mar, 12 gen 2010
Con il nuovo anno è uscito anche il nuovo numero di Buddazot, il fumetto buddista di Paolo Sacchi.
Su queste pagine, come sempre liberamente scaricabile anche in PDF con licenza Creative Commons
mar, 12 gen 2010
Con il nuovo anno è uscito anche il nuovo numero di Buddazot, il fumetto buddista di Paolo Sacchi.
Su queste pagine, come sempre liberamente scaricabile anche in PDF con licenza Creative Commons
gio, 19 nov 2009
Prima o poi doveva succedere, forse. Comunque è successo: in questo post vi invitiamo a consultare una pagina web in cui c’è un oggetto in vendita. Va bene che è un CD, va bene che nel CD si parla rigorosamente di buddismo e cristianesimo (alla fine, c’è anche una barzelletta: follia pura), però è un CD in vendita e per di più se voi ascolterete la voce vellutata che da quel CD scaturisce, “vedrete” che è proprio la voce della persona che sta scrivendo queste righe, quelle che avete sotto gli occhi in questo momento. Ma dove andremo a finire…

mar, 20 gen 2009

Dopo India e Tibet, prosegue la migrazione del buddismo nello spazio, nel tempo e nelle culture. Ma qui, in Cina, l’occasione è così complessa che nel darne conto occorre mostrare con attenzione i partecipanti al gioco e il modo in cui viene condotto: l’inculturazione – operazione necessaria affinché il buddismo rinasca originale e autentico – ogni volta genera un buddismo legittimo in quel tempo e in quelle circostanze ma che in quelle forme è, di norma, un vicolo cieco per chi ad esse non appartiene. Non la storia come cronologia ma le avventure dello spirito in un Paese di cultura così diversa dalla nostra che tanti significati di quella non hanno riscontro in questa e viceversa. Restano così come orfani termini quali Dio, religione, filosofia, peccato… mentre ci giungono concetti e nomi che non sappiamo tradurre: 氣 qi, 自然 ziran, 仁 ren…
PS: chi vuole collaborare a correggere imprecisioni, refusi o errori presenti in questo testo può segnalarli qui sotto, nei commenti, dopo aver controllato che non compaiano già nella
Errata corrige
PPS: Qui trovate metà del capitolo secondo, la parte sullo zazen.
dom, 2 dic 2007
Con il consueto ritardo pubblichiamo sul sito apposito della rivista la versione elettronica del numero 3 di Luglio/Settembre 2007 della rivista “La Stella del Mattino”.
E’ una versione ridotta dove vengono riportati soltanto alcuni articoli selezionati. Per poterli leggere tutti consigliamo ai lettori di abbonarsi alla versione cartacea.
sab, 5 mag 2007
E’ uscito il libro che diede occasione di compilare le schede che trovate nella pagina Cinema buddista. Di seguito ne trovate due brevi recensioni.
Paolo Colombo, Mauricio Y. Marassi, Giulio Martini, Luciano Mazzocchi
Editore: Centro Ambrosiano
Collana: Immagini e Religioni
Dati: 163 pagine; copertina morbida; Tascabile
Prezzo: 12,00 €

