novembre 2007


Piero, amico e compagno di strada, mi invia la lettera ricevuta dalla madre Claudia che, assieme al marito Mario, gestisce l’ospedale di Angal, in Uganda. È un diario di ordinaria tragedia, scritto con misura e attenzione umana. Ve lo offriamo senza commento.

Caro Piero,
anche questo periodo di nostra presenza ad Angal sta volgendo al termine. Abbiamo già fatto a te e agli Amici di Angal una breve relazione sulle attività dell’Ospedale, ora vorrei rendervi

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partecipi di altri avvenimenti, che riguardano più da vicino le persone, la vita del villaggio, la mentalità degli Alùr, il nostro rapporto con loro. Sono successe alcune cose che ci hanno profondamente turbati e che hanno reso questo periodo uno dei più pesanti per noi.

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Una scheda su un testo del quarto secolo arricchisce la pagina di Cultura cristiana della Bibliografia commentata.

Ilario di Poitiers, Commento al Salmo 118, Milano, Paoline, 2007.
Ci sono libri che insegnano di più con l’atmosfera che creano, che con le singole parole che contengono.

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È il caso di questo Commento al Salmo 118 di Ilario di Poitiers, scritto dal vescovo gallico dopo il 360 d.C.

I Padri della Chiesa non avevano l’ossessione di essere originali a ogni costo, e per questo riuscivano a esserlo in modo sottile. Anche Ilario in quest’opera raccoglie a piene mani dalla cultura classica e cristiana precedente, da Cicerone a Origene; quanto c’è di più valido è però il clima di spiritualità che accompagna la lettura. (altro…)

SAN DIEGO — Per un gruppo di docenti universitari che studiano teologia, il Flying Spaghetti Monster (di cui abbiamo avuto modo di parlare tempo fa) – icona “spirituale” di una nuova religione nata e cresciuta su Internet – è qualcosa di più di un piatto piccante di cultura pop.

Usano parole come “dispositivo didattico” per descrivere l’amato (ma ipercalorico) – dio del Pastafarianesimo. Dicono che il Flying Spaghetti Monster è avvolto in un “corpo ibrido intriso di umorismo popolare”, e che rivela un “movimento web alimentato da una teologia open source”, che mette a dura prova le convinzioni religiose.

Il Pastafarianesimo sta “chiaramente mettendo a confronto l’ordine col disordine, un tipo di attività religiosa cui spesso ci affacciamo”, ha detto l’autore di studi religiosi e professore David Chidester lunedì, durante una tavola rotonda sul sistema di credenze alla conferenza annuale di San Diego presso l’American Academy of Religion che ha attirato 9000 partecipanti.

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Sobrie parole per una divinità maschile fatta di due polpette di carne e di “appendici a forma di spaghetti” (il termine “noodly appendage” rende meglio, ndr). La Chiesa del Flying Spaghetti Monster è diventata molto popolare attraverso Internet. La “chiesa” vanta una lunga storia e “milioni, se non migliaia di devoti adoratori”, secondo il suo sito web. Un fenomeno entrato nella sfera pubblica dopo che l’auto-proclamato profeta Bobby Henderson, un fisico disoccupato di una ventina d’anni di Phoenix, ha chiesto nel 2005 che la religione ricevesse pari dignità e ore scolastiche di insegnamento nelle scuole del Kansas.

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Prosegue il lavoro di espansione di Wikipedia, la libera enciclopedia on line a cui tutti possono portare il loro contributo.

Questa volta è stata compilata la voce François Abert Viallet.

Ne siamo particolarmente lieti perché François,

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come amichevolmente si faceva chiamare, è stato per la Stella il vero punto d’inizio. Quando eravamo giovani -e un poco scapestrati- in quel di Torino ci prese sul serio, condusse la sua vita in modo che la nostra potesse essere a poco a poco trasformata dallo zazen. Trasformata al punto da trasferirci in Giappone, ad Antaiji e poi tutto quanto, sino ad oggi.

Lo schizzo che pubblichiamo è una caricatura di François, Soji Enku roshi, realizzata da un amico proprio in quei tempi.

Siamo lieti di annunciare che Martedì 20 novembre, la Facoltà di Sociologia de l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” conferirà a monsignor Gianfranco Ravasi la laurea ad honorem in

Università di Urbino

Antropologia ed Epistemologia delle Religioni.

Monsignor Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, terrà una lectio magistralis su “La Bibbia come grande codice della cultura occidentale”.
Due anni or sono la laurea in Antropologia ed Epistemologia delle Religioni è stata conferita a Raimon Panikkar.

Ecco la locandina.pdf

Per la prima volta gli scienzati hanno creato qualche decina di embrioni da primati adulti. Ma quali sono le implicazioni di questo impressionante passo avanti per il futuro dell’umanità ?

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Un grande passo avanti tecnologico ha permesso ad alcuni scienziati di clonare qualche decina di embrioni da una scimmia adulta, un macaco rhesus maschio di 10 anni, aprendo di fatto la possibilità di creare cloni umani utilizzando la stessa procedura.

Fin’ora i tentativi di clonare embrioni umani erano sempre stati ostacolati da problemi tecnici e dalle ben note controversie sull’eticità di questo tipo di ricerche. Ma le nuove tecniche promettono di rivoluzionare l’efficienza con cui gli scienzati potranno trasformare ovuli umani in embrioni. Gli autori di questo progresso hanno promesso di rivelare nel corso di questo mese maggiori dettagli sui loro progressi.

Questi scienziati mostreranno anche come sono stati in grado di estrarre cellule staminali da alcuni degli embrioni clonati a come sono riusciti a stimolare queste cellule embrionali a svilupparsi in laboratorio in cellule mature di cuore e in neuroni.

Gli scienzati che conoscono i dettagli di questa ricerca dicono che si tratta di una vera rivoluzione che tutti hanno atteso pazientemente poiché, fin’ora, c’era stato un certo crescente timore che alcune delle barriere tecnologiche potessero diventare ostacoli insuperabili per ottenere embrioni umani.

Questo sviluppo non è precisamente ben accetto in tutti gli ambienti. Gli oppositori della clonazione sosterranno che queste nuove tecniche di manipolazione di ovuli di primati porteranno ad un aumento del numero dei casi di creazione o distruzione di embrioni umani per motivi di ricerca.

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Per la penna di CR, ecco il consueto aggiornamento de All’ombra del Partenone.

Trattasi di Socrate, nel ramo occidentale della famiglia il parente più prossimo allo zen grazie a una qualche affinità con ambedue i genitori del rampollo sino-giapponese: buddismo e daoismo.

Socrate, chi era costui?

Il filosofo il cui nome è conosciuto anche fuori dall’ambito dei cultori del mondo greco, è il medesimo che da quello stesso mondo non ha voluto lasciarci nessuna testimonianza autografa della sua attività, dei suoi metodi, dei suoi propositi: infatti – lo ricaviamo dalle testimonianze -, certo che ognuno abbia in sé la verità e che possa conoscerla non dalle parole di altri ma solo indagandola in sé,

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