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	<title>Commenti a: Pantomima 2: la stagione dei mandarini</title>
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	<description>Ambito Buddista</description>
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		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2317</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 17:24:07 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Chiara, ci ho pensato e provo a risponderti (52-53): se qualcuno, per conto proprio, decide di cucirsi una veste, un manto, penso possa farlo in libertà. Se per imparare a cucire intende rivolgersi a un gruppo che pratica la cucitura, all&#039;interno di quel gruppo rispetterà le indicazioni che riceverà. Se poi, dopo aver imparato a cucire, pur avendo appreso le regole dei colori secondo quel gruppo, vorrà usare altri colori, suppongo che possa farlo in libertà. La veste del Buddha non ha un colore particolare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Chiara, ci ho pensato e provo a risponderti (52-53): se qualcuno, per conto proprio, decide di cucirsi una veste, un manto, penso possa farlo in libertà. Se per imparare a cucire intende rivolgersi a un gruppo che pratica la cucitura, all&#8217;interno di quel gruppo rispetterà le indicazioni che riceverà. Se poi, dopo aver imparato a cucire, pur avendo appreso le regole dei colori secondo quel gruppo, vorrà usare altri colori, suppongo che possa farlo in libertà. La veste del Buddha non ha un colore particolare.</p>
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		<title>Di: dr</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2312</link>
		<dc:creator>dr</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 19:05:10 +0000</pubDate>
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		<description>E poi, vogliamo trovare il coraggio di dirlo una volta per tutte? Sono meglio i mandaranci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi, vogliamo trovare il coraggio di dirlo una volta per tutte? Sono meglio i mandaranci.</p>
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		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2310</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:45:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Renata, benvenuta. Neanch&#039;io so bene chi siano quelli a cui mi indirizzo con la mail list della Stella: ho trovato negli archivi della Stella un tot di indirizzi (circa 300 inizialmente, ora più o meno 230) ed uso quelli sperando di non disturbare.
Il senso di Direttore ecc. a Parigi potresti chiederlo direttamente a Jiso però posso risponderti in quanto &quot;Direttore responsabile della Stella, Kokusai fukyosi (insegnante diffusore) del soto zen, monaco con il rango (kyoshi) di insegnante ecc. ecc.&quot;: non c&#039;è uno di questi titoli che abbia voluto, cercato ma sono tutti appioppati o d&#039;autorità o perché &quot;tocca a te, per cui... pedalare&quot;. Il problema non è il titolo ma il rapporto col medesimo. Se stai cercando il modo di liberartene allora sei la persona adatta a portarlo. In questo caso, però, un titolo non è un rango o uno status, bensì una funzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Renata, benvenuta. Neanch&#8217;io so bene chi siano quelli a cui mi indirizzo con la mail list della Stella: ho trovato negli archivi della Stella un tot di indirizzi (circa 300 inizialmente, ora più o meno 230) ed uso quelli sperando di non disturbare.<br />
Il senso di Direttore ecc. a Parigi potresti chiederlo direttamente a Jiso però posso risponderti in quanto &#8220;Direttore responsabile della Stella, Kokusai fukyosi (insegnante diffusore) del soto zen, monaco con il rango (kyoshi) di insegnante ecc. ecc.&#8221;: non c&#8217;è uno di questi titoli che abbia voluto, cercato ma sono tutti appioppati o d&#8217;autorità o perché &#8220;tocca a te, per cui&#8230; pedalare&#8221;. Il problema non è il titolo ma il rapporto col medesimo. Se stai cercando il modo di liberartene allora sei la persona adatta a portarlo. In questo caso, però, un titolo non è un rango o uno status, bensì una funzione.</p>
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		<title>Di: renata</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2309</link>
		<dc:creator>renata</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:37:18 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mauricio, grazie del contatto che continui a mantenere con tutti noi. Non so bene chi siamo ma so che tu continui a mantenere i contatti e mi sembra una cosa bella.
Ora mi è venuta una perplessità che sicuramente tu saprai chiarire. In quella deliziosa paginetta sui Mandarini, mi sembrava di aver capito che chi segue lo zen non ambisce, né cerca, né ha motivo di avere cariche di alcun tipo. Allora (mi riferisco al post in home oggi, 14 febbr. ed alla mail inviata alla mail list della Stella) che senso ha &quot;Direttore dell&#039;Ufficio Europeo del Buddismo Soto Zen di Parigi&quot;? Ovvero &quot;Direttore responsabile di&quot;? Grazie delle spiegazioni che saranno sicuramente esaurienti.
