dicembre 2008


da Retropensieri, Buddazot – Auguri 2009
buddazot-auguri-2009

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Qui trovate anche gli auguri di fine e inizio anno da parte di padre Luciano

Mesi addietro vi annunciammo l’apertura di una nuova pagina tematica, Libronline, nella quale pubblichiamo testi non più reperibili in libreria o altrove. Oggi la pagina si è arricchita di un nuovo scritto, che non è un libro ma è un documento raro e molto particolare: il discorso d’addio ad Antaiji di Kosho Uchiyama roshi.

Uchiyama and Sawaki, May 1957

Non penso proprio che il roshi si aspettasse che le sue parole di quel giorno comparissero qui, 33 anni più tardi. Nella foto che vedete qui a fianco sono rappresentati, a sinistra, Kosho Uchiyama e, a destra, Kodo Sawaki alla fine degli anni ’40.

Occhio per occhio ci renderà tutti ciechi.
Mahatma Gandhi

Louis, un amico blogger di quelli che trovano tutte le novità della Rete quasi prima ancora che siano on line, mi ha segnalato un piccolo video molto

reggel'oro

interessante, la storia delle religioni mondiali: non ho mai visto una storia di 5 mila anni così concentrata e completa. Il file è nel formato swf, particolarmente leggero e maneggevole anche per chi ha la connessione “lenta”. Per tornare a questa pagina potete dare il comando “indietro” al vostro browser.

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

recita una nota poesia di Ungaretti, intitolata Soldati, bosco di Courton luglio 1918. Il tema della fugacità della vita è al centro della nuova puntata de All’ombra del Partenone. Un’audace e azzeccato richiamo al Leopardi e la Grecia antica ci parla del dramma del tempo che sfila via mentre la vecchiaia annuncia la fine della vita. Una traduzione originale, sempre per la penna di CC.

Come le foglie
I doni di Afrodite.jpg

“Noi, quali le foglie che la stagione di primavera dai molti fiori genera non appena crescono ai raggi del sole, ad esse simili godiamo per il tempo di un cubito dei fiori di giovinezza, dagli dei non sapendo né il bene né il male; ma già ci stanno vicino le nere Parche, reggendo l’una il termine dell’odiosa vecchiaia, l’altra quello della morte: il frutto della giovinezza dura un attimo, quanto sulla terra si diffonde il sole. Ma quando il termine di questa stagione sarà passato oltre,

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Leggendo il numero 30 (ottobre 2008) della rivista Dharma, ho trovato un articolo particolarmente interessante, del birmano Sayagyi U Ba Khin. Stimolante per più di una ragione. Prima di tutto non è “farina” della famiglia detta del buddismo mahayana a cui -più o meno consapevolmente- aderiscono i frequentatori dei dojo zen italiani.

AngkorJungl0.JPG

Vi si usa un linguaggio molto diverso da quello cui siamo abituati. Sia nel lessico (molti i termini in pāli) sia nel tipo di logica: anche le finalità stesse del buddismo sono presentate da un’angolatura inusuale. Tutto questo, se vogliamo capire il senso profondo, ci costringe a leggere con attenzione, a consultare dizionari per capire il significato delle parole e poi indagare l’origine, il fondamento sul quale poggiano molte delle affermazioni che vi troviamo.

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Nella galleria degli intrusi collezionati da Cibì entrano due nuovi personaggi: una non-santa ed un artista, un incisore visionario e -come a volte accade ai visionari- anticipatore di un futuro che però, per noi, è già passato…

INTRUSO, FRATELLO MIO / 7

L’immagine questa volta è tratta dal volumetto Piccolo fiore, pubblicato nel 1962 dalla tipografia “La Rapida” di Fermo; a realizzare la xilografia è stato un non meglio identificabile “prof. Ugo D’Ambrosi di Fermo”. Che c’entra tutto questo con il tema dell’intruso? Procediamo con ordine…

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