Riflessioni


Pubblichiamo oggi un testo raro, oltreché profondo. Un fratello cristiano, padre Carlo Maria Alfredo De Filippi, ci invia una riflessione personale sulla sua esperienza di cristiano che da 25 anni pratica lo zazen. Naturalmente padre Carlo vive tale pratica in un “ecosistema” culturale e religioso completamente cristiano e questo rende particolarmente interessanti le sue osservazioni: “la stessa cosa” vista da un’altra angolatura rivela bagliori inaspettati. La preziosità di questo scritto non è solo nel fatto che un sacerdote cattolico pratichi a lungo lo zazen e conduca da molti anni un gruppo di pratica a Gallarate, il centro Areazen Omega, ma il fatto che padre Carlo ne parli con la semplicità di chi è avvezzo a frequentare il buddismo zen come un ambiente che può incontrare alla pari, senza timori, con la più grande considerazione.
Il testo dell’articolo è scaricabile qui in formato PDF.

Pratica dello Zazen e fede cristiana
(di p. Carlo de Filippi)

Il primo incontro
Era l’estate del 1985 quando con una telefonata da Roma, allora ero a Firenze, un confratello mi chiedeva se ero disponibile a fare da traduttore/interprete dal tedesco all’italiano, nel primo sesshin in Italia di padre Hugo Lassalle, da tenersi in autunno. P. Lassalle era un pioniere nella presentazione di questo tipo di meditazione al mondo cattolico europeo. P. Lassalle, tedesco di origine, era stato per molti decenni, subito dopo la 1° guerra mondiale, missionario gesuita in Giappone. Nel suo percorso di inculturazione

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Chi commette il male
si comporta verso se stesso
come il peggiore dei nemici.
Come il rampicante

che soffoca l’albero
che lo sorregge

Dhammapada, 162

Sarebbe interessante, in un certo senso: bello, se volessimo dire la nostra su quel che qui si potrebbe intendere con “male”. Il rischio, altrimenti, potrebbe essere che si passi su questa frasetta con atteggiamento del tipo “Dio com’è saggio quell’uomo”, tornando poi alle nostre faccende. Il Dhammapada è un testo buddista, secondo questa accezione si dovrebbe ragionare.

Giorni addietro pubblicammo il testo dell’intervento che Jiso Forzani avrebbe tenuto a Cracovia all’incontro tra i rappresentanti delle religioni organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

Ora Jiso è tornato da Cracovia e ci ha inviato un diario di quell’incontro, colorato e vivacizzato da una spruzzatina di pepe. Qui trovate le altre foto dell’evento.

Diario da Cracovia

Dal 6 al 9 settembre si è svolto nella città polacca di Cracovia l’annuale meeting interreligioso organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Chi scrive è stato invitato a partecipare in qualità di rappresentante della tradizione del Bhuddismo Zen Soto, un ramo del buddhismo che si è formato in Giappone a partire dall’inizio del XIII secolo e che è attualmente la tradizione numericamente

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Mi scuso. Il conflitto d’interessi -seppur di moda- vorrebbe mi astenessi. Pubblicare una scheda di approfondimento di un mio libro non è il massimo dell’eleganza, quantomeno. Ma così van le cose del mondo. JJ ha approntato una scheda del mio ultimo, un lavoro veramente faticoso (il suo) se pensate che per redigere la scheda ha letto due volte questo libro sulla Cina. Ne è uscito un lavoro accurato, forse un poco encomiastico ma estremamente utile per chi voglia sapere, capire -magari senza leggerle- che cosa contengono le 400 pagine di quel testo.

Il viaggio continua

Dopo il volume Il Buddismo mahayana attraverso i luoghi, i tempi e le culture. L’india e cenni sul Tibet; il viaggio del dharma, continua attraverso la sterminata Cina,

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Mesi addietro vi annunciammo l’apertura di una nuova pagina tematica, Libronline, nella quale pubblichiamo testi non più reperibili in libreria o altrove. Oggi la pagina si è arricchita di un nuovo scritto, che non è un libro ma è un documento raro e molto particolare: il discorso d’addio ad Antaiji di Kosho Uchiyama roshi.

Uchiyama and Sawaki, May 1957

Non penso proprio che il roshi si aspettasse che le sue parole di quel giorno comparissero qui, 33 anni più tardi. Nella foto che vedete qui a fianco sono rappresentati, a sinistra, Kosho Uchiyama e, a destra, Kodo Sawaki alla fine degli anni ’40.

Occhio per occhio ci renderà tutti ciechi.
Mahatma Gandhi

Nella galleria degli intrusi collezionati da Cibì entrano due nuovi personaggi: una non-santa ed un artista, un incisore visionario e -come a volte accade ai visionari- anticipatore di un futuro che però, per noi, è già passato…

INTRUSO, FRATELLO MIO / 7

L’immagine questa volta è tratta dal volumetto Piccolo fiore, pubblicato nel 1962 dalla tipografia “La Rapida” di Fermo; a realizzare la xilografia è stato un non meglio identificabile “prof. Ugo D’Ambrosi di Fermo”. Che c’entra tutto questo con il tema dell’intruso? Procediamo con ordine…

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