novembre 2006


Venerdì 8 dicembre giornata di ritiro:

Orario

Ore 8,00 arrivo
8,30 – 10,00 zazen
10,15 incontro con Jiso
11,30 lavoro
13,00 pranzo
14,30 incontro con p. Luciano
16,00 eucaristia
17,00 commiato

Sabato 9Domenica 10 dicembre:
ritiro cristiano condotto da p. Luciano (in sostituzione del primo fine settimana)

Venerdì 15Sabato 16Domenica 17 dicembre:
ritiro zen

Durante le festività natalizie e di fine/inizio anno, la comunità è lieta di accogliere chi volesse trascorrere un periodo di tempo nella casa di Galgagnano. Preghiamo pertanto chi fosse interessato di comunicarcelo tempestivamente, non oltre il 20 dicembre, in modo da poterci organizzare. La comunità è aperta all’accoglienza fino a domenica 24 dicembre e da giovedì 28 dicembre a lunedì 1° gennaio: è invece chiusa dal 25 al 27 dicembre compresi e successivamente da martedì 2 a martedì 9 gennaio. Non è previsto un programma particolare, se non quello di passare un po’ di tempo in piacevole compagnia.

LA STELLA DEL MATTINO Comunità buddista zen
Via Martiri della Gagnola 69, 26832 Galgagnano
tel. 0371-68461

La fiera delle vanità non chiude mai. Nell’ambito dell’immenso baraccone, segnalo una iniziativa della Biblioteca di Lodi di cui mi sono fatto complice: una serie di tre lezioni dal temerario titolo “Corso introduttivo di storia del pensiero buddista“. Chi fosse in zona e non avendo meglio da fare volesse verificare di persona che senso ha, se ce l’ha, un siffatto corso, è il benvenuto alla Sala San Paolo di Lodi nelle seguenti date: martedì 28 novembre, martedì 5 dicembre, martedì 12 dicembre. Due accattivanti caratteristiche ingentiliscono l’invito: la partecipazione è gradita e gratuita. Grazie dell’attenzione, un saluto cordiale

Jiso Forzani

Erezione involontaria mentre stava meditando: si evira

Da: http://qn.quotidiano.net/chan/esteri:5447776:/2006/11/24:

THAILANDIA, Bangkok, 22 novembre 2006. Monaco buddista ha un’erezione mentre medita: si evira. Ricoverato in ospedale, ha rifiutato l’intervento chirurgico per il reimpianto. L’evirazione effettuata con un colpo netto di coltello

Un monaco buddista thailandese, colto durante la meditazione da un’erezione involontaria, si è evirato con un colpo di coltellaccio. Ricoverato in un ospedale di Maharaj, circa 800 chilometri a sud di Bangkok, ha rifiutato l’intervento chirurgico per il reimpianto. «Ci siamo dovuti limitare a disinfettare e suturare la ferita, ma il paziente non ha voluto sapere dell’intervento chirurgico e ha ribadito la sua rinuncia agli impulsi del corpo», ha raccontato il direttore sanitario Prawing Euanontouch.

Su Radio Tana Libera Tutti la Non-Storia degli Indiani d’America
Volantino Non Storia

Su Radio Tana Libera Tutti, web radio che trovate su http://www.radiotlt.it/, lunedì 27 novembre, alle 11.05, alle 15.35 ed alle 20.35 va in onda la prima puntata della Non-Storia degli Indiani d’America. Interverranno Lance Henson, poeta cheyenne, e Tlahkuilo Arreola Zuniga, esperto di mitologia azteca. Durante la trasmissione un’intervista telefonica con il professor Luigi Alfieri, docente di Antropologia culturale e Antropologia delle religioni presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino.

Volantino PDF scaricabile qui.

