settembre 2012


Buongiorno, l’estate è finita l’inverno è alle porte… Una volta, tanto tempo fa, il primo tema che “davano” a scuola era qualche cosa come “i frutti dell’autunno” o “torna l’autunno, pensieri e speranze”. Un’angoscia…
Poi il tempo passò, divenuti grandi anche i temi, continuano ma possiamo scegliere quali svolgere e quali no, a volte. Ho scelto di accettare di svolgere un tema, perché -seppure un poco pretenzioso- riguarda quella parte di noi che dall’antichità i buddisti hanno accettato di soddisfare tentando di non nuocere.

Parlo della curiosità dell’intelletto, di quella parte apparentemente “fuori” dal programma di lavoro del buddismo, ovvero la soluzione di duhkha, la liberazione dal disagio del vivere mentre si invecchia e si muore. Apparentemente, dico, perché nell’approccio al come soddisfare la nostra curiosità sulle cose dello spirito, lavorando con leggerezza e attenzione, seguendo il solito adagio del non trattenere, lasciar andare… ecco che invece di soddisfare quella curiosità, questa scompare, e ci troviamo nel pieno della -poco- trafficata strada buddista. Insomma, il 29 settembre, invece di sedermi in quel caffé andrò a Torino a parlare nientepopodimeno che del sorriso del Buddha. L’iniziativa la trovate descritta qui mentre l’intero programma si può scaricare qui.

Approfitto per segnalare, su un blog amico, la recensione di un libro di Dossetti, uomo di religione, monaco, con una grande esperienza della realtà sociale: Il Vangelo nella Storia. Conversazioni 1993-1995.

Nell’attesa che il Webmaster scenda tra i semplici mortali per condurli per mano nel Paese delle nuove forme, evitiamo la paralisi e continuiamo le pubblicazioni. La zattera sarà più pesante al momento del passaggio ma… chessarammai per il nostro Maestro del web? 😎

Oggi è con piacere che attiro la vostra attenzione su una novità. Si tratta della tesi di laurea, discussa a giugno a Urbino e premiata con 110 e lode, su un gruppo di argomenti che solitamente restano fuori dagli studi dei praticanti e degli studiosi: la mercificazione della religione buddista e le contaminazioni reciproche che negli ultimi 200 anni Oriente e Occidente si sono palleggiate nel formare quell’immaginario che va genericamente etichettato col nome di “buddismo”. Leggendola scopriremo, per esempio, che la meditazione come business non è un’idea occidentale e la purezza della pratica religiosa non è appannaggio dell’Oriente a fronte di un Occidente corruttore. Infine un capitolo dedicato alle nuove frontiere del buddismo: i medmob e la globalizzazione del sacro… Un servizio fotografico sui temi esposti completa il tutto.
Trovate la tesi in fondo a questa pagina oppure direttamente qui.

PS: l’esser stato relatore della tesi non mi esime dal cercare di essere obiettivo ma, certo, non facilita 😉