Giovanni Climaco
- La scala del paradiso
Introduzione, traduzione e note di Rosa Maria Parrinello Milano, Paoline, 2007

Lo straniamento [xeniteia] è il risoluto lasciarsi alle spalle tutto ciò che, nella nostra patria, ci è di ostacolo al perseguimento dello scopo della pietà. Lo straniamento è comportamento privo di familiarità, sapienza sconosciuta, segreta perspicacia, vita nascosta, scopo invisibile, pensiero non manifesto, voglia di frugalità, brama di indigenza, fondamento del desiderio divino, abbondanza d’amore, negazione della vanagloria, abisso di silenzio. (Gradino 3, par. 1)
Tutto quello che ci capita, che sia visibile o invisibile, è possibile accoglierlo bene, o in modo passionale, o con una via di mezzo. Ho visto tre fratelli essere puniti: il primo si arrabbiò, il secondo non provò tristezza, e il terzo ne ebbe molta gioia. (Gradino 26, par. 35)
Infine un po’ di teologia come Dio comanda, anche se la curatrice, figlia del suo - del nostro! - tempo, quasi quasi si vergogna ad annotare che il testo si riferisce a Cristo.
Mentre mi dedicavo all’opera che sta in mezzo alle altre due, mi trovai nella condizione di coloro che stanno nello stadio intermedio: Egli illuminava me che avevo sete, ed ecco io mi trovavo di nuovo in quella condizione. Gli domandai che cosa [Lui] fosse prima di acquisire la sua forma visibile, ma non poté insegnarmelo, poiché il Sovrano non lo permetteva. Di nuovo gli chiedevo di dire in quale condizione fosse ora, e mi diceva di trovarsi nelle condizioni che gli erano proprie, ma non in queste. E io: “Cosa è stare e sedere alla destra di Colui che è la causa di tutte le cose?”. Mi disse: “È impossibile essere iniziati a questi misteri solo con l’udirli”… (Gradino 27, par. 13).
Dario Rivarossa