Coordina David Monticelli

Del settimo sigillo e dintorni

I buddisti (“gente idola”, già diceva Marco Polo settecento anni or sono) spesso sostengono che il futuro non esiste poiché, al pari del passato, è solo immaginato. E quando si presenta lo può fare solo in quanto presente; quindi lui, il futuro, è comunque estraneo, non ha permesso di soggiorno nella realtà agìta e vissuta; quella vera, fatta di sudore e di fatica. Ora, se ci fate caso, per dire tutte queste belle cose, dobbiamo essere vivi: non ho mai visto né sentito di nessuno che, non vivo, ossia già bello che morto, andasse sproloquiando di futuri e di presenti. Per cui noi (io che scrivo, voi che mi leggete) dobbiamo essere vivi. Io nel momento in cui scrivo, voi nel momento in cui leggete. Se ora (ciascuno nel suo ora) siamo vivi, è normale dare per scontato che moriremo. Oddìo l’ho detto; ma solo così, per dire: non è cambiato nulla, niente di diverso da come era già.

Nere le foglie, foto di Lu

E questo, ossia che moriremo, è altrettanto sicuro quanto il fatto che siamo vivi. Infatti è proprio la condizione di “vivi” che ci concede il lusso di sapere con certezza che moriremo: uno degli assiomi più tranquilli da sempre è: chi vive morirà. Però sino a che siamo vivi non possiamo essere contemporaneamente morti. Altrimenti sarebbe, quantomeno, un pasticcio; non si saprebbe più che senso hanno le parole e patapìn e patapàn… Perciò proprio nel dire “siamo vivi!” escludiamo che siamo morti, che è già un bel sollievo. E questo, cioè “siamo vivi”, lo possiamo dire in qualsiasi momento: purché sia un presente (tralasciamo le registrazioni audio ascoltate dopo la dipartita dell’autore e simili…). Questo vuol dire che se nel presente ci siamo noi non ci può essere morte: se ci fosse non potremmo dire “siamo vivi”. Ora, se la morte è sicura e contemporaneamente non può essere del presente, può essere solo del passato o del futuro. Scartiamo il passato perché non siamo in un film di fantascienza. Allora, se la morte può essere solo del tempo futuro e noi siamo sicuri della morte, è la morte che ci garantisce la certezza dell’esistenza del futuro. Perciò è proprio grazie alla morte che possiamo fare progetti e sposarci e tutta la manfrina, perché sino a che non siamo morti siamo sicuri di avere un futuro: tutto il tempo che ci separa dalla morte. Ovvero, il nostro tempo-vita più “ricco” (è ancora vergine, vuoto: può portarci la fortuna la felicità la salvezza dai buddisti, qualsiasi cosa) lo abbiamo e lo avremo grazie alla morte. Ossia grazie al fatto che la Nera Signora non c’è. Se ci fosse: addio futuro. E anche addio presente. Ma nella realtà di quel caso il problema non si pone; infatti nel momento in cui c’è morte non ci siamo più noi, e penso si possa supporre che in nostra radicale assenza, l’accadere di qualsiasi cosa, anche lo spadroneggiare della Nera Signora, non ci disturberebbe affatto.

mym

SENZA TITOLO
(ora che sei perdonato, chi sei?)
Continui a fabbricare mondi con la mente
Ti sei già condannato, assolto.
Sbatti la testa su pareti d’aria
E sanguini gocce immaginarie,
Colpisci con la tua spada di vento
e uccidi
affondandola in una voragine di vuoto.

S.C.

24 11 2006 h.12,40
(Marco inizia oggi una esperienza difficile)

Le Edizioni Paoline hanno appena ri-pubblicato uno dei testi più preziosi della spiritualità antica, gli “Stromati” di Clemente di Alessandria, scritti agli inzi del III secolo d.C. La nuova edizione è arricchita da una bibliografia aggiornata, da un’introduzione a cura del massimo esperto attuale sul tema, e da 4 Indici (biblico, dei nomi antichi, dei nomi moderni, analitico).

Eccoci qua

Clemente, personaggio poco noto ma che fu addirittura il maestro di Origene, è una delle menti più ampie e più ecumeniche della teologia. Tra l’altro, più volte negli Stromati compaiono riferimenti ai buddisti, anzi si trova anche esplicitamente citato il nome “Budda”, cosa rarissima nella storia del cristianesimo antico; e sempre con apprezzamento del loro stile di vita monastico.

Dario Rivarossa

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