dicembre 2007


A Milano presso la Chiesetta in Piazza Duomo 18 (dietro al Duomo) è ancora aperta fino al 5 Gennaio la mostra di origami organizzata dalle famiglie della Cappellania Giapponese. Dopo il 5/1 il presepio/mostra verrà trasferito presso la Stella del Mattino in via Pattari. In questo caso contattatemi allo 02-80582267 per concordare una visita. p.Luciano

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L’origami, letteralmente: piegare la carta, è un’arte tradizionale del Giappone, oggi diffusa anche in Italia. Per la sua lievità e policromia, descrive in modo semplice la condizione umana di fronte al mistero della grazia divina. I bambini ne restano incantati! Guidati da una delle giovani artiste, i bambini possono comporre un’origami semplice e portarselo a casa.

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio. Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: “Sarà chiamato Nazareno”.

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«In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.»

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Presepio di Origami

Carissimi,

a ciascuno di Voi l’augurio di un santo Natale, in particolare a chi in casa ha bambini, i veri attori della bella festa natalizia.

Il Natale, nella forma pura delle origini, è la festa della semplicità e della gratuità. Nei nostri giorni la gratuità è esiliata dal modo comune di pensare. Ex re che chiedono centinaia di milioni di euro perché esiliati, alti ufficiali che reclamano altri milioni di euro per la ferita al loro onore offeso, così pure ad ogni errore commesso in sala operatorio… quasi il denaro avesse la magica facoltà di mettere a posto le conseguenze dei nostri comportamenti. Il denaro ci sostituisce e così non cambia nulla. Così il Natale è fiacco, senza il vagito della novità.

Anche nelle religione la gratuità è in esilio. Si dialoga, ma a condizione di non mollare le proprie sicurezze. Se nel Buddismo si riconosce un identico valore che è nel Cristianesimo, il cristiano non si sente apposto se non interpreta che, per troppa bontà di Dio, il buddista ha un valore che però è cristiano. Così hanno pensato tanti cristiani vedendo in televisione la processione dei monaci birmani. D’altra parte se un cristiano afferma che anche nel Cristianesimo c’è la stessa posizione dello Zazen, il buddista senz’altro deve ribattere che ci sarà una somiglianza, ma lo Zen è un’altra cosa, è intoccabile. Le religioni spesso ostacolano la cultura della gratuità, presumendo di essere più grandi dell’uomo. Al punto che se un messaggio è scritto nella Bibbia o in un Sutra ha grande importanza; ma se lo stesso insegnamento è detto da un passante qualsiasi non merita attenzione. Eppure la verità non è resa vera dai titoli, ma semplicemente è vera. E’ gratuita.

Gesù non è nato nel tempio, ma in una capanna, proprietà di uno sconosciuto, o forse di nessuno. Tutto era così gratuito! La grande maestra alla gratuità è la natura. Il Papa ha celebrato la speranza nella sua enciclica. La gratuità è la radice della speranza.

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In allegato l’invito al nostro Natale col presepio in origami e la foto del presepio casalingo in origami di una giapponese, madre di tre bimbi, che vive in Milano. Ovviamente, auguri pure di un nuovo anno, madido di speranza radicata nella gartuità.

p. Luciano Mazzocchi missionario saveriano

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Caro Padre Mazzocchi,

ricevo la tua lettera mentre sono qui’ in Afghanistan nella valle del Panjshir, una valle poverissima ma dignitosa ed in cui la gente vive ancora come 100 anni fa. I villaggi sono di terra e la gente va sugli asinelli come ai tempi di Gesu’. Potrebbe essere anche nato qui’. Grazie degli auguri. Mi sono molto piaciuti e mi sono permesso anche di mandarli ad alcuni miei amici. Anche se non ci vediamo spesso, mi sento legato a te ed ai tuoi scritti. Ho portato con me il vangelo sec.Giovanni commentato da te e mi e’ di grande aiuto. Grazie ancora. Io staro’ qui’ fino a fine febbraio, lavorando in un ospedale di Emergency. Cerchero’ di incontrarti dopo il mio ritorno quando verrai a Parma. Per adesso contraccambio gli auguri a te ed a tutta la tua comunita’ di persone che trovano in te un grande aiuto.

Un abbraccio.

Sandro Contini

  • Franz Jägerstätter, martire della libertà di coscienza contro il nazismo. E’ stato beatificato per la sua testimoniaza di fede fino al sacrificio

Franz Jägerstätter

Franz Jägerstätter nasce il 20 maggio 1907 in un paesino St.Radegung, nell’Alta Austria a pochi chilometri dal confine con la Baviera. Può essere definito come un “resistente” al nazismo, un semplice contadino che rappresenta uno dei pochissimi testimoni che in terra tedesca, abbia osato opporsi al regime hitleriano. La sua è una storia non “etichettabile”, vissuta in totale solitudine, del tutto staccata da qualsiasi movimento di opposizione interna al nazismo. Rifiutò ogni collaborazione con il nazionalsocialismo dopo l’annessione del suo Paese alla Germania (1938). Chiamato alle armi nel 1943, in pieno conflitto mondiale, dichiarò che come cristiano non poteva servire l’ideologia hitleriana e combattere una guerra ingiusta.

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In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

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