maggio 2010


Ma chi non prova neppure a cercarlo vive come un babbuino. Con tutto il rispetto per i babbuini. Metto qui a vostra disposizione il testo dell’intervento a Bard, sul tema della ricerca del sé. Vedendo quel che accadeva intorno a me, le persone convenute per parlare o per ascoltare, alcuni lì per non mancare, altri per poter dire d’esserci stati, le toilette e le mise di signore un filino appariscenti, le auto blu, le scorte, i telefonini (vi era chi ne

usava tre, con l’aiuto di due assistenti), pensavo che l’argomento per il quale eravamo lì convenuti non pareva essere al centro delle preoccupazioni nostre. Questa la cornice. Entrando invece nel quadro la vista era certamente migliore, non solo è stato un raduno di competenze ad alto (… 😀 ) livello ma vi è stato da parte di tutti uno sforzo per fornire un contributo affinché la nostra realtà -nazionale soprattutto- contenga e proponga domande sulla vita, sulla morte, sul senso di “tutto questo”. Non come un episodio per pochi ma come standard di vita da offrire, proporre, anche dopo che le luci si sono spente sulla kermesse.

Riceviamo da un amico, ahi lui, da tempo in terra straniera, lontano dall’Italia, perso nelle opulenze di una grande città europea. Privo del conforto di moglie, figli, suoceri (conviventi), gatto, cagnolo e pesce rosso: solo, tra le tentazioni di Parigi, tal che ben sa perché disse il poeta: “Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.

A parte le scale (abita al rez-de-chaussée o piano terra…) il resto ce lo rammenta e quasi lo vediamo addentare pensoso un tondino croccante di baguette col foigras, come sperso tra un boulevard ed un bistrot mentre le minettes d’intorno sfarfallano mostrandosi, gareggiano con la tarda primavera …
Dimenticavo: volentieri pubblichiamo il suo sapido, poetico invio.

Il vanto del cigno

Il lago Daumesnil, nel parco di Vincennes, è circondato da un sentiero, meta prediletta di podisti corridori più o meno dilettanti, che inanellano giri di ansimante sudore, per lo più apparecchiati con auricolari e Ipod, da cui sfuggono a tratti spruzzi di note a lambire per un attimo l’orecchio del rilassato flaneur, che con passo incurante percorre lento lo stesso cammino. Una bolla racchiude all’istante l’atleta spasimante e il lemme viandante, per un attimo insieme nell’alveo di uno sprazzo di suoni, e subito di nuovo distanti, uno portato via con la sua musica dalla falcata dello sforzo, l’altro ristante nella lentezza del suo silenzio pensoso.

(altro…)

A fine mese, a Bard, vicino ad Aosta, vi sarà una tre giorni dedicata alla ricerca, e cura, del sé. Eclettica e di rilievo la composizione dei relatori, fra essi anche un buddista (?). Cercare il sé, per curarlo per di più!, non pare un’attività seria, specialmente per un buddista. Forse per questo lo sventurato rispose e accettò. Staremo a vedere. Chi volesse il programma completo lo trova qui. Se poi voleste saperne di più (addirittura iscriversi?) potete trovare qui i contatti adatti.

PS: Prima che si scateni la caccia all’ignorante bloggher: il titolo del post è un LIBERO adattamento della frase dell’Alighieri…

Tempo addietro abbiamo pubblicato il testo della conferenza sul tema La pratica Zen tra laicità e religione

tenuta a Torino da Jiso Forzani e organizzata dal Soto Zen Dojo di Torino, in collaborazione con la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni. Grazie al lavoro di varie persone siamo ora in grado di offrirvi, in formato pdf, la sbobinatura di una parte del dialogo tra Forzani e il pubblico al termine della conferenza. La registrazione audio completa è reperibile qui.

Attenzione attenzione: a causa di un problema tecnico siamo costretti a tenere attivo il server web con i contenuti aggiornati a qualche giorno fa.

I contenuti saranno ripristinati lunedi mattina 10 maggio 2010. Non ci sono state perdite di dati, si tratta soltanto di un problema transitorio

Confidiamo nella vostra comprensione e pazienza

Update: problema risolto, potete ricominciare a parlare del nulla, come nulla fosse successo 😉