giugno 2009


Nulla devi essere, nulla volere
Uomo, se ancora qualcosa sei, sai, ami e possiedi,
Credimi, dal tuo carico libero non sei ancora. (I, 24)

Il qualcosa si deve abbandonare
Finché ami qualcosa, uomo, non ami nulla:
Dio non è questo e quello, perciò lascia il qualcosa. (I, 44)

Il non potere che può
Chi nulla brama, né ha, né sa, nulla ama e vuole,
Ancor sempre molto ha, molto sa, molto brama e vuole. (I, 45)

Come si vede Dio?
Dio abita in una luce cui strada non conduce:
Chi luce non diventa, non lo vede in eterno. (I, 72)

Angelo Silesius, Il pellegrino cherubico

D
alla newsletter settimanale di Santacittarama:

Un cavallo ben addestrato
non ha bisogno di freno.
Rari sono gli esseri a cui
per moderazione e disciplina
non serve ammonimento.

Dhammapada, strofa 143

E’ possibile avere troppa moderazione? Dipende da come intendiamo la
moderazione. Direi che è certamente possibile averne una forma
sbagliata: per esempio, quando nel frenarsi da una vistosa avidità si
è motivati solo dal voler apparire migliori degli altri. La
moderazione è una di quelle parole, insieme a frugalità e disciplina,
che si sente raramente usare negli ultimi decenni, se non in senso
peggiorativo. E’ un peccato. In queste parole sono cifrati dei
principi senza tempo, degni di investigazione. Quando abbiamo una vera
moderazione, noi cerchiamo con naturalezza la ‘giusta quantità’ di
cose. Comprendiamo la differenza tra accontentarsi del
‘sufficientemente buono’ e essere troppo pigri per eccellere. Quando
abbiamo vera disciplina, restiamo naturalmente focalizzati sul nostro
compito imminente senza compromettere la nostra sensibilità. Una
persona abile nella retta disciplina può dire di no a se stessa (o ad
altri), non per il giudizio che si fa di come le cose dovrebbero
essere, ma perché ha cura.

Con Metta

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

L’ELEFANTE

320
Come un elefante in battaglia
resiste alle frecce
io scelgo di tollerare
gli attacchi verbali degli altri.

321
Cavalli ben addestrati
sono fidati anche nella ressa
e degni di essere montati dai re.
Gli individui che hanno addestrato se stessi
a tollerare la violenza
sono ovunque preziosi.

322
Ci colpiscono i cavalli e gli elefanti
ben addestrati
ma più toccanti
sono gli esseri
che hanno domato se stessi.

323
Non su un animale ben addestrato
puoi cavalcare
verso la terra della liberazione,
puoi raggiungerla solo
sulla ben addestrata
cavalcatura di te stesso.

Dhammapada

Così ho sentito:

Un tempo il Beato soggiornava presso Savatthi, nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anathapindika. Quindi prima di mezzogiorno il Beato dopo essersi vestito, prese mantello e scodella, ed entrò nella città di Savatthi per la questua. In quell’occasione un fuoco stava bruciando ed un’offerta era stata preparata nella casa del bramano Aggikabharadvaja. Il Beato, mentre era in giro per la questua, giunse alla casa del bramano. Il bramano notando il Beato venire da lontano, gli disse: “Fermati lì, testa rapata, fermati lì monaco miserabile, fermati lì infimo fuoricasta.” Sentendo queste parole il Beato disse al bramano: “Conosci, bramano, chi sia un fuoricasta e quali siano le condizioni che determinano un fuoricasta?” “No, in verità, venerabile Gotama, io non conosco chi sia un fuoricasta e quali siano le condizioni che lo determinano. Se il venerabile Gotama mi volesse spiegare il Dhamma in modo da sapere chi è un fuoricasta e quali sono le condizioni che lo determinano ne sarei lieto.”

