• Le quattro ecologie

Leonardo Boff

Uno dei maggiori esponenti della teologia della liberazione, Leonardo Boff ha dedicato diversi opere a temi dedicati all’ecologia. Segnaliamo: Ecologia mondialità mistica (Assisi, Cittadella, 1993), Sorella madre terra (Roma, Edizioni Lavoro) e più recentemente La voce dell’arcobaleno. Per un’etica planetaria e una spiritualità ecologica (Assisi, Cittadella, 2002) Il testo che pubblichiamo è tratto dal sito www.leonardoboff.com.

  • Ecologia ambientale

Questo primo versante si preoccupa dell’ambiente naturale, affinché non sia eccessivamente sfigurato, della qualità della vita e della preservazione delle specie in via di estinzione. Pone la natura fuori dall’essere umano e dalla società. Cerca nuove tecnologie meno contaminanti, privilegiando soluzioni tecniche. Questo atteggiamento è importante perché cerca di correggere gli eccessi causati dalla voracità del progetto industriale mondiale, che implica sempre alti costi ecologici.

Se non ci prendiamo cura del pianeta come un tutt’uno possiamo sottoporre a grave rischio di distruzione parti della biosfera e, al limite, rendere invivibile la nostra vita sul pianeta.

  • Ecologia sociale

Il secondo – ecologia sociale – non si cura solo della natura ma si occupa della totalità dell’ambiente. Inserisce gli esseri umani e la società all’interno della natura. Non si preoccupa unicamente di rendere più belle le città con strade migliori, piazze o spiagge più attraenti, ma rende prioritario un risanamento dei servizi di base come una buona rete di scuole e un servizio sanitario decente. L’ingiustizia sociale significa violenza contro l’essere più complesso e singolare della creazione, quello umano, uomini e donne. Egli è parte della natura.

L’ecologia sociale promuove uno sviluppo sostenibile che presti attenzione alle carenze degli esseri umani odierni senza sacrificare il capitale naturale della Terra, prendendo anche in considerazione le necessità delle generazioni future che hanno il diritto di essere appagati ed ereditare una Terra abitabile, con relazioni umane minimamente giuste. Però il tipo di società costruita negli ultimi quattrocento anni impedisce di realizzare uno sviluppo sostenibile. Divora energia e ha costruito un modello di sviluppo che saccheggia sistematicamente tutte le risorse del pianeta e sfrutta la forza lavoro.

Nell’immaginario dei fondatori della società moderna lo sviluppo si muoveva tra due infiniti: l’infinito delle risorse naturali e l’infinito dello sviluppo verso il futuro. Ma questi presupposti si sono rivelati essere una illusione. Le risorse non sono infinite, anzi la maggioranza di queste si sta esaurendo, principalmente l’acqua potabile e i combustibili fossili. Il tipo di sviluppo lineare e in crescita verso il futuro non è universalizzabile. Pertanto non è infinito. Se le famiglie cinesi desidereranno avere le automobili delle famiglie americane la Cina si trasformerà in un immenso parcheggio. Non ci sarà combustibile sufficiente e nessuno potrà muoversi.

Siamo mancanti di una società sostenibile che trovi per se stessa uno sviluppo attuabile che soddisfi le necessità di tutti. Il benessere non potrà essere solamente sociale ma tenderà ad essere sociocosmico. Dovrà occuparsi degli altri esseri della natura, come le acque, le piante, gli animali, i microrganismi, poiché tutti uniti costituiscono la comunità planetaria nella quale siamo inclusi e senza di essi noi non possiamo vivere.

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