novembre 2006


Carissimi, voglio condividere con voi il dolore di Francesca Liberatore per l’improvvisa morte del marito Marco Graziani. Contemporaneamente voglio parlarvi della dignità forte e soave con cui Francesca ha affrontato questa morte che ha capovolto tutta la sua vita.

Domenica 19 novembre sul mezzogiorno Marco aveva condotto i due figli Leonardo (3 anni circa) e Francesco (1 anno e mezzo circa) a giocare nel parco cittadino dell’Aquila, insieme con un amico, quando all’improvviso si accasciò per un ictus cerebrale. Subito ospitalizzato e operato, è morto giovedì mattina. Il funerale è statto celebrato il giorno seguente e la salma sepolta nella terra.

Avevo conosciuto Marco nei primi anni del ‘90. Nel comportamento gli si leggeva una certa scontentezza della vita, forse per l’insuccesso del suo primo matrimonio.

Durante una scalata alpina, incontrò Francesca in un rifugio. Subito capì che quell’incontro era vero e che avrebbe durato sempre. Un anno dopo ebbi l’onore di benedire il loro matrimonio in una antica chiesa dell’Aquila, città natale di Francesca, dove avevano scelto di condurre una vita semplice e vicina alla natura. I due bambini riempivano Marco e Francesca di gioia. Francesca ha affrontato la situazione così dolorosa con molta dignità e serenità. A lei, a Leonardo e a Francesco tanti e tanti auguri. A Marco la pace eterna.

In allegato alcune foto scattate nell’aprile 2006 quando Marco con la famiglia venne a Milano a salutare i genitori e sostò alcune ore in questa sede.

p. Luciano

Marco Graziani - 1
Marco Graziani - 2
Marco Graziani - 3

Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce

Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e do­mandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?». Pilato rispose: «Sono io forse giu­dea? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero com­battuto perché non fossi consegnato ai giudei; ma il mio regno non èdi quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiun­que è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei giudei?». Al­lora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.
(continua…)

8,00 arrivo
8,30 – 10,00 zazen
10,15 incontro con Jiso
11,30 lavoro
13,00 pranzo
14,30 incontro con p. Luciano
16,00 eucaristia
17,00 commiato
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Questo è l’orario della giornata di Venerdì 8 dicembre: è comunque possibile sia pernottare a Galgagnano la sera precedente di Giovedì 7, sia fermarsi il successivo Sabato 9 e Domenica 10.

Per favore prendere contatto con la comunità per confermare la propria partecipazione e la sua durata telefonando allo 0371-68461 e parlando con Licia.

Grazie

Il segno del fico

In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande po­tenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l’estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
(continua…)

giorgio

Continuano le belle notizie. Dario e Maddalena comunicano la gioia della nascita di Giorgio e, di conseguenza, della laurea magna cum laude della piccola Adele al grado di sorella grande! Ci immaginiamo la vivacità di casa Paini fra gli alberi della campagna pavese, dove nitriscono i cavalli e cinguettano gli uccelli! Unendoci a quella festa, faccio circolare la bella notizia agli amici…

p. Luciano

Riceviamo questo commento al libro Delle Onde e del Mare, e col permesso dell’autore lo pubblichiamo…

Delle Onde e del Mare

Caro Padre Luciano,

ho letto con attenzione e con passione il libro.

L’ho trovato molto bello, molto “interessante”,.. ma nonostante questo non pensato subito a scrivere un mio commento.

Occorreva che qualcosa d’altro accadesse!

Occorreva che cambiassi io!

In effetti tra quando ho letto il libro la prima volta (più di tre mesi fa) e oggi, io sono profondamente cambiato.

Ho dovuto distruggere alcune parti di me che erano davvero sbagliate, che erano croste che non mi permettevano di vivere, di vedere, di sentire.

Non che ora queste cose non esistano più, ma almeno mi sento in cammino!

(continua…)

Donare se stessi

Diceva loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave». E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel te­soro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
(continua…)

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