dicembre 2009


Nei giorni scorsi ho inviato un breve scritto ad alcune persone. È un documento “interno” alla Stella del Mattino tuttavia, non essendovi nulla di segreto, è a disposizione di chi voglia leggerlo: lo trovate alla fine di queste righe. Diversamente da come fatto con altri scritti, non l’ho ancora inviato ad un pubblico più vasto: vorrei prima, se possibile, parlarne con chi conosco da tempo. Se una volta letto, volete esprimere dei pareri o domandare chiarimenti… potete farlo qui, usando il tasto “Commenti”. Cercate di essere brevi, per favore.

Attenzione alla pantomima,
ci si può perdere, scioccamente, la vita

Pensando alle prospettive del buddismo zen, soprattutto una è la consapevolezza che induce a una visione pessimistica dell’attualità, non solo in Europa ma, temo, in tutto l’Occidente: a parte rarissime e pressoché sconosciute eccezioni, lo zen europeo si risolve, in ciascuno, nel tentativo di imitare una fantasia, la fantasia che l’Occidente

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Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la nostra ombra incessante ci segue
così ci segue il benessere
quando parliamo o agiamo
con purezza di mente.

Dhammapada, 1,2
(trad. di Chandra)

All’inizio di novembre Jiso è stato nominato Direttore del Centro Europeo del Soto Zen, con sede a Parigi. In quell’occasione abbiamo pensato di comporre assieme un’analisi della situazione attuale del buddismo zen in Europa, un testo, dal titolo Quale buddhismo.

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Perché. Per chi. Una proposta europea che costituisca una base di partenza non solo per il suo lavoro di coordinamento e di proposta ma per chiunque ne ritenga -in tutto o in parte- valide le visuali e le conclusioni. Mi scuso per la lunghezza del testo (che trovate qui in formato pdf ): si tratta di 5 cartelle e mezza, a spaziatura singola, ma dato il tema non è stato possibile essere ancora più stringati.

Oggi, 12 dicembre, sul Corriere della Sera c’è un articolo, a firma di Luigi Ferrarella sulla strage di Piazza Fontana che occorrerebbe fosse studiato a scuola, come un pezzetto della storia d’Italia vicina, e proprio perché vicina, ancor più pericolosa se ci permettiamo di dimenticare.

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1969-2009 Una strage senza colpevoli. L’ultimo falso di Piazza Fontana. I luoghi comuni sull’attentato di 40 anni fa.

A inquinare il quarantennale della strage di piazza Fontana è un conformismo speculare a quello che, all’inizio, viziò la ricerca dei responsabili della bomba che il 12 dicembre 1969 uccise 17 persone e ne ferì 88. Nei confronti delle vittime è infatti immorale, prima ancora che falso nella ricostruzione storico-giudiziaria, coltivare il luogo comune di una verità ignota, di una strage senza paternità, di misteri totalmente mai diradati.

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Si terrà prossimamente a Perugia zona Elce la mostra di grafica, computer art, ceramica e fotografia di Dario Rivarossa (dr / dhr) e del “collega” Giuliano Bastianelli. Chi abita nel capoluogo umbro, oppure a meno di 15 km o anni luce, sarà il benvenuto.

Qualche rapida considerazione ermeneutica a proposito dell’affiche che trovate qui. Al centro, un dettaglio di un quadro digitale di Bastianelli. Nella fotografia in alto a sinistra compare seminascosto un uovo di ceramica, anch’esso opera di Bastianelli: citazione nella citazione. Quanto alla bellissima testa di Buddha, è autentico artigianato di Angkor Vat, dono di nozze di mym al fotografo. L’abbozzo di pipa in primo piano è “L’inconclusa” del padre di dr. Il mostriciattolo è dono del nipotino Luca.

Il titolo invisibile della mostra è “Spazio Luce Colore”.

Emozionante, teso, pressoché perfetto. Il nuovo pezzo di Butchlazy è tutto questo, oltre che una grande prova di bravura


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