febbraio 2007


Nel deserto, condotto dallo Spirito

«Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano; e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.»

(continua…)

Agli amici de La Stella del Mattino ricordo l’appuntamento del ritiro mensile.

p. Luciano sarà con noi sabato, da mezzogiorno alle 17 e poi dalle 20

Programma di massima

  • sabato 3 marzo: - mattina: zazen, lodi, lavoro,
    - pomeriggio: studio del Vangelo con il commento di p. Luciano - sera, dopo cena: momento di condivisione

  • domenica 4 marzo: - mattina, zazen, lodi, messa celebrata a Muzzano alle 8.45

l’incontro si concluderà come di consueto con il pranzo a fine mattinata

Segnalare la propria adesione a Marco: 333-8756401 Luca: 328-5842130

confermare la presenza a Licia a Galgagnano: 0371 168461 a presto! luca

Carissimi amici di Roma e d’intorni, come state? A chi abita fra le mure della città l’augurio di avere l’occasione di uscire verso le colline e gustarsi il tripudio di fiori che quest’anno è scoppiato in anticipo.

Roma
Allora ci diamo l’appuntamento numerosi al breve ritiro di domenica 25 febbraio, presso la chiesa di Santa Lucia al Gonfalone in Via Dei Banchi Vecchi 12, dalle ore 18.00 alle 21.00. Il programma contempla:

  • una breve introduzione,
  • due sedute di zazen,
  • l’ascolto del Vangelo e
  • l’eucaristia, nonché il saluto reciproco!

Benvenuto anche agli amici che potete compagnare. Il ritiro è breve e alla portata anche di chi viene per la prima volta. A presto e a tutti un caro saluto.

p. Luciano

L’arcivescovo di Milano pochi mesi fa scrisse: molte persone, anche cristiane non scelgono il matrimonio”. Toni lontani dallo stile aggressivo di Ruini

da Repubblica.it

“Vicini anche a chi convive”
la terza via di Tettamanzi

di MARCO POLITI

Il Cardinale Tettamanzi
Il cardinale Dionigi Tettamanzi sta cercando la sua via. Lontana dalla chiamata alle armi degli intransigenti ruiniani. Non piace all’arcivescovo di Milano lo stile aggressivo imboccato dal presidente della Cei e meno che mai l’idea di una forzatura nei confronti dei deputati cattolici. Milano, poi, ha sempre rappresentato – dai tempi del cardinale Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI – un centro di quel cattolicesimo democratico, che coniuga l’intensità della fede con il rispetto della laicità dello Stato. Più che ai Dico il porporato ritiene vada dedicata attenzione e cura alla situazione concreta di quanti, giovani e non giovani, hanno scelto la via della convivenza.

Un primo segnale concreto è costituito dall’impostazione molto misurata con cui si muovono la radio e i settimanali diocesani. Non ci sono parole d’ordine, non ci sono appelli alla mobilitazione o toni allarmisti. L’indicazione è di seguire con calma gli eventi e ascoltare ciò che dice la gente. Per stamani Tettamanzi ha convocato il Consiglio pastorale, “parlamentino” che comprende una rappresentanza del clero e dei laici impegnati nella diocesi. All’ordine del giorno: “suggerimenti” al programma triennale dedicato proprio alla pastorale della famiglia. Si parlerà di tutto. Di crisi familiare, Dico, proposte di legge e situazioni concrete.

L’arcivescovo arriverà probabilmente con una sua traccia, ma i concetti basilari li ha già esposti pochi mesi fa in un suo testo. Si chiama “L’amore di Dio in mezzo a noi” e parla chiaro. “Un numero sempre crescente di persone, pur provenendo dalle comunità cristiane, non sceglie l’istituzione del matrimonio per vivere il proprio amore”, è scritto. Per i motivi più diversi: paure, fallimenti, incertezza sul futuro. “Scelgono o il semplice matrimonio civile o la convivenza come espressione del loro amore”. Che fare in questa situazione?