"Ascolta dunque, bramano, fai molta attenzione, vado a parlare."
"Va bena, Venerabile," rispose il bramano.
1. "Chi è pieno di ira, pieno di astio, e parla male degli altri, con false visioni, ipocrita
costui è un fuoricasta.
2. Chi in questo mondo uccide esseri viventi, senza compassione per
ogni essere vivente
costui è un fuoricasta.
3. Chi distrugge ed assedia villaggi e città ed è noto come un oppressore
costui è un fuoricasta.
4. Sia in un villaggio, o nella foresta, chi ruba ciò che non gli appartiene, ciò che non è dato
costui è un fuoricasta.
5. Chi avendo contratto un debito, quando gli viene richiesto di pagarlo, dichiara:
‘Non ho nessun debito con te'
costui è un fuoricasta.
6. Chi brama qualcosa, uccide una persona per strada, rubando ciò che desidera
costui è un fuoricasta.
7. Chi per salvare se stesso o per salvare altri o per salvare i propri beni, testimoni il falso
costui è un fuoricasta.
8. Chi con la forza o con il consenso instaura rapporti sconvenienti
con mogli di amici o parenti
costui è un fuoricasta.
9. Chi non si prende cura dei propri genitori anziani pur avendone la possibilità
costui è un fuoricasta.
10. Chi picchia o inveisce con parole aspre contro la madre, il padre, il fratello,
la sorella o la suocera o il suocero
costui è un fuoricasta.
11. Chi, interrogato sul bene, illustra ciò che è dannoso e si esprime in maniera evasiva
costui è un fuoricasta.
12. Chi, avendo commesso un’azione malvagia, la nasconde agli altri,
compiendo il male di nascosto
costui è un fuoricasta.
13. Chi, essendo ospite a casa di un altro e avendo consumato un buon pasto,
non ricambia l’ospitalità ricevuta
costui è un fuoricasta.
14. Chi, un bramano o un asceta, o un altro mendicante, inganna con false parole
costui è un fuoricasta.
15. Chi, quando un bramano o un asceta si presenta all’ora dei pasti,
lo insulta senza offrigli niente
costui è un fuoricasta.
16. Chi in questo mondo, avvolto dall’ignoranza, pronuncia parole aspre
o menzognere a scopo di lucro
costui è un fuoricasta.
17. Chi, avvilito dal suo orgoglio, esalta se stesso e disprezza gli altri
costui è un fuoricasta.
18. Chi, preso dalla rabbia, è gretto, ha desideri malsani, è egoista, falso,
senza vergogna e paura (di commettere il male)
costui è un fuoricasta .
19. Chi diffama l’Illuminato (il Buddha), o un suo discepolo, un asceta o un laico
costui è un fuoricasta.
20. Chi, non essendo un arahant, un Perfetto, pretende di esserlo,
è un ladro dell’intero universo
egli è il più vile fra i fuoricasta.
21."Non per nascita si è un fuoricasta; non per nascita si è un bramano.
Si diventa un bramano tramite le proprie azioni."


SUTTA NIPATA
1.7
Vasala Sutta
Il discorso del fuoricasta
Tradotto in italiano da Enzo Alfano

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
È la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo con mente impura

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
È la mente che traccia la strada.
Come la nostra ombra incessante ci segue
così ci segue il bene
quando parliamo o agiamo
con mente tranquilla

Dhammapada, I.1-2

Il processo di realizzare il risveglio non è altro che [il processo di integrare] l’identità con il risveglio originale.
(大乗起信論, Dacheng qixin lun, Trattato sul risveglio della fede nel mahāyāna).

Certe cose è meglio dirle chiare e tonde.

Attraverso gli esempi della recitazione, della lampada, del sigillo, dello specchio, dell’eco, della pietra solare, del seme e dell’acidità,
i saggi affermano che vi è sì un [nuovo] ricomporsi degli aggregati ma non vi è passaggio [di un principio vitale da un corpo all’altro].

Nagarjuna, Pratītyasamutpādahrdayakārikā, 5.
(Le stanze del cuore della relazione interdipendente)

Piano piano, quasi senza muoversi, anche nella cultura buddista italiana occorrerebbe saper distinguere i vari sensi di “rinascita” da quello di “reincarnazione”.

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