Mon, 1 Dec 2008
La Santa Sede boccia il progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità. Un’iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell’Unione europea e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Dichiara mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite: “L’Onu non deve depenalizzare l’omosessualità come richiesto dalla Francia, ciò porterebbe a nuove discriminazioni in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno messi alla gogna”. E padre Federico Lombardi aggiunge: “Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.
Vi sono nove Paesi in cui vi è la pena di morte per il “reato” di omosessualità, altri nove nei quali si rischia l’ergastolo, una miriade (e non solo Paesi islamici, ecco la mappa completa) dove si rischiano da svariati anni di carcere alla fustigazione.
Complimenti alla “Santa” Sede
Povero Cristo, in che mani sei finito.
PS: ringrazio l’autore della vignetta: non trovo più il sito da cui l’ho tratta



Introduzione allo studio comparato delle religioni
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Personalmente non sono mai andato in corteo a gridare a favore dei diritti degli omosessuali, ma la “giustificazione” del Vaticano è (a essere gentili) veramente grottesca. Dicano chiaro e tondo: “A noi quelli lì fanno schifo e orrore”. Sarà poco aulico e curiale, ma almeno si assumerebbero pubblicamente la responsabilità delle proprie idee. Invece hanno preferito un atteggiamento da politicanti buzzurri, da borgatari che si schermano dietro un “che? no, io? maddài, maddeché”. Visto che ritengono di avere la Verità in tasca, si dimostrino all’altezza di questa loro altissima presunzione (nel senso dell’inglese presumption).
Comment by dr — December 2, 2008 @ 10:15 am
Sono assolutamente daccordo con l’operato del Vaticano. Mi meraviglia, anzi, questa impostazione “progressista” del sito.
Comment by marcello — December 4, 2008 @ 9:26 am
Caro Marcello, grazie per il suo mail. Sono lieto che lei sia assolutamente d’accordo con l’operato del Vaticano: finalmente ce lo potrà spiegare, visto che sino ad ora non mostra alcun senso religioso visibile. Grazie anche per l’aggettivo “progressista” che lei attribuisce all’impostazione del sito, non me ne ero accorto e perciò ne sono ancor più lieto. Pensavo che la difesa dei discriminati fosse un’impostazione religiosa tout court. Un saluto
Comment by mym — December 4, 2008 @ 11:26 am
Sono stufo delle censure e della ipocrisie vaticane. L’omosessualità non è una deviazione, un sintomo, una malattia; l’omosessualità è un effetto del discorso della Legge.Dopo una millenaria tolleranza, la Chiesa prese a reprimere l’omosessualità utilizzando l’argomento che vede nel rapporto omosessuale un rapporto contro natura.Dunque l’omosessualità è contro-legge perchè e contro-natura.La credibilità della legge è infatti proporzionata alla sua capacità di con-fondere i nomi con le cose;l’efficacia dei suoi nomi è nella loro capacità di assorbire completamente le cose in modo che l’ordine legale, l’ordine dei nomi, possa apparire come ordine naturale, come ordine delle cose.Sui manuali di giusnaturalismo del XVIII sec. si considera la schiavitù un diritto.Così come oggi nessun buon cristiano potrebbe accettare la schiavitù mi chiedo se in uno stato laico siano lecite le continue e moleste interferenze del Vaticano nel discorso giuridico.
Comment by homosex — December 4, 2008 @ 5:18 pm
Grazie Homosex per il suo commento. L’argomento, la sua logica non fanno una grinza. La domanda finale, forse, va posta in termini di rapporto col futuro: saremo mai un Paese (un mondo?) in cui la cosa pubblica è amministrata dai cittadini e quella privata… anche? Consigliati, istruiti anche educati dalle chiese ma amministrati da noi medesimi. Non butterei tutta la croce (si fa per dire, veh!) sul Vaticano. Il mondo laico ci commercia e ci guadagna mica poco. Ad ogni elezione promettere il finanziamento delle scuole private (ovvero: cattoliche) ecc. ecc. rende bei votarelli… Poi bisogna pagare il conto.
Comment by mym — December 4, 2008 @ 5:37 pm
Il deja-vou è il conto salato che pago all’infame commercio del sacro con il profano.
