vestito con abiti sgualciti o laceri; anche: malridotto, scalcinato. Etimo incerto. (Dizionario di Italiano, UTET-De Agostini, Novara 2004)

Buddazot

E’ uscito il nuovo numero di Buddazot , il n.7, di Paolo Sacchi, disponibile anche in PDF sotto la licenza Creative Commons.

Ogni tanto, il gruppo zazen di Fano organizza una giornata dedicata allo zazen con il seguente orario:

5931

08.00 – 08,30 zz
08.30 – 08.40 kin hin
08.40 – 09.10 zz
09.10 – 09.20 kin hin
09.20 – 09.50 zz
09,50 – 10.00 kin hin
10.00 – 10.30 zz
10.30 – 10.40 kin hin
10.40 – 11.10 zz
11.10 – 11.20 kin hin
11.20 – 11.50 zz

Pausa pranzo

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12.40 – 13.10 zz
13,10 – 13.20 kin hin
13.20 – 13.50 zz
13.50 – 14.00 kin hin
14.00 – 14.30 zz
14.30 – 14.40 kin hin
14.40 – 15.10 zz
15,10 – 15,20 kin hin
15,20 – 15,50 zz
15,50 – 16,00 kin hin
16,00 – 16,30 zz
Ringraziamento.

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