Renata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mauricio, grazie del contatto che continui a mantenere con tutti noi. Non so bene chi siamo ma so che tu continui a mantenere i contatti e mi sembra una cosa bella.<br />
Ora mi è venuta una perplessità che sicuramente tu saprai chiarire. In quella deliziosa paginetta sui Mandarini, mi sembrava di aver capito che chi segue lo zen non ambisce, né cerca, né ha motivo di avere cariche di alcun tipo. Allora (mi riferisco al post in home oggi, 14 febbr. ed alla mail inviata alla mail list della Stella) che senso ha &#8220;Direttore dell&#8217;Ufficio Europeo del Buddismo Soto Zen di Parigi&#8221;? Ovvero &#8220;Direttore responsabile di&#8221;? Grazie delle spiegazioni che saranno sicuramente esaurienti.<br />
Renata</p>
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		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2308</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:33:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Chiara, confesso che mi cogli impreparato, ci penserò.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Chiara, confesso che mi cogli impreparato, ci penserò.</p>
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		<title>Di: Chiara Grassi</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2306</link>
		<dc:creator>Chiara Grassi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:12:26 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mym, 
intervengo ancora nell’agone (anche se, a quanto vedo, viaggia per plaghe che esulano completamente dall’argomento iniziale) per chiarire un probabile equivoco.
Non ho capito la battuta: 
“... se, come dice Chiara (34), siete “perlopiù convinti che il microgruppo sia assolutamente preferibile ai grandi centri” be’, ragazzi-ragazze, siete una banda di pisquani. Con tutto il rispetto, naturalmente.”
Se, come temo, intendevi che da parte mia ci fossero intenti sarcastici o denigratori, tengo a precisare che non è così. Semplicemente, volevo dire che in un piccolo gruppo di praticanti che non ha, e non vuole avere, rapporti con altri gruppi e, tanto meno, istituzioni “superiori”, è ovvio che se uno di loro vuole dedicarsi alla pratica della cucitura, userà la stoffa che riterrà più opportuna (anche verde a pallini viola, se troverà una partita di stracci siffatti sulla strada del cimitero ... ). In centri più grandi, invece, e in rapporti con altri centri e istituzioni, se l’intendimento è che il codice cromatico tradizionale non abbia ragion d’essere, e che il ruolo all’interno del sangha (ristretto o allargato) di ogni praticante non debba essere manifestato dal colore dell’O-kesa che indossa, mi va benissimo, purché sia una decisione unitaria. Altrimenti, diventa fonte di continui fraintendimenti, commenti, discussioni, e finisce per assumere un’importanza esagerata, che non è proprio il caso che abbia. Piuttosto, è meglio mantenere la situazione attuale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mym,<br />
intervengo ancora nell’agone (anche se, a quanto vedo, viaggia per plaghe che esulano completamente dall’argomento iniziale) per chiarire un probabile equivoco.<br />
Non ho capito la battuta:<br />
“&#8230; se, come dice Chiara (34), siete “perlopiù convinti che il microgruppo sia assolutamente preferibile ai grandi centri” be’, ragazzi-ragazze, siete una banda di pisquani. Con tutto il rispetto, naturalmente.”<br />
Se, come temo, intendevi che da parte mia ci fossero intenti sarcastici o denigratori, tengo a precisare che non è così. Semplicemente, volevo dire che in un piccolo gruppo di praticanti che non ha, e non vuole avere, rapporti con altri gruppi e, tanto meno, istituzioni “superiori”, è ovvio che se uno di loro vuole dedicarsi alla pratica della cucitura, userà la stoffa che riterrà più opportuna (anche verde a pallini viola, se troverà una partita di stracci siffatti sulla strada del cimitero &#8230; ). In centri più grandi, invece, e in rapporti con altri centri e istituzioni, se l’intendimento è che il codice cromatico tradizionale non abbia ragion d’essere, e che il ruolo all’interno del sangha (ristretto o allargato) di ogni praticante non debba essere manifestato dal colore dell’O-kesa che indossa, mi va benissimo, purché sia una decisione unitaria. Altrimenti, diventa fonte di continui fraintendimenti, commenti, discussioni, e finisce per assumere un’importanza esagerata, che non è proprio il caso che abbia. Piuttosto, è meglio mantenere la situazione attuale.</p>
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		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-2#comment-2304</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:58:28 +0000</pubDate>
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		<description>La mannaia del censore ha eliminato ben tre commenti (Homosex e Isabela). Quando ce vo&#039; ce vo&#039;, diceva (in maghadi) pure il Buddha..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mannaia del censore ha eliminato ben tre commenti (Homosex e Isabela). Quando ce vo&#8217; ce vo&#8217;, diceva (in maghadi) pure il Buddha..</p>
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		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-1#comment-2311</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:30:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Dario. Provo a rispondere alla tua domanda. Direi che se è un ri-conoscere allora possiamo fare a meno di usare il termine buddismo. Postura e domanda aperta. Contro chiacchiere e distintivo, se mi si consente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Dario. Provo a rispondere alla tua domanda. Direi che se è un ri-conoscere allora possiamo fare a meno di usare il termine buddismo. Postura e domanda aperta. Contro chiacchiere e distintivo, se mi si consente.</p>
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		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-1#comment-2300</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 10:28:30 +0000</pubDate>
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		<description>Se dal relativismo passiamo alla relatività possiamo incontrare qualche &quot;punto fermo&quot;(48):la postura e il significare, la domanda sempre aperta, come dimensioni della pratica in cui ci riconosciamo.
