Federico Battistutta
Apprestandoci a stendere la presentazione di questo ultimo numero del 2006 siamo andati, un po’ per scrupolo e un po’ per curiosità, a rileggere le pagine di presentazione dei numeri passati che uscivano a fine anno. La sensazione che ne abbiamo ricavata può esser così sintetizzata: fare qualche considerazione a fine anno rischia di apparire retorico o ripetitivo, e non solo nel rivolgerci ai lettori più assidui. E’ bene in certi casi non aggiungere niente. Non è pigrizia o mancanza di rispetto nei confronti del lettore. Quello che possiamo dire è che continueremo anche l’anno che verrà a percorrere il medesimo cammino, che del resto muta continuamente. Condividiamo qui l’elementare consapevolezza che non si tratta di un rettilineo pianeggiante o di un tapis-roulant, ma di un percorso da scoprire nel percorrerlo, con i suoi andirivieni, i vicoli ciechi, i bivacchi e le aree di sosta, le discese e le salite. Se poi la strada viene attraversata in compagnia, oltre ad essere un sollievo nelle difficoltà, può fornire vicendevoli riscontri.
Veniamo allora al presente numero. Fra i vari ambiti da conoscere e investigare la nostra rivista ha cercato di prestare attenzione - all’interno di un interesse rivolto ai molti aspetti del dialogo religioso - alle forme ed espressioni, anche dissenzienti, presenti in una sincera testimonianza religiosa. Il concetto di eresia, come quello corrispondente di ortodossia, appartiene in una maniera affatto specifica all’esperienza cristiana. La dicotomia ortodossi/eretici corre costantemente lungo tutto il corso della storia della Chiesa. Le esperienze più differenti, grandiose e penose, meditate e appassionate, si sono via via accavallate. L’intervento di apertura di questo numero ha l’intento esplicito di sollecitare una riflessione su tali esperienze, poiché non è proponibile un dialogo aperto con le altre religioni se non vi sono le condizioni e la disponibilità per un confronto altrettanto aperto all’interno della propria. L’intervento successivo costituisce una accurata meditazione sul tema della guerra. Questioni di ordine generale e speculativo si intrecciano e si sovrappongono a riflessioni riguardanti la cronaca e la contingenza più schiaccianti: globalizzazione, terrorismo, interventi umanitari e ‘guerre sporche’, sono alcuni degli argomenti toccati. Neppure le religioni risultano estranee (e non possono esserlo) a questo genere di riflessione.
Di natura assai differente è il terzo contributo. Si tratta di una traduzione di un testo di un pensatore contemporaneo giapponese. L’argomento è di indubbio interesse, anche perché in Italia questi studi sono pressoché sconosciuti: compiere un’indagine sulla questione dell’essere e del nulla assoluto, effettuando un confronto serrato fra il pensiero del filosofo tedesco Martin Heidegger (molto caro ai pensatori del Sol levante) e l’insegnamento del buddismo zen. Ci teniamo ad avvertire fin da subito i nostri lettori: si tratta di un testo impervio e il linguaggio in certi tratti appare francamente poco fruibile. Oltre al valore in sé di tale scritto, possiamo considerare tale contributo anche come una fotografia che ben rispecchia lo stato di fatto, non condivisibile per la forma comunicativa adoperata, riguardante alcune argomentazioni squisitamente teoriche; al contempo accogliamolo come un invito ad andare oltre, a coniugare, con leggero sforzo, chiarezza e complessità, ricordando l’adagio che ci suggerisce di dir chiaramente ciò che può esser detto e di tacere su ciò di cui parlare non ci è possibile.
Il tema concernente il confronto fra il pensiero occidentale e quello orientale (giapponese, per la precisione) torna nella sezione dedicata alle conversazioni. Il pretesto è offerto da una recente uscita editoriale riguardante un saggio dedicato alla nascita e allo sviluppo della filosofia giapponese. Del ricco repertorio contenuto nel volume vengono enucleati e discussi quelle tematiche vicine alle riflessioni della “Stella del Mattino”.
Infine, per completare l’indice di questo numero, compaiono - anche se è ormai superfluo ricordarlo ai nostri lettori - la pagina dedicata alla parola poetica e alle novità librarie.






