Primo Levi
- Se questo è un uomo
Einaudi, Torino, 2005

Nel libro vediamo giacere le fatiche nelle menti, l’ultima cosa del lager che è possibile dimenticare, le espressioni sensibili della sua follia: la marcia di uscita e di entrata non mancava mai l’effetto. Chi potrebbe negare ora il diritto di assistere a questa coreografia?
Vediamo due vicini di cuccetta giacere tutto il giorno e tutta la notte fianco a fianco, incrociati come i pesci dello zodiaco, ciascuno ha i piedi dell’altro accanto al capo. La danza degli uomini spenti squadra dopo squadra va dalla nebbia alle nebbie. Più concreta della loro vittoria.
E’ paradossale dirlo, ma tutto quello che sente Primo Levi sembra venato di umorismo.
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947, l’editore Einaudi lo accolse nel 1958 e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo.






