mer, 12 mag 2010
Caro don Tonino, ho nostalgia di te
di Nichi Vendola
Caro don Tonino, faccio sempre il gioco di provare a guardare il mondo mettendomi dal punto di vista delle tue parole, inseguendo il tuo sguardo, inerpicandomi sulle vette delle tue domande rivolte al gregge ma anche ai pastori, smarrendomi lungo le latitudini sconfinate del tuo pensiero di Dio: del Dio che danza sulle gambe dei poveri, che si fa compagno piuttosto che giudice della storia umana, che carezza i perdenti e annuncia la novella di una resurrezione dalla morte, che stringe un nodo potente tra il divino e l’umano, tra il tempo e l’eternità.
Ma penso che i tuoi occhi, a poter vedere in rapida sequenza il film di questi anni cupi che ci separano dalla tua scomparsa, sarebbero abbagliati dalla luce sporca dello scandalo.
Siamo in un punto buio della notte, ci siamo pure persi la sentinella biblica a cui chiedere notizie sull’arrivo di una agognata alba, forse ci siamo abituati alle luci artificiali e il tempo dell’attesa (dell’Avvento) si è come impigliato in un orologio da supermarket: una immensa nube tossica di oblio, di indolente distrazione, di colpevoli amnesie, assedia il nostro presente. Se non conosci il passato, il suo ritmo e la sua fatica, rischi di non imparare il confine tra il bene e il male, rischi di non imparare l’arte difficile del discernimento.


volantino con il calendario aggiornato



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