lettera

Vangelo e Zen

7 febbraio 2010

Vangelo secondo Marco 2, 13-17

13 Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. 14 Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì. 15 Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. 16 Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». 17 Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».

  • L’uomo reale

CCi fu insegnato che Gesù sta coi buoni e diserta i cattivi. Per lo meno tutti e quanti siamo portati istintivamente a pensare così; invece Gesù stava allegramente coi peccatori. Anche biasimato da quelli che invece tenevano per i buoni, i farisei, lui continuava a far festa coi peccatori. I gabellieri erano gente di cattiva fama per i loro soprusi nel riscuotere le tasse. Gesù ne vide uno intento a contare l’incasso. Lo chiamò e questi lo seguì, senza fare gli studi del seminario che preparano a pensare, dire e fare secondo gli schemi predefiniti. Caravaggio, un altro dei “peccatori”, in San Luigi dei Francesi a Roma ci ha lasciato un quadro impareggiabile che descrive la scena del raggio di luce che parte dalla mano di Gesù e si riflette sulla fronte corrugata del gabelliere.

Va detto subito che Gesù stava altrettanto volentieri coi farisei Nicodemo o Simone, con i fanciulli che invece gli apostoli sgridavano perché chiassosi, con le donne, coi samaritani. Nel Vangelo non c’è alcun accenno di Gesù in allegra compagnia coi sacerdoti né coi politici. Credo perché questi non si si sarebbero presentati come uomini, ma come “ufficiali”. Gesù stava volentieri con l’uomo reale che comunicava con lui rimanendo nella sua realtà, ossia senza mettersi la maschera della bella figura.

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villa Vangelo e Zen

programma settimanale

Lo Zen è purezza, il Vangelo è amore. La meditazione secondo lo Zen (zazen) e l’ascolto del Vangelo educano a vivere i momenti felici e diffcili della vita così come sono, senza fuggire altrove, in semplicità e con amore.

La villa Vangelo e Zen offre a tutti, anche ai principianti, alcuni momenti di meditazione (zazen) e di ascolto del Vangelo. Anche tu puoi partecipare. Sei la/il ben venuta/o.

E’ disponibile da scaricare in formato PDF

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Articolo di Giampiero Comolli pubblicato qui

Centri di yoga e di meditazione buddhista, scuole di tai chi, monasteri tibetani e templi induisti, sparsi per le nostre città e le nostre colline, frequentati non solo da immigrati ma prima ancora da tanti italiani che hanno trovato nelle antiche tradizioni dell’Asia una nuova via di ricerca religiosa, un sostituto della fede cristiana, giudicata inadeguata o insufficiente di fronte alle ansie spirituali della nostra epoca… Come tutti sanno, negli anni Ottanta e Novanta del secolo appena trascorso le tradizioni spirituali dell’Oriente si sono propagate tra noi con grande rapidità: molti europei e molti italiani le hanno accolte come un’alternativa vincente rispetto alle proposte religiose delle chiese cristiane e alle proposte culturali dell’Occidente. Sono sorti così in Europa e in Italia nuovi movimenti spirituali di ispirazione orientale. E la loro diffusione è stata talmente rapida e incisiva, da far credere, almeno ai più entusiasti, che fosse ormai imminente una nuova epoca, più pacifica, feconda e serena, proprio perché la via salvifica offerta dalla sapienza orientale sarebbe divenuta per noi cultura egemone e principale riferimento religioso.

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lettera

Vangelo e Zen

31 gennaio 2010

Vangelo secondo Matteo 2, 19-23

Il brevissimo Vangelo di oggi ci narra delle difficoltà di una famigliola profuga in Egitto, Giuseppe, Maria e Gesù; e del loro tribolato rientro al loro paese. Niente di speciale: la famiglia di Nazaret si comportò come tutte le famiglie che devono migrare da un paese all’altro, in cerca di pace. “”Morto Erode…, (Giuseppe) prese il bambino e sua madre e rientrò al suo paese”: prima o poi i prepotenti muoiono, per la libertà degli oppressi. Un antico proverbio dice: al soffio del vento il bambù china la testa fino a terra. Il vento passa e il bambù si rialza”. Gesù disse: “Beati i miti, erediteranno la terra!”(Mt 5,5).

