L’universo dei ribelli

Urla. Una donna che si dimena, con gli occhi rossi e la bava alla bocca. Si libera con uno strattone dal prete e comincia a vomitare una sostanza verde, emettendo gemiti che sembrano provenire da una caverna.

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Un esorcismo. Uno degli aspetti del cristianesimo che colpiscono di più l’immaginario collettivo.
Ora la donna fluttua a mezz’aria, e il prete…

Stoooppp! Ué brambilla, siamo sicuri che un esorcismo avvenga così??
“Ma niente affatto” risponde uno del mestiere, padre Francesco Bamonte, che ha appena pubblicato il libro Gli angeli ribelli. Il mistero del male nell’esperienza di un esorcista (Paoline, pagg. 234, euro 16).
Va subito precisato che il sottotitolo è ingannatore quanto il demonio, perché Bamonte racconta pochissimo della sua esperienza sul campo; lo aveva fatto in un volume precedente. Qui raccoglie soprattutto testi autorevoli sull’argomento: Antico e Nuovo Testamento, Padri della Chiesa, teologi medievali, mistiche post-medievali, Papi.
Come sempre, il diavolo si cela nei dettagli. È proprio su un frammento infatti che vorremmo spendere qualche parola. A un certo punto l’autore dedica un capitoletto al tema “Perché Dio crea esseri angelici e umani dei quali prevede la rovina”. E risponde riportando alcuni brani di sant’Agostino, un tizio che inserisce sempre qualche idea folgorante tra le pieghe del discorso. Di fronte al perché esistano creature che “a rigor di logica sarebbe stato meglio” che non fossero esistite, Agostino offre una soluzione che può essere scandalosa, o strepitosa, o ancora meglio entrambe (non-posizione). Dice che è “irragionevole” preferire l’esistenza di un numero X di specie di esseri, piuttosto che un numero doppio, 2X, qualunque siano. Meglio una molteplicità problematica che una linearità miserella.
Questo non è Darwin, questo è ancora oltre Darwin. È il pensiero cosmico di Gottfried Leibniz, di Friedrich Nietzsche.
Gli angeli caduti dal cielo ci aiutano a guardare con occhio più raffinato il cielo.

dr
Dialogo tra un autore e un editore

mym: “Mi chiedo: come mai ‘sti cristiani (sant’Agostimo and the likes) cercano tutti di farsi gli affari di Dio (if any)? A nessuno vien a mente che se Dio, poniamo, avesse voluto farci sapere il perché di tante scomodità e difetti (secondo l’umano metro) avrebbe pubblicato un bel manuale? E perché Dio poi dovrebbe avere dei motivi? Mah…”
dr: “Giusta domanda. Porrei la questione in modo ribaltato: gli autori patristici e medievali mettevano dentro la casella “Dio” le loro riflessioni più perspicaci sull’universo. Con risultati spesso straordinari.”