marzo 2013


Il 17 gennaio di quest’anno è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale l’intesa o concordato tra l’UBI e lo stato italiano. Nel 1929 furono stipulati i Patti Lateranensi all’interno dei quali era contenuto il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose tra chiesa  cattolica  e  stato  italiano.  Fu  così  che  quando  venne  redatta  la

Costituzione repubblicana, l’art. 8 divenne: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze“. Ovvero, poiché vi era già un’intesa con la chiesa cattolica, per evitare discriminazioni si riconobbe facoltà alle altre religioni di fare altrettanto. Si diede per scontato che anche “le confessioni religiose diverse dalla cattolica” avessero una chiesa completamente identificata con la religione, in grado cioè di arrogarsi il diritto di stipulare l’intesa con lo stato a nome di tutti coloro che si sentono parte di quella religione. Nel 1985, fu fondata l’Unione Buddista Italiana il cui statuto indica (art. 4) tra gli scopi, oltre alla diffusione del buddismo, quello di “riunire ed assistere i diversi gruppi buddhisti italiani”. Su questa base l’UBI dopo lunga trattativa ha stipulato con lo stato italiano un’intesa/concordato a nome di tutti i buddisti italiani. Proprio come se fosse l’organo rappresentativo, o la chiesa, anche di quei buddisti (tra gli altri: la Stella del Mattino) che non riconoscono l’UBI come loro rappresentante. L’intesa con l’UBI sostituisce anche le leggi del 1929 e 1930 sui “culti ammessi” ed inoltre permette agli iscritti all’UBI di ricevere il cosiddetto otto per mille.
Sul tappeto vi sono alcuni temi sensibili. Il più evidente dei quali è il fatto che i diritti che lo Stato riconosce sono volti all’UBI ed ai suoi aderenti come se fossero “tutti i buddisti”, lasciando gli altri senza diritto o tutela (cfr. Art. 3.1 e 3.2, art. 4.1 e 4.2, art. 5.1, 5.3 e 5.5, ecc.). In particolare invito a considerare il senso dell’art. 12.1, 12.2 e 12.5. e (incredibile!) art. 14.3 e 14.4.
Jiso Forzani ha scritto una lettera aperta ai membri del Consiglio dell’UBI, lettera che condivido e che sottopongo alla vostra attenzione.

Lettera aperta ai dirigenti, ai direttori dei centri, ai membri dell’Unione Buddhista Italiana


Care amiche, cari amici,
Mi rallegro insieme a voi per la conclusione positiva del lungo e complesso iter che ha finalmente condotto alla ratifica dell’Intesa con lo Stato italiano. E’ una novità importante

(altro…)

Ho una bella notizia da offrire al dotto pubblico di questo blog: è uscito il nuovo libro della Stella. E quando dico “della Stella” in questo caso il senso è letterale: il libro è edito da Stella del Mattino editore, con il logo e persino con un ISBN della Stella. Dopo un anno di tentativi abbiamo verificato che è impossibile, oggi, pubblicare un saggio -il cui autore non abbia un nome altisonante- senza pagare all’Editore una certa somma.  Una somma  maggiore di quella con  la

quale è possibile editare in proprio, rimanendo proprietari sia delle copie stampate sia dei diritti. Così abbiamo provato questa via, pubblicare per conto nostro, ed ora il libro è stampato e pronto: 180 pagine, interamente dedicate all’etica. La prima parte si occupa dell’etica buddista, la seconda dell’etica occidentale. Il titolo: La via libera. Etica buddista, etica occidentale. Gli autori: Marassi e Iorio, come nella stesura de Il Sutra del diamante e la cerca del paradiso.
È il primo libro italiano, forse europeo, nel quale l’etica buddista viene trattata nel suo insieme. Come sempre alcune parti sono più dolci, agevoli per la lettura, altre invece richiedono un’attenta concentrazione per essere seguite. La seconda parte si occupa, anche, delle inquietanti problematiche sollevate dalla neuroetica, un ambito di studio dove pare sempre più indubitabile che le scelte più profonde dell’uomo dipendano dai suoi meccanismi organici, dalla genetica, dalla chimica.
La Stella non ha fini di lucro, non può e non vuole porsi in commercio. Nel suo statuto, laddove si parla dei suoi scopi, si legge: promuovere e coordinare attività di studio, di editoria, di informazione volte a far conoscere e a favorire la possibilità di ciascuno ad essere libero nel proprio spirito e nella propria realtà di vita. Per questo il libro non è in vendita.
Se desiderate riceverlo, gratuitamente o a fronte di una piccola donazione, scrivete a servizio@lastelladelmattino.org chiedendo istruzioni.
Di seguito potete trovare tre brevi brani da La via libera. Etica buddista, etica occidentale:

Il bandolo della matassa
L’ingiustizia buddista
Dietro le quinte dell’agire