Giuseppe Jiso Forzani
- Lo Spirito della religione. Un progetto di incontro e dialogo
Nella primavera del 2006 ha iniziato a prendere forma concreta un progetto che era già da tempo in gestazione, nelle intenzioni e nelle speranze del suo ispiratore, Raimon Panikkar. Come naturale sviluppo di una vita dedicata alla ricerca di ciò che vi è di universale nei singoli percorsi religiosi e nelle tradizioni che li sostengono, compresa non come la fusione o la sovrapposizione di pratiche, insegnamenti, esperienze e dottrine, ma come l’accostamento, rispettoso e attento, delle diverse intuizioni e possibilità che le religioni testimoniano, Panikkar ha pensato fosse giunto il momento di lanciare un ponte oltre se stesso, costituito oltre che dalla sua opera letteraria, vasta e profonda e dalla traccia della sua viva testimonianza presso chi ha avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo personalmente, anche da un progetto di lavoro rivolto al futuro.
L’idea di fondo è quella di far sì che un gruppo di persone, composto da testimoni di differenti sensibilità ed esperienze religiose, si riunisca periodicamente, innanzitutto per trascorrere dei periodi di tempo insieme, fianco a fianco, condividendo la vita quotidiana in ogni suo aspetto, e per assaporare, grazie anche alla vicinanza, la testimonianza religiosa l’uno dell’altro. Strumento principale di questa reciproca amichevole conoscenza è lo scambio di testi considerati da ciascuno significativi e adatti per indicare agli altri il cuore del messaggio religioso che per ciascuno è segno di riferimento e di cui ciascuno è il portatore. Il testo religioso non è qui un paravento dottrinale o un abito di appartenenza, ma un riferimento concreto, su cui tutti si possono confrontare, meno aleatorio e autoreferenziale della semplice condivisione dell’esperienza personale, anche se sempre vagliato da essa. Ognuno offre dunque a tutti gli altri testi della propria tradizione religiosa, in modo che ciascuno possa leggerli, studiarli, e poi commentarli a partire dalla propria esperienza. Da questo nucleo basilare, si svilupperà poi l’avventura dell’incontro e del dialogo, i cui frutti mostreranno se stessi nel momento in cui saranno formati.
A corollario dei testi liberamente scelti da ciascuno, è proposto un tema comune: quello del perdono. Le religioni, intese come organizzazioni formali dell’umana istanza religiosa, per lo più comprendono se stesse come custodi e dispensatrici del perdono: non minima parte del potere che esercitano si basa su questa rivendicazione. In effetti le religioni necessitano esse stesse di perdono, forse più di qualunque altra forma organizzata l’uomo abbia approntato. La storia dell’umanità è disseminata di crimini, piccoli ed enormi, perpetrati dalle religioni. Le religioni sono state, sono, saranno anche veicolo di sofferenza, ignoranza, prevaricazione, proprio quelle cose che dovrebbero emendare e sciogliere. Hanno dunque estremo e continuo bisogno di perdono, che non possono dare senza prima averlo ricevuto. Comprendere reciprocamente l’esigenza del perdono è dunque un richiamo non marginale di questo progetto.
Il tema del perdono verrà trattato a parte dai testi scelti da ciascuno, e verrà proposto da un unico relatore: per questo incarico è stato scelto un giovane laureato della facoltà di sociologia di Urbino, che sta componendo una tesi specialistica sul perdono nel cristianesimo e nel buddismo. Tutti saranno poi chiamati a una testimonianza personale sul modo in cui il perdono è sentito nella propria tradizione religiosa. In prospettiva è previsto, come uno dei momenti del progetto, un pellegrinaggio della perdonanza, usando un termine caro a Francesco d’Assisi, da percorrere sulle sue orme nel sud Italia.
Inoltre alla fine della prima fase del progetto si terrà un convegno internazionale, probabilmente a Lugano, in cui verrà dato conto dei lavori svolti, anche tramite la pubblicazione di testi.
Dall’idea iniziale ha preso forma il progetto vero e proprio. Innanzitutto si è identificato il luogo in cui realizzare gli incontri: una bella casa che si affaccia sul mare della Catalogna, messa a disposizione da Milena Carrara, discepola, collaboratrice e traduttrice di Panikkar: Milena è il perno del progetto, che, ispirato da Panikkar, ruota concretamente intorno e grazie a lei, non solo in senso organizzativo ma soprattutto nel senso dell’animazione. Gli incontri prendono il nome sanscrito di sangama, parola sanscrita che Panikkar spiega come “andare insieme”, a sottolineare che si tratta di momenti comunitari di un comune cammino, e non di convegni accademici o di semplici spazi di studio.
