Generali


In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

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In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

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Milano 4 agosto 2008

lettera agli amici di pratica Vangelo e Zen

l’associazione “Vangelo e Zen”
e il centro di Desio

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Inizio questa lettera augurando a tutti un periodo di riposo fisico e spirituale, mentre il sole infuoca questa nostra dimora. Il testo che segue è piuttosto lungo – per cui chiedo scusa – tuttavia importante.

E’ un dovere da parte mia comunicare a chi condivide il cammino Vangelo e Zen le novità che hanno preso forma in questi mesi. Suddivido questa comunicazione in 4 punti:

  1. la prima testimonianza Vangelo e Zen
  2. la “Stella del mattino”. Galgagnano: il suo passato e il suo nuovo volto
  3. la prossima apertura del centro di interculturalità e interspiritualità Vangelo e Zen in Desio
  4. la nascita ufficiale dell’associazione “Vangelo e Zen”

Già più volte vi ho fatto cenno della trasformazione in corso, ma non ho potuto darvi un resoconto chiaro, perché anch’io ero nell’atteggiamento di chi osserva per comprendere ciò che sta avvenendo. Ora, una certa chiarezza è stata ottenuta e le cose stanno prendendo una forma definita, per cui mi è possibile e gradito inviarvi questa comunicazione.

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Pierluigi (Pigi) ed Elisa ci mandano una foto di Lucia che compie un anno…

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

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Sabato 7 giugno:
terminato il ritiro di Padova, sto attendendo il treno per Milano e, seduto sulla panchina, gusto il panino saporito che Maria, coordinatrice del ritiro, mi ha preparato. Tra i binari due passerotti salterellano in cerca di qualcosa. Uno vola ancora in modo incerto sbattendo le ali. Stacco un bocconcino di pane e glielo getto. Lo becca, ma non riesce a ingoiarlo perché troppo grosso per lui. Nemmeno riesce a rigurgitarlo. Arriva il passerotto robusto e glielo porta via dal becco. “Animalaccio prepotente! La solita legge del più forte che regna nel mondo animale!” Dalla cattedra della mia coscienza umana lo redarguisco e lo commisero. Nel mentre il passero ladro pone il boccone di pane per terra e col becco lo divide in tre pezzettini che poi mette nel becco del passero piccolo uno dopo l’altro. Commosso, non potei altro che chinare il capo. Era il passero madre che stava insegnano al suo piccolo a volare. Gettai un altro bocconcino di pane stavolta al passero madre e anche questa volta, volando, lo portò al piccolo. Ne gettai un altro e solo allora il passero madre se lo mangiò, dopo che il suo piccolo aveva mangiato a sazietà. Grazie!

Tanti saluti, p. Luciano

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