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Milano 4 agosto 2008

lettera agli amici di pratica Vangelo e Zen

l’associazione “Vangelo e Zen”
e il centro di Desio

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Inizio questa lettera augurando a tutti un periodo di riposo fisico e spirituale, mentre il sole infuoca questa nostra dimora. Il testo che segue è piuttosto lungo – per cui chiedo scusa – tuttavia importante.

E’ un dovere da parte mia comunicare a chi condivide il cammino Vangelo e Zen le novità che hanno preso forma in questi mesi. Suddivido questa comunicazione in 4 punti:

  1. la prima testimonianza Vangelo e Zen
  2. la “Stella del mattino”. Galgagnano: il suo passato e il suo nuovo volto
  3. la prossima apertura del centro di interculturalità e interspiritualità Vangelo e Zen in Desio
  4. la nascita ufficiale dell’associazione “Vangelo e Zen”

Già più volte vi ho fatto cenno della trasformazione in corso, ma non ho potuto darvi un resoconto chiaro, perché anch’io ero nell’atteggiamento di chi osserva per comprendere ciò che sta avvenendo. Ora, una certa chiarezza è stata ottenuta e le cose stanno prendendo una forma definita, per cui mi è possibile e gradito inviarvi questa comunicazione.

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  • All’inizio di luglio è in programma un ritiro Vangelo e Zen a Galgagnano, di cui è coordinatore Marco, cellulare: 333.8756401. Non è ancora pronto il programma dettagliato, tuttavia sarà una bella occasione anche per lasciar cadere qualche goccia di sudore nell’orto che, si prevede, sarà finalmente baciato dal sole. L’invito è rivolto a tutti, anche a chi abita fuori Milano
  • La settimana 13-20 luglio sarà dedicata al riordino della villa di Desio che dall’autunno diventerà scuola di interculturalità e di ricerca spirituale nel dialogo. Si attendono volontari. Per informazioni telefonare a p. Luciano.
  • Segnaliamo un bell’articolo pubblicato su Missione Oggi, il mensile del missionari Saveriani, dal titolo “Vangelo e Zen dietro il Duomo di Milano“. Lo si può leggere anche online nel sito della rivista.

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L’arcidiocesi di Milano promuove in tutti i modi l’incontro tra i cattolici locali e i gruppi etnici immigrati. Una iniziativa è la seguente: che i gruppi etnici vadano nelle parrocchie, condividano la celebrazione della messa (canti in italiano e lingua degli immigrati ecc.) e dopo la messa condividano la fraternità. Il piccolo gruppo dei cattolici giapponesi il 25 maggio è andato alla basilica di Sant’Ambrogio e ha condiviso la santa messa con circa 500 studenti dell’Università Cattolica e altri del posto (l’omelia è stata interamente trascritta qui). Ha presieduto p. Luciano e i canti furono nelle due lingue. Dopo la comunione Mikari ha suonato l’arpa e prima della fine della messa Kyoichi, un giovane bonzo che studia canto a Milano, ha intonato il sutra davanti all’altare. Dopo la messa, esposizione di origami, canti folcloristici giapponesi e tè giapponese.

Qui a seguire il foglio che fu distribuito ai presenti per presentare la Cappellania giapponese.

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  • Nei giorni 16 e 17 maggio, venerdì sera e sabato, in una casa colonica sui Colli Berici (Vicenza) di proprietà dei genitori di Piero Marsiaj, il gruppo del Veneto ha praticato un ritiro di zazen e vangelo. La vista e il silenzio del posto sono eccellenti. Ed eccellente fu per tutti l’esperienza dell’immersione nella semplicità della natura. Una pioggerellina ha reso il gruppo immune dalla tentazione di restare incantati del posto e ha favorito la meditazione e la preghiera. Ancora più dei ritiri solenni organizzati su larga scala e in ambienti costosi dove il ritirante deve solo passivamente ricevere, il ritiro in un ambiente come quello dei Colli Berici è più vero e fruttuoso. Il trascorrere alcuni giorni in un ambiente dove c’è tutto a condizione che ciascuno faccia tutta la sua parte, adoperi tutta la sua attenzione, lo stesso condividere la casa è già ritiro. Un bel grazie a Piero; meglio, ai suoi nobilissimi genitori che operano in un ospedale in Uganda. Chi non avesse deciso a chi devolvere il 5X1000, può darlo a “Associazione amici di Angal – Onlus”- CF: 93143850233. Per informazioni info@amicidiangal.org

