Incontri / Ritiri


Il comune di Monza organizza una serie di incontri al TEATRO VILLORESI dal titolo

“Sentieri per l’infinito”

itinerari a confronto e dialoghi sull’identità spirituale

Il primo incontro lunedì 12 aprile: i Sensi nella Bibbia, con Marinella Perroni, Brunetto Salvarani.

  • ore 20.40 Preludio musicale dell’Ensemble Sangineto
  • ore 21.00 Inizio incontri

coordinatore: padre Davide Brasca, barnabita
A ogni incontro, istantanee (fotografiche) tematiche di Ludovico Maria Gilberti
Ingresso libero

Qui il programma del ciclo di incontri.

padova

Lunedì 15 febbraio ore 17.30 – 20.30

incontro con p.Luciano Mazzocchi presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova

  • Pratica dello zazen
  • Riflessione sul Vangelo
  • Eucaristia

Portare il vangelo e il necessario per lo zazen

(cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini)

Un saluto a tutti, Giuliano e Maria

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villa Vangelo e Zen

programma settimanale

Lo Zen è purezza, il Vangelo è amore. La meditazione secondo lo Zen (Zazen) e l’ascolto del Vangelo educano a vivere i momenti felici e diffcili della vita così come sono, senza fuggire altrove, in semplicità e con amore.

La villa Vangelo e Zen offre a tutti, anche ai principianti, alcuni momenti di meditazione (Zazen) e di ascolto del Vangelo. Anche tu puoi partecipare. Sei la/il ben venuta/o.

E’ disponibile da scaricare in formato PDF

padova

Lunedì 17 gennaio ore 17.30 – 20.30

incontro con p.Luciano Mazzocchi presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova

  • Pratica dello zazen
  • Riflessione sul Vangelo
  • Eucaristia

Portare il vangelo e il necessario per lo zazen

(cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini)

Un saluto a tutti, Giuliano e Maria

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padova

Lunedì 14 dicembre ore 17.30 – 20.30

incontro guidato da Giuliano Burbello presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova

  • Introduzione e pratica dello zazen
  • Lettura del Vangelo
  • Studio di un testo religioso della tradizione buddhista

Portare il vangelo e il necessario per lo zazen

(cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini)

Un saluto a tutti, Giuliano e Maria

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lettera

Vangelo e Zen

22 Novembre

Vangelo secondo Marco 1,1-8

Una espressione del vangelo di questa domenica mi risuona molto attuale. Eccola: “Voce di uno che grida nel deserto …”. A pronunciarla fu il profeta Isaia alcuni secoli prima di Gesù. Forse il profeta intendeva proprio il deserto fisico, quello che circonda la Palestina; tuttavia l’espressione è pregna di un senso che va ben oltre la geografia. Dice la sensazione che prova un uomo quando ha esaurito le sue energie per cambiare una situazione caotica e ingiusta, ma deve arrendersi allo scorrere inesorabile delle cose che non cambiano. Vuole gridare, ma la voce gli si mozza in gola perché attorno tutto resta indifferente. Rimane un senso pesante di impotenza e inefficacia. Non è detto che chi grida abbia tutta la ragione dalla sua parte. Può essere il contrario, ma è l’indifferenza e l’immobilità che snerva. L’appello della FAO di qualche giorno fa per l’enorme problema della fame fu voce che grida nel deserto. Questo breve vangelo vuole incoraggiare le grida mozzate di tanti settori dell’umanità, preziose e feconde mentre appaiono inutili e sconfitte in partenza. Sono la brace sotto la cenere che conserva il seme del calore e della luce, mentre attorno è freddo e buio.

(continua…)

lettera

Vangelo e Zen

1 Novembre

Vangelo secondo Luca 14, 1a.15-24

LNelle chiese cattoliche del mondo il 1 novembre è la Festa dei Santi, anche se cade in domenica; invece a Milano la domenica di turno ha la precedenza sulla festa. Il Vangelo che questa domenica ci regala è la parabola degli invitati al banchetto offerto da un signore che nella parabola indica Dio. Il banchetto è il simbolo della festa dell’esistenza compresa come comunione. Gli invitati di riguardo rifiutano l’invito, perché impegnati nei loro affari: chi ha comperato un campo e chi 5 paia di buoi, chi ha appena preso moglie. Comunque, tutti sono impegnati nelle loro cose e vicende. Per questi la vera natura della vita è gli affari privati e individuali. Il banchetto della comunione viene dopo: è solo un accessorio alla vita che rimane fondamentalmente affare privato. La ricchezza e gli onori del loro rango hanno spento o soffocato il gusto di stare assieme agli altri, se non c’è nulla da guadagnare.

Allora quel signore, Dio, dà ordine di chiamare al banchetto “poveri, storpi, cechi e zoppi” e, siccome la sala non è ancora piena, dice ai servi di uscire “lungo le strade e le siepi” e spingere ad entrare chiunque incontrassero. Lungo le strade e le siepi, allora come adesso, non si trovavano persone così per bene! Secondo Matteo, Gesù iniziò la predicazione del Vangelo gridando: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”. I poveri sono quelli che accettano l’invito ed entrano alla festa. Per fare festa bisogna sperimentare la povertà: sperimentare la fame per gustare il cibo, la sete per brindare con allegria, il peccato per gioire all’incontro con la grazia. Per Gesù, l’accumulo delle ricchezze che ruba all’uomo l’esperienza di aver bisogno dell’altro e gonfia di presunta autosufficienza è maledizione. “Guai a voi ricchi perché siete sazi” (Luca 6,24-25).

(continua…)

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