Federico Battistutta

L’equinozio d’autunno è uno dei periodi maggiormente critici dell’anno. Il sole viene crocifisso sull’equatore celeste, anche se in senso inverso rispetto a quello di primavera. Ci capita di percepirlo nelle giornate che cominciano ad abbreviarsi, nell’indebolirsi del calore e nell’approssimarsi delle perturbazioni del cielo che porta con sé lunghi giorni di pioggia insieme ai primi freddi. Dopo la pausa estiva si riprendono le consuete attività, si spera un po’ più riposati e rinfrancati. L’immagine, un po’ retorica però rappresentativa, delle foglie ingiallite e cadenti nei mesi autunnali indica assai bene il termine di una stagione e l’appressarsi di un lungo periodo di riposo. Proprio in questo periodo è maturato e vede la luce la ‘nuova serie’ de “La Stella del Mattino”.

Dico subito che c’è un lieve imbarazzo e un po’ di emozione nel presentare questo numero. Si apre infatti con alcune novità importanti e, affrontando questo giro di boa, è doveroso illustrare ai nuovi come ai consueti lettori che cos’è e quale cammino intende percorrere “La Stella del Mattino”. Stiamo parlando, come recita il sottotitolo, di un laboratorio per il dialogo religioso. La parola ‘laboratorio’ vuole indicare innanzitutto che si tratta di un luogo di ricerca e di esperienza; il vocabolario spiega anche che è un posto dove si svolgono attività di carattere artigianale, e questo aspetto, che non partecipa alla produzione anonima e in serie destinata ai grandi mercati, ci piace pensarlo anche in relazione a ciò che s’intende come dialogo religioso. Dove ‘dialogo’ e ‘religioso’ sono termini che vanno considerati insieme. Infatti non desideriamo riferirci solamente a un’accezione ristretta, per quanto importante, quella relativa al dialogo fra le religioni, ma, prima di ogni altra cosa, desideriamo rivolgerci alla natura intima del dialogo e a quella sensibilità nei confronti della vita che ne manifesta l’aspetto religioso, precedente ogni dichiarazione di appartenenza a questa o quella confessione. E allora in questo campo, laboratorio vuol dire esplorare il senso genuino di cosa intendiamo dire quando parliamo di religione, esponendoci in prima persona, senza adagiarci ricorrendo a definizioni predefinite con il risolvere in questa maniera, prima ancora di iniziarla, una ricerca diretta con il rischio di impoverire il proprio cammino, il quale trova senso e spessore nel venire percepito non tanto come un tragitto - più o meno rettilineo - che conduce da un punto di partenza ad uno finale, d’arrivo, ma come un percorso che ha valore in sé, con tutte le curve, gli andirivieni, gli arresti, comprendente al suo interno le infinite vicissitudini che danno forma alla vita dell’uomo.

Non solo. E’ un laboratorio nel momento in cui l’interrogazione si apre al dialogo con l’altro, misurandosi con le domande radicali e gli interrogativi essenziali che l’uomo si pone lungo in questo suo tragitto. E’ questo un campo aperto, una radura spaziosa dove nessuna persona sinceramente motivata è esclusa e nulla è aprioristicamente precluso allo sguardo che si domanda. In questa prospettiva, molte distinzioni come ad esempio quella fra credenti e non credenti appaiono steccati rigidi, privi di senso, che è bene abbattere.

L’immagine della stella del mattino è un’espressione ricorrente in diverse tradizioni religiose e, osservando il cielo, sta a indicare la fine della notte e il preludio del giorno che arriva, nella consapevolezza che il passaggio dal buio alla luce avviene ogni giorno, per sprofondare poi nella notte, e così via, nel cielo come nella nostra vita.

Per finire c’è un’altra spiegazione, breve, da fornire. Questa pubblicazione compare con la dicitura ‘nuova serie’, poiché in forme diverse è esistita come opuscolo o bollettino di collegamento interno dell’associazione religiosa “La Stella del Mattino”, fondata e animata dal missionario saveriano p. Luciano Mazzocchi e dal monaco buddhista zen Jiso Forzani, nel comune sentire l’importanza del dialogo religioso. L’auspicio e la novità di questo numero risiede nel fatto che la rivista rinnovata sia in grado di aprirsi ai nuovi lettori e sensibilità, ricevendo a nostra volta stimoli e salutari provocazioni, al tempo stesso consolidando e approfondendo quel rapporto, costruito nel corso di questi anni, con gli amici che da tempo ci seguono e che hanno vivificato queste pagine.

Il presente numero si apre con la sezione ‘In cammino’ che riporta gli interventi di due religiosi in prima linea nel campo della riflessione sul dialogo religioso, Michael Amaladoss e Raimon Panikkar, entrambi indiani. Il primo affronta con apertura e senso critico il tema legato al fenomeno della doppia appartenenza religiosa, mentre il secondo sottopone ai lettori alcune considerazioni partendo dalla presentazione di un libro sul Vangelo di Giovanni, letto e commentato attraverso un dialogo vivo con la tradizione del buddhismo zen.

Segue poi la traduzione di una delle ultime interviste rilasciate da Kosho Uchiyama, già abate del monastero di Antaiji e una delle figure più significative del buddhismo zen contemporaneo, scomparso alcuni anni fa. Il testo è seguito da alcune riflessioni di Jiso Forzani, il quale ebbe modo di conoscere di persona gli insegnamenti di Uchiyama in Giappone.

Sotto la dicitura ‘Canzoniere’ e ‘Fabula’ si aprono due sezioni nelle quali proponiamo ai lettori una pausa rispetto ai testi a taglio saggistico che a qualcuno potranno forse apparire un po’ impegnativi o ardui. Nel primo caso si tratta di poesie, nell’altro di racconti, con l’augurio che possano, attraverso l’uso di differenti pratiche linguistiche, offrire oltre al piacere ottenuto dalla lettura di un testo, anche spunti, diretti o indiretti, per una personale riflessione sui momenti cruciali in cui si svolge un’esistenza.

Nella rubrica ‘Voci’ viene riportata una sintesi di un seminario svoltosi quest’estate avente come tema il cammino religioso dei laici. Si tratta della prosecuzione di un dibattito già avviato su queste pagine e che ci proponiamo di proseguire nei numeri a venire, anche con la collaborazione dei lettori.

La sezione ‘Schede’, in cui vengono segnalati alle lettura alcuni libri di recente pubblicazione, chiude il presente numero.