  • Nei giorni 9-12 maggio (venerdì – domenica) a Camaldoli si è tenuta la prima tregiorni del corso sul Buddismo. Partecipanti alcune centinaia. padre Luciano ha tenuto le prime tre relazioni, Yushin Marassi le altre tre. Disponibili i CDR. Un allegro episodio avvenne sull’Intercity per Roma la domenica pomeriggio, finito il convegno. Diretto a Roma p. Luciano se ne sta seduto leggendo. Salgono due signore piuttosto anziane che reclamano il posto con tanto di biglietto di riserva proprio di quel posto. p. Luciano lo cede e aiuta le signore a collocare le valige. Inizia il discorso: le due signore parlano del convegno di Camaldoli e p. Luciano, facendo lo gnorri, chiede e ascolta commenti, apprezzamenti e altro sui relatori. Grazie alla loro vista non più di lince, il gioco è andato avanti a lungo. E’ bello ogni tanto sentire parlare di sé, senza che chi parla sappia che sta parlando di chi ascolta.

  • Giovedì 1 maggio, il telefono strilla. Ascolto: “Tommaso sta lasciandoci”. Mi affretto alla volta della loro casa nel verde della sponda milanese dell’Adda. Tommaso, che tutti chiamano Tomy, giace su un divano con papà a sinistra e mamma a destra per sostenerlo. Coricato non potrebbe più respirare. Il volto bianchissimo e gli occhi socchiusi. Non ha ancora compiuto 4 anni e da un anno e mezzo è stato colpito da leucemia. Mesi di preparazione al trapianto, mesi di cure dopo il trapianto, ma la guarigione non lo baciò. Tuttavia Tomy amava giocare, soprattutto con dei giocattoli di trattori, gru, bulldozer ecc, perché Marco, il suo papà, è autista di camion. Non ha mai emesso un lamento.

  • In marzo la mamma ha chiesto il battesimo per Tomi. L’ho preparato parlandogli della goccia d’acqua: che fa tanti lavori, dal dissetare, al lavare ecc. ecc.. La goccia non sta mai ferma, scorre sempre! Anche noi siamo una goccia che viene da Dio e scorre. Giunge il momento di andare nella terra, purificarsi e sgorgare ancora limpida e fresca. Al battesimo versai l’acqua sul suo capo e continuai il rito. Ma Tommaso mi richiamò: “Mettimi ancora dell’acqua, perché in quest’occhio non è arrivata”. Versai ancora dell’acqua. Gli abbiamo dato come nome di battesimo “Agnello di Dio”. Forse la leucemia è arrivata addosso a Tommaso dall’inquinamento del progresso degli adulti e, come l’agnello cristico, Tommaso toglie il peccato del mondo.

  • 3 maggio, sabato. Al funerale di Tommaso la chiesa di Groppello, Cassano d’Adda, era stracolma. Alla fine Sonia, la mamma di Tommaso, ha preso il microfono, ha ringraziato e ha raccontato che molte persone le sono state vicine quando Tomy era ricoverato al San Gerardo di Monza. Quindi invitò i presenti a lasciare, come fiore in onore di Tomy, un offerta per sostenere le tante mamme che hanno bambini leucemici. Nel dolore era cresciuta in lei la capacità di partecipare del dolore degli altri. La piccola bara bianca fu calata nella terra e noi tutti abbiamo gettato una manciata di terriccio.

Tanti saluti p. Luciano

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