luglio 2006


prese i pani

e dopo aver reso grazie

li distribuì

Dopo questi fatti, Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo.

(continua…)

Come pecore senza pastore

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

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La missione dei dodici

Allora chiamò i dodici, e incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne an­diate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andando vene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si con­vertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

(continua…)

 

a Milano mesi di luglio e agosto

ogni lunedì mattina

  • ore 07.00 – 08.10: Zazen e Vangelo presso la sede in Via Pattari 6 Milano

ogni sabato:

  • ore 12.00 – 15.00 p. Luciano riceve per il sacramento del perdono o per la guida spirituale in duomo nel confessionale n. 6 lato destro
  • ore 17.00 apertura della chiesa S.ta Maria Annunciata per meditazione e preghiera personale e praticare lo zazen
  • ore 18.30 celebrazione eucaristica

ogni domenica

  • ore 10.00 zazen presso la sede
  • 11.00 nella chiesa di S.ta Maria Annunciata (P.zza Duomo n. 18) momento di meditazione personale
  • 11.30 celebrazione della santa messa domenicale

Nei giorni settimanali non impegnati nei corsi o in altre iniziative, è possibile concordare con p. Luciano uno o più giorni di permanenza presso la sede di Milano per un breve ritiro personale (forse in concomitanza con un impegno personale in Milano)

N.B. a Galgagnano: per informazioni e richieste rivolgersi a Jiso, a Olivier a Licia.

 

a Galgagnano corsi speciali

  • settimana animatori (coloro che aspirano a guidare nella propria zona un gruppo Vangelo e Zen)

  • data: 17 luglio lunedì sera – 22 luglio domenica primo pomeriggio

  • luogo: Galgagnano

  • contenuto: studio sulla spiritualità Vangelo e Zen e sul metodo di pratica, ricerca e confronto, pratica religiosa, lavoro, fraternità

N.B. I primi giorni sono dedicati alla conoscenza reciproca, al lavoro, alla pratica. I contenuti principali del corso sono raccolti nei giorni di venerdì e sabato mattina. Chi è impedito a partecipare a tutta la settimana, può aggregarsi nei giorni suddetti.

 

  • settimana convivenza (aperto a chiunque – anche principianti – che intendono dedicare una settimana delle loro vacanze alla spiritualità Vangelo e Zen)
    • data: 31 luglio lunedì sera – 6 agosto primo pomeriggio

    • luogo: Galgagnano

    • contenuto: Zazen e Vangelo mattina e sera, studio comunitario e personale, lavoro, fraternità, riposo (sono programmate anche alcune visite a luoghi sacri artistici)

    • possibile partecipare anche solo qualche giorno

    • in seguito ad accordo, possibile condurre anche i propri figli (numero limitato)

    N.B. per consigli e per l’iscrizione rivolgersi a p. Luciano.

     

    • settimana con Jiso e Luciano (la tradizionale settimana già d’inizio agosto, detta anche dei laici – la settimana viene effettuata se vi sono adesioni. La programmazione sarà progettata con chi aderisce, per cui chi è ben intenzionato è pregato di offrire presto la sua collaborazione)

    • data: 21 agosto lunedì – 27 agosto domenica

    • luogo: Galgagnano

    • contenuto: oltre gli impegni normali della pratica, studio, lavoro, le iniziative che verranno programmate assieme

    • per l’iscrizione rivolgersi a Jiso o a p. Luciano

Trittico Eretico

Il secolo che ci siamo da poco lasciati alle spalle non va ricordato solamente per le due guerre mondiali, i vasti movimenti di massa o il dominio incalzante della tecnica e della scienza. E’ stata anche l’epoca di grandi speranze e utopie che, in certi casi, hanno continuato ad indossare abiti religiosi, come era accaduto per secoli e secoli. Gli autori che il libro presenta formano un esemplare trittico eretico del Novecento religioso. Anche per loro vale il detto paradossale: la cosa migliore di una religione sta nel fatto di creare eretici.Personalità di notevole spessore umano e intellettuale, ma poco conosciute e volentieri emarginate dal mondo religioso e culturale (due di loro subiranno la forma più grave di scomunica prevista dalla Chiesa), Ernesto Buonaiuti, Primo Vannutelli e Ferdinando Tartaglia sono stati tutti e tre accomunati, pur con modulazioni e sensibilità differenti, dall’adesione ai principi di quella comunità ideale, quella ekklesìa che esprime il desiderio e la tensione di voler abbracciare con un solo sguardo tutti gli esseri e tutto il creato. Per queste ragioni meritano di venire condotti fuori dall’oblio in cui sono stati relegati, scoprendo l’attualità sconcertante con gli interrogativi cruciali del nostro tempo. Il volume in questione costituisce pertanto una introduzione puntuale alla loro vita e al loro pensiero.

Federico Battistutta Millenia-Lampi di stampa, Novara-Milano 2005, pp. 136, euro 12,50

Il libro si può acquistare:

Sulla rivista “La Stella del Mattino” è apparsa recentemente una recensione a cura di Giuseppe Jiso Forzani

Ci continuano ad arrivare – e noi volentieri pubblichiamo – diversi commenti da chi ha letto il libro Delle onde e del mare di p.Luciano, e che trovate nel seguito di questo post.

Ricordiamo che è sempre possibile inserire commenti direttamente nel post, registrandosi, oppure potete spedirceli e li pubblicheremo noi.

In questa pagina del sito BOL di Mondadori è possibile anche esprimere un giudizio, una recensione o un voto.

Pierinux

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L’impedimento dell’abitudine

Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltando lo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono que­ste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi poté operare nessun prodi­gio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravi­gliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, inse­gnando.

(continua…)

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