Il progetto è sostenuto economicamente dalla Fondazione Arbor, benemerita istituzione con sede a Lugano, di cui Panikkar è presidente onorario, e che opera a sostegno di varie iniziative in diversi luoghi del mondo. L’azione della Fondazione si sviluppa principalmente su due fronti: il sostegno a realtà meritorie che necessitano aiuto, soprattutto in India (comunità che operano nel disagio e nell’emarginazione, microcredito…) e il sostegno a iniziative e realtà religiose e culturali di testimonianza e dialogo. Il progetto “Lo spirito della religione” incarna perfettamente la ragion d’essere della Fondazione.

Raimon Panikkar
Un primo incontro preliminare si è tenuto a Milarupa (questo il nome della casa in cui i sangama si svolgono) nell’autunno del 2005. In quell’occasione si è dato forma all’intelaiatura del progetto, che è ovviamente complesso e presenta numerosi problemi da affrontare. Il primo dei quali, è stato identificare un certo numero di tradizioni religiose da rappresentare, almeno in una prima fase. E’ evidente che ogni cernita è arbitraria, nello spirito del progetto: non possono essere criteri né quantitativi, né storici, né socio-politici, né linguistici a funzionare come minimo comun denominatore per inclusioni o esclusioni. D’altronde la sola idea di rappresentare tutti e ciascheduno è velleitaria, irrealistica e paralizzante. Consci di cominciare sbagliando, sostenuti più dal fatto di credere nel progetto che dal miraggio di realizzarlo a misura di una ideale perfezione, sono state identificate otto tradizioni religiose come interlocutori della prima fase del progetto, che durerà per l’anno in corso: ebraismo, cristianesimo, islam, induismo, buddismo, taoismo-confucianesimo, religiosità aborigena australiana e religiosità maya guatemalteca. La cernita è avvenuta anche considerando chi erano le persone adatte per partire con il progetto: persone connesse in vario modo e a vari livelli con la persona e l’opera di Panikkar, quindi in sintonia col suo modo di comprendere il fenomeno religioso, disponibili anche in termini di tempo per quest’impresa, interessate a un sincero rapporto con l’altro anche al fine di comprendere se stessi, provenienti da diversi paesi del mondo e da diversi ambiti ed esperienze. Tutte queste considerazioni, insieme alla disponibilità delle circostanze, hanno portato a scegliere le tradizioni religiose sopra indicate, senza ignorare i limiti di tale scelta. E’ evidente che cristianesimo, islam, induismo, buddismo sono nomi generici, che potrebbero essere pienamente rappresentati da numerose tradizioni, scuole, sensibilità: ma è altrettanto evidente che di volta in volta si dovevano operare delle scelte, considerando il progetto un organismo in divenire che potrà essere arricchito di futuri differenti contributi.
Durante un secondo incontro svoltosi nel luglio 2006, la fase preliminare è giunta a compimento: erano presenti alcuni testimoni delle otto tradizioni religiose, e ciascuno ha presentato e offerto agli altri con una relazione la testimonianza della propria esperienza umana e religiosa e di quanto considera essenziale nel messaggio religioso di cui è portatore. Si è per così dire costituita la cornice e preparata la tela su cui andrà a prendere forma il progetto.
Successivamente ciascuno ha scelto i testi e li ha distribuiti per via informatica a tutti gli altri partecipanti, insieme a una bibliografia essenziale utile come strumento di approfondimento. Si è deciso di contenere la lunghezza dei testi in non più di cinque/sei pagine per non appesantire i singoli partecipanti con un’eccessiva mole di scritti, e di lasciare all’incontro interpersonale il compito dell’approfondimento e del discernimento comune.
Il primo sangama del progetto si svolgerà dal 25 aprile al 1° maggio prossimi: in quell’occasione si studieranno insieme i testi di quattro tradizioni religiose: Ebraismo, Induismo, Buddismo Zen, Taoismo-Confucianesimo. Il secondo sangama avrà luogo dal 5 al 12 settembre 2007 e in quell’occasione le religioni testimoniate saranno Cristianesimo cattolico, Islam, Tradizione aborigena australiana e religiosità Maya.
La rivista La Stella del Mattino seguirà per i suoi lettori i lavori del progetto nelle linee principali: questo primo articolo è introduttivo e sarà seguito da altri che entreranno nel vivo dello sviluppo del progetto, mano a mano che proseguirà.

M. K. Gandhi è un esempio dell’intimo rapporto tra pace, religione e impegno sociale.