Di Alessandro Izzi, da Close Up:
Cinema e buddismo è il primo dei tre volumi che il Centro ambrosiano intende dedicare alle tre principali ‘religioni’ mondiali e al loro, difficile, controverso rapporto con il Cinema. I prossimi due saranno Cinema ed ebraismo (previsto per la fine di quest’anno) e Cinema e Islam (previsto, invece, per il 2008).
Già il fatto che gli studi siano promossi e successivamente pubblicati presso i tipi di questa importante realtà editoriale cattolica la dice lunga sulla dimensione occidentale, anzi cristianocentrica di tutto il discorso e, confessiamo, di aver cominciato a leggere il volume con una certa prevenzione che sembrava in parte confermata dalle primissime pagine (l’introduzione ad opera di Monsignor Roberto Busti, il primo saggio firmato da Paolo Colombo).
ven, 6 ott 2006
– In libreria da giovedì 19 ottobre
La parola filosofia abita in Occidente da non meno di 2500 anni, mentre ha compiuto appena i 130 nella sua forma ideografica giapponese. Il pensiero orientale, e quello giapponese in particolare, ha titolo per essere definito «filosofico», privo com’è della matrice greca, da taluni ritenuta imprescindibile? O forse è più problematico non parlare di filosofia che trattarne (col dovuto discernimento) in presenza di un pensiero di innegabile profondità di analisi, complessità sistematica, ricchezza epistemologica?Partendo da queste domande non retoriche il libro si propone di trattare alcuni momenti fondamentali della storia del pensiero giapponese, dai suoi albori in forma scritta ai giorni nostri, come tappe di un’evoluzione culturale. Non è dunque un manuale di storia della filosofia giapponese, né solo un compendio delle visioni filosofiche dei pensatori giapponesi antichi e moderni, ma piuttosto una passeggiata filosofica attraverso il Giappone. Il cui scopo non è solo la visita di alcuni luoghi di un pensiero lontano e prossimo a un tempo: ma anche scandagliare l’ipotesi se da questa prossima diversità non possa venire uno stimolo a rivisitar noi stessi, guardando i problemi di sempre con occhi diversi. Il libro percorre le tappe, che l’autore considera più significative e che l’indice scandisce, della particolarità del pensiero filosofico giapponese, per fornire al lettore elementi di conoscenza di una forma mentis tanto diversa dalla «nostra», riflettendo di pari passo se la ricerca filosofica possa essere strumento di dialogo fra le diversità o sia invece elemento di alienazione fra le identità.
* l’autore
Giuseppe Jiso Forzani (Genova 1949) ha studiato filosofia all’Università di Genova. Monaco buddista zen, ha vissuto otto anni in monastero in Giappone. Fra le pubblicazioni, ha curato l’edizione dal giapponese di vari testi di Eihei Do¯gen (1200-1253) fra cui Il cammino religioso (Bendo wa), Marietti 1990; Divenire l’essere (Genjo koan), EDB 1997; La cucina scuola della via (Tenzo Kyo kun), EDB 1998; Bussho – La natura Autentica, EDB 1999. Ha curato la voce «Filosofia giapponese» per l’Enciclopedia filosofica Bompiani.
Il libro si può acquistare online dal sito della casa editrice (
Bollati Boringhieri) senza spese aggiuntive.
lun, 10 lug 2006
Il secolo che ci siamo da poco lasciati alle spalle non va ricordato solamente per le due guerre mondiali, i vasti movimenti di massa o il dominio incalzante della tecnica e della scienza. E’ stata anche l’epoca di grandi speranze e utopie che, in certi casi, hanno continuato ad indossare abiti religiosi, come era accaduto per secoli e secoli. Gli autori che il libro presenta formano un esemplare trittico eretico del Novecento religioso. Anche per loro vale il detto paradossale: la cosa migliore di una religione sta nel fatto di creare eretici.Personalità di notevole spessore umano e intellettuale, ma poco conosciute e volentieri emarginate dal mondo religioso e culturale (due di loro subiranno la forma più grave di scomunica prevista dalla Chiesa), Ernesto Buonaiuti, Primo Vannutelli e Ferdinando Tartaglia sono stati tutti e tre accomunati, pur con modulazioni e sensibilità differenti, dall’adesione ai principi di quella comunità ideale, quella ekklesìa che esprime il desiderio e la tensione di voler abbracciare con un solo sguardo tutti gli esseri e tutto il creato. Per queste ragioni meritano di venire condotti fuori dall’oblio in cui sono stati relegati, scoprendo l’attualità sconcertante con gli interrogativi cruciali del nostro tempo. Il volume in questione costituisce pertanto una introduzione puntuale alla loro vita e al loro pensiero.
Federico Battistutta
Millenia-Lampi di stampa, Novara-Milano 2005, pp. 136, euro 12,50
Il libro si può acquistare:
Sulla rivista “La Stella del Mattino” è apparsa recentemente una recensione a cura di Giuseppe Jiso Forzani
mar, 2 mag 2006
* IL BUDDISMO MAHAYANA ATTRAVERSO I LUOGHI, I TEMPI E LE CULTURE – L’India e cenni sul Tibet, di: Mauricio Y. Marassi
La predicazione del Buddha Śakyamuni è all’origine di una cultura religiosa da cui emana una tonalità nuova, che ne costituisce il valore più prezioso. Il presente lavoro segue l’articolato complesso storico geografico del buddismo come l’evolversi di un unico essere vivente che, 2500 anni or sono, percepì la sofferenza, ne verificò l’ineluttabilità in ogni vita, si mise in cammino per trovare, percorrere e realizzare la via che conduce all’uscita da questa condizione di dolore e si offrì al futuro, che è anche nostro presente, come testimone di una concreta e distinta possibilità di salvezza. Questo espediente, religioso e letterario, permette di guardare alla storia plurifocale del buddismo come a un continuum, dedicando solo l’attenzione indispensabile agli enunciati formali e alle dottrine. Ne consegue un discorso veloce, scorrevole, dove ognuno può ascoltare quella parte dell’insegnamento buddista in sintonia con lo sviluppo ora della sua vita.
Mettiamo a disposizione di chi lo volesse scaricare,
* l’indice delle opere e delle raccolte
* l’indice dei nomi e dei termini
* l’errata corrige della prima edizione del testo
Pubblichiamo anche alcuni stralci dal libro:
* La religione buddista
* L’universalità mahāyāna
* A scuola di religione
mar, 2 mag 2006
Ogni interpretazione del reale, sia essa pensata oppure espressa dalle parole, sta alla realtà come una carta geografica all’area che rappresenta: ne è una pallida e imprecisa riproduzione. Pur necessariamente entro tale limite, parlando la nostra lingua quest’opera ci guida verso quel comprendere che non ha contenuto ne uso per chi intenda impossessarsene. Il testo, strutturato in due filoni paralleli, è lo specchio di due diverse letture di un’identica realtà che prendono il lettore per mano e lo conducono attraverso la storia e il senso vero del buddismo Zen, sia mediante un’esposizione puntuale e articolata sia con la narrazione di una vicenda individuale.
Edizioni Marietti i rombi
Pubblichiamo alcuni stralci dal libro :
lun, 1 mag 2006
Fine anni ’70: un aereo partito da Tokyo e diretto a Londra via Roma, causa agitazione sindacale, sosta alcuni giorni a Rawalpindi. Fra i passeggeri, due ministri di religione: un italiano, missionario cattolico fra i buddisti del Giappone, e un giapponese, missionario Zen fra i cristiani d’Italia. Quella sera, i due condividono la stessa camera di un dimesso albergo presso la moschea della città, messo a disposizione dall’agenzia aerea. L’ardore dei musulmani che si precipitano alla preghiera, è la scintilla che accende la miccia di un dibattito serrato fra i due, libero da ogni etichetta e maschera. Dichiarano di sentirsi rivali di visione di vita e di temersi l’un l’altro; quindi si lanciano dardi sulle reciproche debolezze. “Il Cristianesimo è violento fino al midollo: io buddista non mi farò mai cristiano!”: afferma il monaco dello Zen. “Il Buddismo è narcisismo di pratiche religiose: io cristiano non mi farò mai buddista!”: risponde il missionario cristiano. (continua…)