Il messaggio della mitezza mi offre l’occasione per soffermarmi davanti alle considerazioni e domande espresse da alcuni amici alla lettura della mia lettera di fine-inizio anno sulla precarietà. Per queste considerazioni clickare: http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/3779#comments

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pubblichiamo due poesie del poeta polacco, sacerdote, Jan Twardowski

  • VICINI E DISTANTI
Perché vedi ci sono alcuni che si amano
e devono incontrarsi per potersi evitare
vicini e distanti come davanti a uno specchio
si scrivono lettere di fuoco e di ghiaccio
si lasciano come fiori abbandonati ridendo
per non sapere fino in fondo perché sia successo
ci sono altri che si ritroverebbero anche al buio
ma si oltrepassano perché non osano incontrarsi
candidi e placidi come l’inizio di una nevicata
sarebbero perfetti ma non hanno difetti

alcuni temono la vicinanza che allontana
qualcuno muore – ovvero sa già tutto
l’amore non si cerca o c’è o non c’è
nessuno di noi è solo soltanto per caso
ci sono alcuni che si amano in eterno
ed è per questo che non possono stare insieme
come i fagiani che non vanno mai a coppie
ci si può pure perdere ma dall’altra parte
le nostre strade spezzate s’incontrano di nuovo.

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padova

Lunedì 17 gennaio ore 17.30 – 20.30

incontro con p.Luciano Mazzocchi presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova

  • Pratica dello zazen
  • Riflessione sul Vangelo
  • Eucaristia

Portare il vangelo e il necessario per lo zazen

(cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini)

Un saluto a tutti, Giuliano e Maria

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Sono prete e missionario. Gli occhi dei bambini e le colline dell’Appennino Emiliano dove sono nato mi insegnano a sorridere. I giapponesi fra cui sono missionario mi educano alla delicatezza. Ma anche sotto queste belle apparenze sento la mia italianità soffocare nel tepore asfittico di una serra astorica, di cui gli avvenimenti di Rosarno hanno palesato l’inconsistenza. Nella mia Italia ci si trastulla davanti alla sfida di cambiamenti storici enormi che tutti coinvolgono, ricorrendo a frasette astute che girano ad altri le responsabilità e tirano la misera acqua di qualche voto al mulino del proprio partito. La nostra è l’epoca della rabbia dei poveri di cui parlava Paolo VI. L’inarrestabile fenomeno dell’immigrazione ne è la conseguenza e non c’è astuzia alcuna che possa sedare quella rabbia. Dirsi delle frasette è un autoinganno. Il malessere è loro e nostro assieme. Se ci sono i clandestini è perché ci sono gli italiani che li vogliono sfruttare in nero; se ci sono le prostitute e gli spacciatori è perché ci sono i clienti che li cercano ai bordi delle strade; se c’è la mafia è perché attorno ristagna diffusa l’omertà. Lo stupro è un fatto terribile! Gli uomini italiani beneficiano dell’abbraccio delle loro mogli e i fidanzati dei loro reciproci baci; inoltre non pochi italiani calmano i loro istinti con la compagnia di prostitute e veline. Io prete, ogni giorno sono confortato dal volto tenero della madre di Dio che mi benedice. Ma quelle miglia di giovanotti che dormono in capannoni dopo una giornata di lavoro in nero sottopagato, senza la consolazione di nessuna tenerezza femminile…, quei giovanotti sono terribilmente esposti a compiere atti terribili. E se io, figlio di stupendi contadini delle colline piacentine, fossi nato là dove loro sono nati, forse anch’io sarei in quella terribile possibilità. Si può capire un altro senza mettersi nella sua posizione?

Senza comprendere che il malessere è comune? Affamati di cibo e di libertà hanno il vigore per attraversare i deserti e i mari. Uno di loro oggi è presidente della più potente nazione del mondo. Verso dove va la storia?

p. Luciano Mazzocchi sx

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