Comment by homosex — December 4, 2008 @ 6:05 pm
Forse non ci sbarazzeremo (si fa per dire) del Dio cristiano perchè crediamo troppo alla grammatica.La grammatica serve per determinare l’indeterminato, su cui è impossibile qualsiasi iscrizione, perchè non è soggetto nè oggetto, e quindi non è rappresentabile su nessuna scena. Una sessualità indeterminata è una sessualità inafferabile dove esplodono le per-versioni, perchè sfugge quel ‘verso’ che la legge ha fissato nella riproduzione della specie, dove si nasconde la riproduzione del medesimo, del figlio ‘fatto a immagine e somiglianza’. Di qui la necessità per la legge di dare ai corpi quell’identità che diviene poi la loro realtà. A questo punto all’omosessuale non resta che la trasgressione che però è un gesto che riguarda il limite, dove il tratto che esso incrocia e spezza si ricompone alle sue spalle come un’onda di poca memoria dietro lo scafo di uin’imbarcazione che l’ha solcata. La trasgressione è la glorificazione del limite e il cristianesimo inchioda l’omosessuale al suo limite. Eppure di trasgressioni si alimentava il sacro prima che, bandito l’o-sceno, nello spettacolo cristiano il corpo fosse usato come supporto di due scene: quella della passione e quella della resurrezione, promessa di un godimento differito, dove un amore spiritulale si alimenterà di quel che in parte avrà perduto l’erotismo dei corpi.La sessualità non cesserà di essere congiunta alla passione, ma questa sarà solo il patire di un corpo necessariamente sofferente che, incapace di trasgredire e quindi di accedere al sacro, sosterà il bisognoso di salvezza, alle soglie dei divieti, in attesa del godimento dell’Altro, a cui si sacrifica non più con la trasgressione, ma con la sofferenza attraverso cui soltanto, nella concezione cristiana, può filtrare il godimento. I beati, infatti, lo dice San Tommaso, godono della visione della sofferenza dell’altro, di quelle ‘pene dei dannati’ che costituiscono il godimento celeste.
Comment by homosex — December 4, 2008 @ 8:48 pm
Be’ una volta li arrostiva direttamente, adesso si limita a non sottoscrivere. E’ già un passo avanti, no? Magari fra qualche secolo…
Comment by Aloisius — December 4, 2008 @ 9:24 pm
Come sisente il vento delle “sorti magnifiche e progressive” nelle vostre parole, e inoltre che attaccamento al sociale!!! Povero Buddha…
Comment by marcello — December 5, 2008 @ 7:15 am
Ci sono dei buddisti che sono cristiani nell’animo …è inutile che si facciano buddisti…sono cristiani!! Dove si vede? In questo attaccamento al sociale…qui in occidente abbiamo sostituito a Dio, lo Stato e dunque tutta questa attenzione allo Stato, a quello che fa a quello che non fa…questo è un’altra forma di monoteismo, un problema con l’autorità…non si riesce a essere semplici, tranquilli….non ci si rende conto che il mondo debba essere vario, che qualche stato abbia la necessità di uccidere, perchè no? Può darsi che quella popolazione abbia delle esigenze diverse. Vogliamo tutto uguale, e poi con quest’aria falsa tipo “volemose bene” alla “we are the world” di Michael Jackson. Che tristezza….
Comment by marcello — December 5, 2008 @ 7:24 am
Se il Sudan, o l’Arabia hanno bisogno di leggi tremende IO RIESCO AD ACCETTARLO. Voi no?
Comment by marcello — December 5, 2008 @ 7:26 am
Caro Marcello, si commenticchia, si commenticchia, eh. Grazie. Peccato lei non ci spieghi il senso religioso della posizione sociale del Vaticano visto che la condivide. Grazie anche per le “magnifiche sorti e progressive” (l’ordine delle parole, qui, conta molto) che sente vibrare nel sito. Persona interessante, il Marinetti dico. Mi dispiace, però, abbiate sostituito Dio allo stato e che vi provochi tutti quei problemi, perdita della tranquillità e, Madonna!, perfino la necessità di uccidere. Siete messi maluccio lì da voi. Spero le vostre condizioni migliorino presto. Un saluto
PS dimenticavo: proprio perché, purtroppo, occorre accettare che ci siano Paesi con leggi tremende si può chiedere che vengano cambiate. Altrimenti: una bella guerra e via. Accettare però non significa necessariamente pensare che ne “abbiano bisogno” e bona lè. I bisogni si possono ridurre, cambiare, poi, il tempo a volte fa miracoli nelle culture.
Comment by mym — December 5, 2008 @ 11:27 am