Tra negare e affermare c&#039;è, penso, l&#039;esserci della nostra pratica.
Chiedo al &quot;maestro&quot;-guida-esperto-responsabile del sito-..:avvicinarsi al buddismo, riconoscersi nel buddismo(o almeno in questa forma di pratica &quot;religiosa&quot;)non è, come ogni domandare, già ri-conoscere?
In questo processo esistenziale in cui nessuno possiede Verità, possiamo individuare almeno un rapporto con l&#039;errare e con l&#039;errore.
In questo procedere c&#039;è &quot;l&#039;esperto&quot; dell&#039;errare,cioè colui che ha già fatto un sacco di errori.
Riconoscere &quot;l&#039;esperto&quot; non è beatificarlo, ma riconoscere il senso di un certo percorrere.
Concludo: non è un problema di titoli (qualche parola per capirci la dobbiamo pur usare), ma di universalità del significato (significare) nel buddismo; tradotto: lo sotozen ufficiale sà &quot;che cosa vuole&quot;, &quot;dove stà seduto&quot;?
Tra anarchia e diplomificio mi sembrava esserci quel &quot;mani vuote&quot; e  &quot;ritorno al paese natio&quot;, almeno credevo di averlo riconosciuto in qualcuno..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se dal relativismo passiamo alla relatività possiamo incontrare qualche &#8220;punto fermo&#8221;(48):la postura e il significare, la domanda sempre aperta, come dimensioni della pratica in cui ci riconosciamo.<br />
Tra negare e affermare c&#8217;è, penso, l&#8217;esserci della nostra pratica.<br />
Chiedo al &#8220;maestro&#8221;-guida-esperto-responsabile del sito-..:avvicinarsi al buddismo, riconoscersi nel buddismo(o almeno in questa forma di pratica &#8220;religiosa&#8221;)non è, come ogni domandare, già ri-conoscere?<br />
In questo processo esistenziale in cui nessuno possiede Verità, possiamo individuare almeno un rapporto con l&#8217;errare e con l&#8217;errore.<br />
In questo procedere c&#8217;è &#8220;l&#8217;esperto&#8221; dell&#8217;errare,cioè colui che ha già fatto un sacco di errori.<br />
Riconoscere &#8220;l&#8217;esperto&#8221; non è beatificarlo, ma riconoscere il senso di un certo percorrere.<br />
Concludo: non è un problema di titoli (qualche parola per capirci la dobbiamo pur usare), ma di universalità del significato (significare) nel buddismo; tradotto: lo sotozen ufficiale sà &#8220;che cosa vuole&#8221;, &#8220;dove stà seduto&#8221;?<br />
Tra anarchia e diplomificio mi sembrava esserci quel &#8220;mani vuote&#8221; e  &#8220;ritorno al paese natio&#8221;, almeno credevo di averlo riconosciuto in qualcuno..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mym</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/4204/comment-page-1#comment-2299</link>
		<dc:creator>mym</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 09:28:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Cristina (41), in realtà non lo so perché sia &quot;meglio&quot; sedersi senza calze. Io (e non sono il solo) mi trovo meglio, ma questo non basta, penso. Si può arguire che da quando il Buddha ha asseverato quella posizione (a piedi nudi, comunque) la cosa ha immediatamente iniziato a decadere. Tra le poche cose a cui possiamo rimanere aggrappati in questo continuo processo di decadenza vi è la forma. Tuttavia occorre notare che, normalmente, quando ci si siede a gambe incrociate non accade che i piedi si freddino anche quando la temperatura è bassa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Cristina (41), in realtà non lo so perché sia &#8220;meglio&#8221; sedersi senza calze. Io (e non sono il solo) mi trovo meglio, ma questo non basta, penso. Si può arguire che da quando il Buddha ha asseverato quella posizione (a piedi nudi, comunque) la cosa ha immediatamente iniziato a decadere. Tra le poche cose a cui possiamo rimanere aggrappati in questo continuo processo di decadenza vi è la forma. Tuttavia occorre notare che, normalmente, quando ci si siede a gambe incrociate non accade che i piedi si freddino anche quando la temperatura è bassa.</p>
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