(continua…)

Come Dio

«Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra;a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio»

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da Repubblica.it

Monsignor Plotti, presule di Pisa:”Nessuna crociata, qui c’è già chi mette in discussione il Concordato”

“Ruini deve ascoltare i vescovi, non faccia da solo quella Nota”

di MARCO POLITI

“Non servono crociate. E la Nota sulla famiglia penso sia giusto che la facciano tutti vescovi”. Monsignor Alessandro Plotti, già vicepresidente della Cei, è appena reduce da un piccolo intervento agli occhi, ma ha lo sguardo molto lucido per quanto riguarda la situazione attuale che vede profilarsi uno scontro tra Chiesa e società. “Mi preoccupa molto il clima di scontro di questi giorni – dice l’arcivescovo di Pisa – è pericoloso. Sento malumore tra i vescovi per queste polemiche tra Stato e Chiesa. C’è chi parla di rimettere in discussione il Concordato, ma scherziamo!”.

Monsignor Plotti
Monsignor Plotti, l’argomento del giorno è la Nota sui Dico, preannunciata dalla Cei. Si sono scatenati appelli e controappelli. “Se è un tema davvero così importante, allora è giusto che sia redatta da tutti i vescovi. Mi auguro che non la faccia solo la presidenza Cei. Una Nota dell’episcopato – sottolineo una Nota pastorale – dev’essere discussa per prassi in assemblea, il testo va mandato a tutti, bisogna poter fare emendamenti”.

Avrebbe tempi più lunghi. “Certamente, ma ritengo sia opportuno per motivi di collegialità”.

Non crede sarebbe giusto anche coinvolgere i credenti laici sulla riflessione in merito alla famiglia e alla convivenza? “Ai nostri corsi prematrimoniali la metà dei giovani, che arriva, è già convivente e si vogliono sposare in chiesa. E’ un costume invalso. Un malcostume possiamo dire. Ma i nostri ragazzi ritengono di essere tranquilli vivendo così. Non è facile smontare questa mentalità. Allora questa è materia per la Chiesa di un grande impegno educativo. Non si risolve con le crociate. C’è una secolarizzazione in atto, c’è anche molta ignoranza sulle questioni di fede. Ma proprio per questo la Chiesa deve impegnarsi nell’opera di evangelizzazione, far capire al popolo cristiano che non si muove “contro” qualcosa, ma perché tutti riflettano. Bisogna far capire che i temi della sessualità e della famiglia stanno a cuore alla Chiesa”.

(continua…)

Intervista al ministro della Famiglia:
“stiamo dando diritti ai deboli, non alternative al matrimonio”

“Questa Chiesa così arroccata
non capisce una legge giusta”

“Bindi: Soffro ma ho imparato della Dc che la politica è laica” di CONCITA DE GREGORIO

Rosy Bindi
ROMA – Bussano. “Cosa c’è, un’altra scomunica?”, domanda Rosy Bindi. No, questo è un mazzo di fiori: il biglietto porta la firma di un’attrice. Sollievo, breve pausa per un succo di frutta. Sul tavolo del salottino del ministro le notizie del giorno. In cima: il Papa “preoccupato”. Lui personalmente, Benedetto XVI. Subito sotto l’agenzia di stampa dei vescovi, poi l’Osservatore romano, poi Radio vaticana: ‘i Dico sono una minaccia per la società’. In coda Mastella.

“Radio vaticana ha solo trasmesso un commento di D’Agostino, il presidente dei giuristi cattolici…”

Ministro Bindi, possiamo anche minimizzare ma si tratta di un’offensiva formidabile e univoca, il Santo Padre in testa. “Non voglio minimizzare. Cosa vuole che le dica? Ogni giorno ha la sua pena”.

Cosa risponde al Papa? “Non sono abituata a rivolgermi direttamente a Lui. Non nego che per me sia un momento di grande sofferenza. La maggiore è quella dell’incomprensione. Abbiamo scritto una legge giusta che tutela i più deboli, riconosce diritti alle persone discriminate e non crea nessuna figura giuridica che possa attentare alla famiglia. Non è negando diritti e doveri a chi è in difficoltà che si difende la famiglia. Soffro come credente prima che come politica”.

Soffre del fatto che la Chiesa sia arroccata su posizioni distanti dal sentire comune persino di molti cattolici? “E’ così. Mi domando perché una Chiesa che assolve in confessionale e che vive accanto a chi ha bisogno poi invece nella sua parola appaia sempre giudicante. Questo crea una distanza. L’insegnamento cattolico dice un’altra cosa: parla di valore della giustizia, di pace, di libertà personale, di accoglienza appunto persino nell’errore. Di carità e di misericordia”.

(continua…)

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