• Alex Zanotelli, Korogocho, Milano, Feltrinelli, 2003

Lontano da ogni autocelebrazione, questo volume ripercorre il cammino di uno dei pochi leader spirituali del nostro tempo. Tutto parte dalle inchieste di “Nigrizia”, di cui è direttore tra il ’78 e l’87, sulla malacooperazione, sui traffici illeciti di armi che gli conferirono l’immagine di uomo libero, non pilotato da alcun interesse.

Zanotelli nasce a Trento nel 1938, completa i suoi studi a Cincinnati, negli USA, e nel 1964 viene ordinato sacerdote, agendo localmente (Sudan, Nairobi) e pensando globalmente. Silurato da una connection partitico-vaticana comprende che la fame nel mondo è facilmente superata dalla fame di voti; la deplorevole politica affamata e avida nell’84 tuona: «I missionari facciano i missionari».

«Più analizziamo questa faccenda degli aiuti più ci convinciamo che servono innanzitutto a noi e poi alle élite borghesi dei paesi poveri per mantenerle al potere»

“Nigrizia” cit. in Korogocho, p. 109. Tra tante guerre (Angola, Sudan, Soweto) Zanotelli riesce ad essere missionario di pace.

A noi uomini disattenti ricorda le quattro guerre a cui abbiamo preso parte, guerre umanitarie, vabbé… «Pellegrino con i baraccati di Nairobi, ho condiviso la vita della mia gente» e continua con Tagore: «Sono un camminatore, un mattino sono uscito che era ancora buio». Zanotelli aggiunge immedesimandosi: «Ho camminato con loro, sperimentato la loro sofferenza» (p. 178).

Valeriano Massimi