Per chi si fosse perso il nostro presepio bonsai questo Natale un nostro amico ci ha portato delle foto che pubblichiamo.
marzo 2009
lun, 30 mar 2009
sab, 28 mar 2009
29 marzo 2009 – V domenica di Quaresima – (Gv. 12,20-33)
Scritto da Pierinux in Vangelo della settimanaNessun Commento
Per questo sono giunto a quest’ora
Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: «È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!». La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.
ven, 27 mar 2009
lettera
Vangelo e Zen
Vangelo secondo Giovanni 11, 1-53
29 marzo 2009
Giacchino da Fiore afferma che il valore dei testi sacri non è la scrittura, ma l’interpretazione della stessa. In altre parole, che vale conoscere la lettera di una scrittura se non si sa filtrare il senso che contiene? Il lungo racconto della risurrezione di Lazzaro, il Vangelo di questa domenica, ci sfida proprio circa questa capacità interpretativa. Infatti, è questo un brano piuttosto lungo e pesante; e non vi appare dove vuole condurre. Subito viene da interpretare che Gesù ha la facoltà divina di far risorgere un amico morto; ma non si capisce come ciò sia Vangelo, ossia lieta notizia per ogni uomo. In particolare per quelle giovani madri da me conosciute, che volevano ancora vivere qualche anno per finire il dovere di allattare i bambini, ma il tumore inesorabilmente le ha falciate via. Un piacere fatto ad un amico perché amico, nel caso Lazzaro, e negato a quelle mamme, o ai bambini affetti da leucemia, sa di qualcosa ben lontano dal Vangelo. Giovanni che dedica tutto il capitolo 11 del suo Vangelo alla risurrezione di Lazzaro, nel capitolo 12 afferma parole che scendono nel cuore come balsamo che allieta il destino di morire. “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna” (Gv 12,24-25). Come mai Gesù, che davanti alla sua morte ha esclamato: “E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’Uomo”, ha fatto risorgere il suo amico Lazzaro, destinato a morire una seconda volta? Come interpretare questo Vangelo?
mer, 25 mar 2009
A Desio, l’Associazione Vangelo e Zen ha ormai aperto le attività culturali. Questo il volantino/invito.
Cristo e Buddha, nel loro ordine così differente, sono grandi amici dell’uomo, anche di te: Buddha è risveglio al flusso originario, nel silenzio Cristo è redenzione all’amore eterno, nel perdono. Vieni anche tu ad ascoltare il Vangelo di Cristo posando nel silenzio del Buddha, all’ombra di alberi secolari, presso la Villa Vangelo e Zen di Desio. Con altri fratelli e sorelle di cammino puoi condividere i valori più preziosi, tramandati in Occidente e in Oriente. Accompagna il cammino padre Luciano Mazzocchi, missionario saveriano, cappellano della comunità cattolica giapponese di Milano.
mar, 24 mar 2009
Una cara amica della Stella del Mattino, Luna, ci spedisce questo volantino che volentieri pubblichiamo.
DANZA POETICA(tm) Seminario
Domenica 5 Aprile 2009
h. 9,30 – 17,30
Presso la sala prove dell’Associazione Danzare Lunare
Cascina Corte Amata, Via S. Giuliano 10 Suisio (Bg)
Insegnante Luna Pizzo
Danza poetica(tm) è una danza esperienziale volta a riscoprire la dimensione poetica del corpo e di qualunque corpo a prescindere dalle impostazioni precedenti e presenti e applicata a tutti i generi musicali ( musica contemporanea, jazz, blues, classica, pop, etnica…); la danza è costante ricerca di sé e della realtà, in danza poetica(tm) ciò avviene in armonia con le leggi della natura e dell’ organicità del movimento. Il lavoro è finalizzato alla pedagogia teatrale, per una creazione attinente al mondo che ci circonda.
Possono partecipare al seminario tutte quelle persone che decidono di intraprendere la strada della ricerca e della espressione corporea per un miglioramento di sé e della propria percezione ma anche professionisti ed artisti alla ricerca di nuovi strumenti di creazione.
sab, 21 mar 2009
22 marzo 2009 – IV domenica di Quaresima – (Gv. 3,14-21)
Scritto da Padre Luciano in Vangelo della settimanaNessun Commento
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.
ven, 20 mar 2009
lettera
Vangelo e Zen
Vangelo secondo Giovanni 11, 1-38
22 marzo 2009
Il lungo racconto evangelico che si legge questa domenica può essere intitolato: la parabola della luce. In un giorno di sabato, Gesù si imbatte in un cieco dalla nascita e lo guarisce attraverso due gesti: spalmando del fango sui suoi occhi e poi lavandolo via. Subito ci accorgiamo che l’episodio è fortemente simbolico: il fango indica ciò che impedisce all’occhio di vedere, e l’acqua toglie quell’impedimento e permette di vedere ancora.
Nella parabola la cecità del cieco nato funge solo da occasione per trattare della cecità più grave che è quella della mente, e della cecità gravissima che è quella del cuore. La cecità della mente condiziona gli apostoli che di fronte al cieco nato tirano fuori il pensiero mediocre e viziato di cui si pasceva tanta gente e, senza riflettere, ripete le frasi in voga. Queste non costano nulla mentre garantiscono il quieto vivere, riducendo l’uomo a ripetitore di ciò che tutti, senza riflettere, dicono. “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”. Fatture, malocchio, oroscopo, karma e via di seguito: intrappolare la domanda nel tunnel buio da cui non può ritornare alcuna risposta dà garanzia di quiete. Esime, infatti, dallo stare di fronte alla risposta che, non si sa mai, potrebbe dar fastidio.


Qui il volantino



The Morning Star
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