marzo 2009


Ecco la terza puntata di Alan Lasting, sempre per la penna di dr. Certo che per essere uno sconosciuto ai più questo Alan la sapeva lunga. Il tuffo nel vuoto che annulla le differenze sì che ogni punto è il centro … non è discorso da pianerottolo. Non sapevo che l’haiku d’autore avesse un precedente anglofono così illustre. Ma, come dicono i miei estimatori: con quello che non so ci si potrebbe scrivere una nuova Treccani
PS: buona ora legale a tutti, non se ne poteva più di questa situazione di illegalità.

Heather

And it gets clear now
That every any place in sky
Is all heaven the same

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L’amico Doc ci scrive: “L’altra sera, dopo una breve discussione con quella compagna di **** riguardo alle ultime uscite di Ratzinger, ho pensato di razionalizzare il ragionamento e metterlo per scritto. Ne è uscita questa paginetta che ti invio. Non so se ti parrà interessante: cestinala pure senza riguardo o fanne ciò che credi“.

Ve la proponiamo qui di seguito:

I preservativi, il papa e la scienza

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Non è certo per difendere Ratzinger e la sua ‘gestione’ della Chiesa cattolica che propongo questa riflessione-provocazione, bensì per la preoccupazione che lo scontro ideologico – chiesa da una parte e politica dall’altra – sacrifichi la correttezza dell’informazione a spese del vero problema, che è la diffusione dell’HIV e la sofferenza di milioni di persone contagiate o a rischio.

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Il grande Butchlazy, tra gli intimi noto come “l’uomo che raddrizza le biro”, ha pubblicato un altro video musicale. La sua chitarra resofonica -ossia modificata per fornire una sorta di effetto benjo- è una fluida carezza


Nilo, un amico, pittore, praticante zen, espone i suoi quadri nella galleria E20 GAIA, in quel di Papiano, frazione di Marsciano, PG, Strada per Caprareccia 125. Colori accesi, toni forti, come forte è il sentire dell’artista. Qui sotto una delle opere: l’isola del sé

Tutti i buddisti sanno (e che lo sappiano si capisce dal fatto che se accenni l’argomento annuiscono con l’aria un po’ annoiata) che la corretta pratica quotidiana passa soprattutto attraverso il non modificare la realtà con le nostre immaginazioni e fantasie: ascoltare ciò che udiamo, guardare ciò che vediamo, senza aggiungere (o togliere nulla). Questo è (si sa) naishkramya, lasciar andare-non fabbricare, la pratica base di ogni buddismo. Dedichiamo il sottostante video a quei pochi che non lo sapevano


Quando ero bambino uno zio mi diceva spesso che “da grande” avrei dovuto fare il prete. La giustificazione che ogni volta portava a sostegno di quel consiglio era sempre la stessa: “È pur sempre meglio che lavorare…”. Mi son tornate alla mente quelle parole quando giorni addietro ho segnalato l’uscita de Fare il prete non è un mestiere. Una vocazione alla prova.

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Lasciare la casa, rinunciare ad una famiglia ed a tutte le responsabilità, le sofferenze, le gioie e le complicazioni che questo comporta è difficile. La vita da “soli”, che è più solitaria di quella del semplice single, specialmente attorniati da persone che sono circondate dai loro famigliari, ha dei momenti di sofferenza veramente acuta. Il rischio, sempre incombente per chi ha la responsabilità di una famiglia, di trovarsi a terra, magari senza neppure una casa, è una spina tremenda.
Ecco, da parte di dr, la recensione al libro sul mestiere del prete. Che non è solo un mestiere.

Per recensire queste interviste a sacerdoti di oggi, partirei da un’“intervista che non c’è”: quella a don Cesare, nostro parroco di famiglia su al paese. Quando si va a salutarlo, ti accoglie in una di quelle canoniche ciclopiche rispetto alle esigenze attuali. Ampie stanze dietro ampie stanze, mobili scuri e silenziosi,

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